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Il Paradiso degli Orchi
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Recensioni

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Claudio Morandini

Le pietre

Exòrma, Pag. 187 Euro 14,50

Gli è rimasta incollata addosso, la montagna, dopo che Claudio Morandini l’ha abitata nei panni di Adelmo Farandola, lo scontroso eremita di Neve, cane, piede, romanzo che dal 2015 continua a vivere mietendo successi internazionali. Quest’altro romanzo non ha lo stesso potere drammatico e visionario, nonostante gli avvenimenti siano visionari nella sostanza, e sufficientemente drammatici negli sviluppi. Ancora la montagna, dunque, ma da una diversa angolazione. Tanto la vita di Adelmo era solitaria, tanto è collettiva e corale l’azione di quest’altra storia, che ha come soggetto un intero paese.

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Pietro Grossi

Pugni

Sellerio, Pag. 188 Euro 12,00

Veramente ancora non capisco tutta la vicenda: questo libro, ormai vecchio di più di dieci anni, riciccia misteriosamente, come se nulla fosse mai successo. Qualcuno si chiederà: come mai? Vai a saperlo.

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Michel Bussi

Mai dimenticare.

edizioni e/o, Pag. 452 Euro 16,60

Che dire di questo nuovo romanziere d’oltralpe? Ad essere sinceri preferirei evitare qualsiasi tipo di contumelie. Non è una questione di pagine, ma affrontarne quattrocentocinquantadue e poi lasciarsi alle spalle quei (ormai…) mini romanzi di Simenon o Boileau e Narsejac o addirittura di Daeninckx… beh mi sembra di un delitto molto, ma molto poco misterioso.

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Francesco Costa, Maria Rosaria Selo

Doppio nero

Cento Autori, Pag. 192 Euro 10,00

Due autori si dividono questa raccolta alla pari, tre racconti per uno. C’è una curiosità: i racconti di Francesco hanno al centro figure femminili, in quelli di Maria Rosaria il protagonista è un uomo. Per il resto ognuno dei due va dritto alla meta. Essenziali, ma con eleganza. I racconti di Selo sono molto omogenei per contenuto e stile. Quelli di Costa si differenziano fra loro fino al punto di sfiorare generi diversi.

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Nicola Viceconti

Vieni via

Edizioni Ensemble, Pag. 198 Euro 12,00

Resta attaccata addosso, fin dalle prime pagine, la sensazione che si tratti di un resoconto autobiografico, costruito su minuziosi ricordi personali. Non è così, perché Vieni via è un romanzo. Non il primo né l’ultimo, così speriamo, di uno scrittore che ha ambientato le sue storie in posti diversi e in diversi momenti storici. Che poi tutti i romanzi siano legati fra loro da un robustissimo filo, è un fatto certo

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Cyril Hare

Un delitto inglese

Sellerio, Pag. 232 Euro 14,00

Mettiamola così. Ci sono libri che non si dimenticano e ce ne sono altri che sono dimenticabili, ma che, per uno strano scherzo del destino, ricicciano, come le lumache dopo un temporale e riescono a suscitare anche l’interesse di case editrici valide ed oneste.

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David Manzoni

I provinciali

Edizioni Ensemble, Pag. 146 Euro 12,00

Ogni provincia ha i suoi misteri. Sono spesso misteri piccoli, innocui, che però vengono amplificati dall’eco che vibra nel tessuto pigro di una vita resa monotona da radicate abitudini. La lentezza ripetitiva della vita quotidiana, scalfita ma non troppo dalle novità che giungono da fuori, fa sì che il mistero, in provincia, sia necessario. Così come è necessaria una costellazione di ruoli tipici che ne garantiscano la struttura sociale.

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AA.VV.

Davanti allo specchio

RiLL – Riflessi di Luce Lunare, Pag. 208 Euro 10,00

Puntuale ormai, come tutti gli anni, il collettivo che si riunisce intorno al Premio RiLL, dà alle stampe una bella antologia nella quale potrete trovare “tanta roba”. Il titolo della raccolta 2017 è Davanti allo specchio.

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Alessio Gareri

Il suono del tempo (How do you feel)

Altromondo editore, Pag. 317 Euro 18,00

Ecco un altro testo sulla musica. Ancora? Dirà qualcuno in procinto di bestemmiare. Beh, si sa, questi sono anni delle abbuffate, dei talent e dell’incoerenza. Riccardo Bertoncelli, già molti anni fa, confessò che non ascoltava più tutta la musica che usciva, ma solo quella che più gli aggradava. E fu una testimonianza lucida e consapevole e anche un tantino sconsolante. È vero, tutti hanno e sentono il bisogno di esprimersi, ma è anche troppa ed inutile l’offerta che ci viene proposta.

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Piero Schiavo Campo

Il sigillo del serpente piumato

Urania Mondadori 1648, Pag. 252 Euro 6,50

Confesso che ho faticato un po’ per entrare in questo romanzo, vincitore dell’ultima edizione del Premio Urania, e un paio di volte sono stata sul punto di abbandonarlo. Non perché fosse lento, ma esattamente per il motivo opposto. Andava avanti a raccontare una serie di fatti senza soffermarsi per far assaporare una scena o un dialogo. E mi pareva di leggere una fiaba, al punto di domandarmi perché mai, esistendo un corposo bagaglio di fiabe tradizionali, ci fosse bisogno di inventarne un’altra. Di fatto se si prende in considerazione la prima parte, che si svolge in un pianeta abitato da giganti, gli elementi fiabeschi classici sono evidenti.

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