Mariano José de Larra
Un condannato a morte. I taglieggiatori.
Colonnese Editore, Pag.70 Euro 9,50
Dice un condannato:
Fino a che punto la società ha dei diritti su di me? Non so se la vita è mia; uomini dotti hanno detto che la vita non è mia, e che secondo la religione non ne posso disporre; ma se non è nemmeno mia, come può essere tua? Basta questa frase per cogliere la chiave dei due brevi scritti (a metà fra il saggio e il racconto), e la modernità del dibattito che appassionava José de Larra intorno al 1830, e che non cessa di essere attuale.
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Alberto Schiavone
La Mischia
Cult Edizioni, Pag. 140 Euro 9,50
Amedeo è un giovane adolescente di belle speranze; un futuro da calciatore, un padre fin troppo premuroso che farebbe e fa qualsiasi cosa pur di farlo arrivare. Il ragazzo in effetti è bravino e ha talento, anche se il suo rendimento è altalenante. Poi c'è Adriano. E' un tipo strano, legge Moby Dick al ritmo di una pagina al giorno, ha una moglie che si prostituisce mentre lui sta nello sgabuzzino a leggere. Il contesto è quello di una qualsiasi cittadina di provincia del laborioso nord-Italia. La crisi, la vita di tutti i giorni, il lavoro. I consumi.
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intervista a
Il lettore medio
di Alfredo Ronci
Ce l'avevamo in mente da parecchio tempo. Intervistare il 'lettore medio', questa sorta di entità astratta, e spesso incomprensibile, a cui si rivolgono un po' tutti, nella speranza di catturarne le potenzialità di acquisto.
Ci abbiamo provato: quel che è uscito fuori è un fulmineo (l'essenzialità, la stringatezza saranno forse qualità del lettore medio?) ritratto di un'essenza epifanica.
Il dubbio rimane: ma sarà davvero medio?
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attualità
Er Sor Costanzo
di Alfredo Ronci
La nomina a direttore del Giallo Mondadori di Maurizio Costanzo ha suscitato un vespaio di polemiche, considerando che per far posto a lui hanno letteralmente defenestrato Alan D. Altieri, scrittore coi fiocchi, persona integerrima e, considerazione di non poco conto, molto più esperto dell'anchorman televisivo di gialli e di noir.
Allo schifo non c'è mai fine. Ma era davvero necessario fare una cosa del genere e dimostrare ancora una volta ai lettori italiani che è solo il potere che conta in questo paese di merda e non la competenza? Al Costanzo abbiamo sentito il bisogno di dedicargli un'ode in rima baciata. Come i baci ai rospi.
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Obiettivo 15
Mauro Savino
Rimbaud era l’unica passione che gli era rimasta. Il resto erano tutte stronzate. Ma a un certo punto le passioni perdono sangue, così dovette trovare qualcosa che gli ingrossasse di nuovo le vene e gli facesse stringere le chiappe.
La soluzione si chiamava
Obiettivo 15.
Il numero 15 di per sé non significava niente. Aveva un senso solo una volta scomposto. Il numero 1 stava per un anno. Il numero 5 stava per cinque giorni.
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i video
La nave dei folli
di Massimiliano Di Mino
LA NAVE DEI FOLLI- Nuova collana editoriale della EdiLET diretta da Pier Paolo Di Mino.
È sotto la forma di una nave di folli che qualcuno ha visto questa nostra vita: questo bellissimo niente, avrebbe detto Angelo Silesio. Una nave che è un sogno, ma che, per essere una nave, ha pur sempre bisogno di una guida. E qualcuno deve pure avere pensato che questa guida spetti alla letteratura. Certo qui la letteratura sta per una sorta di macchina che spreme pensieri, che produce lessenziale, lessenza della vita.
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cinema e dischi
Le vibrazioni di Four Tet sono la prova che in questa vita si può essere felici.
di Adriano Angelini
A contendere ai Massive Attack la palma di miglior disco dell'anno concorrerà sicuramente Four Tet. Di nuovo musica elettronica. Stavolta adagiata su tappeti sonori di un'immensità evocativa che tende a infinito (come direbbero i professori di matematica, o era algebra?). Kiern Hebden ci regala tracce gioviali, trascinanti (
Sing), lo fa con un minimalismo sonoro e vocale (come nella sincopata ma incantevole
Angel echoes). Sì, echi d'angelo profusi a volontà. Beat incalzanti in cui si incastrano leggeri tocchi dance (
Love Cry).
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i classici
Victor Cavallo, che stava bene quando stava male.
di Pier Paolo Di Mino
C’è un film, non ricordo quale, di Matteo Garrone, dove Rossella Or, in preda a un attacco di nevropatia, comincia a lamentarsi che sta male.
Stai male?, gli fa più o meno Victor Cavallo,
e non sei contenta? Almeno c’hai qualcosa a cui pensare. Io sto bene quando sto male. Ora non so se le battute sono proprio queste, e se le ha scritte Cavallo. Ma appartengono pienamente a Cavallo, e sono la cosa più illuminante che sia mai stata scritta in campo psicanalitico.
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