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il libro della settimana

copertina del libro
Johann Wolfgang Goethe

L’uomo di cinquant’anni

Castelvecchi, Pag.222 Euro 17,50

Diciamo la verità: ogni tanto una porzione del buon vecchio Goethe (come di ogni buon vecchio grande scrittore) è una boccata d’ossigeno. Parlando di Goethe ci si ricorda di Werther, di Faust, de Le affinità elettive. Meno noto è Anni di viaggio di Wilhelm Meisters ovvero I rinunzianti, e come dice il curatore Giovanni Sampaolo a proposito de L’uomo di cinquant’anni ...ragione della scarsa notorietà dello splendido racconto è il suo essere nascosto nel voluminoso e - per molti- farraginoso romanzo. Insomma, l’operazione consiste in questo: si sono estrapolati da Anni di viaggio... continua »
copertina del libro
Camilla Läckberg

La principessa di ghiaccio

Marsilio, Pag. 458 Euro 18,50

La trans nella terza di copertina è stata definita la nuova Agatha Christie (si celia, ovviamente, ma l’aspetto da trans, col suo sguardo da cerbiatta persa, ce l’ha davvero). Com’è che si dice dalle nostre parti? Troppo hai da cavalcare.
La regina del delitto, per sua stessa ammissione, si definiva un’onesta artigiana: vero. Perché diciamocelo, la Christie non è che fosse una grande scrittrice. Il suo vocabolario, il suo stile ed il suo incedere narrativo erano da tema riuscito di un alunno di terza media, al massimo và, un quarto ginnasiale.
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interviste

Guido Crainz
intervista a

Guido Crainz

di Michele Lupo

In un paese avvilente, che si è reso ostaggio di un uomo, dei suoi interessi, un paese pieno di sé e che nel contempo ne ha una stima scarsissima, che non sa pensarsi politicamente e che si è lasciato pappare il cervello da un piazzista che modifica a suo piacimento l’ordinamento istituzionale per farla franca e lucrare sul nostro lavoro – la vita, né più né meno -, dalle parti di questo popolo di entusiasti analfabeti insomma c’è qualcuno che prova non solo a resistere ma a rovesciare l’esito della partita: altrimenti a che serve la cultura? continua »
sinagoga degli iconoclasti

Copertina
attualità

La megalomania, o di una prospettiva letteraria.

di Pier Paolo Di Mino

Quando si afferma che una casa editrice può esimersi dal pubblicare letteratura, che in fondo è un concetto effimero e non catalogabile, e si aggiunge che chi, come Giulio Einaudi, elaborando un piano culturale che accordava certa preminenza proprio alla produzione di storie forti, altro non dava che segni di megalomania, si è detto qualcosa che non si può, o forse non si deve approvare, ma su cui vale la pena di riflettere, non fosse altro che perché rappresenta uno stato di fatto: in Italia, negli ultimi trenta anni, si è diffusa una certa tendenza a non produrre e consumare queste storie forti, a non elaborare e godere di metafore essenziali: continua »
miniracconti

immagine racconto

Underdogs n.18

Pee Dee

La funzione guaritrice della poesia risiede nella comprensione della fragilità umana, che precede l'arte. Musica, maestro! E’ quanto basta per stare in compagnia con Pee Dee anche oggi! Il divano prende il posto di un catafalco, le tende si agitano con la fiata dell'eroe, le cornacchie parlano di desolazione, i muri scrostati sono memori, le pietre testimoniano, gli arredi discutono di questioni di famiglia, gli abiti abbandonati sulle sedie rammentano le fughe, gli avanzi di cibo raccontano le ore e si disseccano, continua »
lo stereoscopio dei solitari

Copertina
i video

Rivoluzione orchesca n.4. Le ridicole recidive di Mario Venuti.

di Alfredo Ronci

Mesi orsono è uscito l'ultimo album del cantautore catanese Mario Venuti: Recidivo. E all'interno di esso un brano, Recidivo appunto che, con strafottente arroganza, mostra le pecche, il versipellismo, l'ipocrisia, del maschio italiano che ama definirsi bisex per paura di essere tacciato in altro modo. Personalmente trovo (e mi assumo la piena responsabilità) l'atteggiamento di Venuti irresponsabile, idiota e da stronzi (e glielo dico). E in ogni caso se avesse qualcosa da ridire mi piacerebbe rivolgermi alla sua donna. Tanto per sapere come la pensa. continua »
tele suono

Copertina
cinema e dischi

Papillon, fuga latina

di Alex Pietrogiacomi

Un mix piacevolmente bizzarro di jazz, latin e racconti in diverse lingue. Nel bizzarro si trova soltanto la sorpresa di avere un percorso lastricato da sorprese continue e ingenue freschezze musicali. Un disco da non prendere sotto gamba e un’artista che alla lunga può regalare inaspettati exploit nazionali Cecilia colpisce per la bella pasta vocale e la sua suadente grana che esce fuori nei brani in un buon crescendo, soprattutto quelli cantati in portoghese.
Ma non si ferma qui, perché se all’inizio si potrebbe pensare di essere di fronte a un tentativo di avere una Rosalia De Souza nostrana
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l'età dell'innocenza

Copertina
i classici

La 'realistica' fantascienza vola sulle ali del gabbiano

di Adriano Angelini

Quando ho saputo della morte di Renzo Rosso erano passati già due mesi dal suo decesso. Sono rimasto molto male. L'avevo conosciuto una sera al Barabook di san Lorenzo, qui a Roma. Gli avevo appena fatto la recensione del suo straordinario ultimo romanzo pubblicato con Azimut nel 2006 (e per questo, e per aver pubblicato anche i suoi ultimi due saggi, Guido Farneti dovrebbe essere insignito di un premio speciale – ma non lo faranno perché l'editoria è in mano a illetterati, spesso in malafede). continua »