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Il Paradiso degli Orchi
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INTERVISTE

Andrew Collins

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Per quanto tempo hai studiato il collegamento che hai provato a dimostrare sul tuo libro fra la costellazione del Cigno e gli antichi culti religiosi?



Ho iniziato a osservare l'importanza della costellazione del Cigno immediatamente dopo essere tornato da Gobekli Tepe nel sud est della Turchia, nel 2004. Mi sono reso conto che i primi monumenti megalitici lì presenti erano allineati completamente nord-sud, e che almeno tre religioni indigene del sud-est della Turchia, lo Yazidismo, la religione dei Sabei e la setta di Ismaili conosciuta come Brethren of Purity, veneravano il nord come la direzione dell'al di là, a quel punto mi sono chiesto se tutto ciò riflettesse un interesse arcaico per le stelle del nord durante la stessa epoca in cui fiorì Gobekli Tepe, cioè fra il 10.000 – 8.000 a.C.

Rapidamente mi sono reso conto che in quella lontana epoca, in cui non esisteva una vera stella polare, ma soltanto oscurità lì dove era situato il polo nord celeste, il solo gruppo di stelle che sembrava segnare la posizione del vero nord era la costellazione del Cigno, il cigno celeste. A quel tempo, dalla posizione del sud est della Turchia, le sue stelle principali apparivano circumpolari, cioè non tramontavano mai. Per esempio, la sua stella più luminosa, Deneb, attraversava l'orizzonte nel punto più basso del suo transito lungo il meridiano. Se i punti di riferimento di questi primi monumenti avevano a che fare in qualche modo con un gruppo di stelle del cielo del nord, quasi certamente erano quelle del Cigno. Oltre a ciò, le sue stelle sono situate nel punto in cui la Via Lattea si divide in due per formare la Grande Fenditura o la Fenditura del Cigno, che in pratica è una vasta regione oscura nella sua zona centrale generata da polvere e detriti cosmici allineata al piano galattico così come noi riusciamo a vederlo. Inizia dal Cigno e si allunga verso il basso fino alla regione del Sagittario e dello Scorpione, due costellazioni zodiacali che segnano il punto sulla Via Lattea attraversato dal sole giornalmente (cioè la linea dell'eclittica).

In aggiunta, l'interesse per Deneb e il Cigno durante il Primo Neolitico Pre-Terrecotte, quando venne costruita Gobekli Tepe, potrebbe avere avuto origine in un'epoca precedente. All'incirca fra il 16.500 e il 14.500 a.C. Deneb e più tardi Delta Cygni, un'altra stella del Cigno, agivano come stelle polari, nel senso che erano le stelle più vicine al polo nord celeste, il punto di snodo di tutti gli al di là, così com'erano visti da ogni parte dell'emisfero del nord. Molto più tardi il loro posto venne preso da Vega, la stella più luminosa nella costellazione della Lyra, prima che, ognuna a turno, si allontanassero così tanto dal polo che nessuna stella luminosa segnava più il punto. Questa era la situazione quando Gobekli Tepe venne costruita nel 10.000 a.C.

Di grande importanza è il fatto che le stelle del Cigno erano viste sul fiume Eufrate come un avvoltoio celeste. Nell'era delle Pre-Terrecotte in Turchia e nel nord della Siria, gli avvoltoi erano visti come importanti psicopompi e trasportatori dell'anima. In altre parole, era possibile che le prime popolazioni del Neolitico si figurassero l'anima dei defunti in viaggio verso un luogo situato a nord chiamato sky-world (il mondo del cielo/al di là), e che la sua entrata fosse segnata dal Cigno sotto forma di un avvoltoio celeste.



Tu dici che forse tutte le religioni contemporanee hanno una radice unica, cioè il culto del Cigno, e che possiamo trovare tracce di questo fatto in molti resti scoperti in varie varie parti del mondo. Puoi spiegarci cosa intendi?



È stato dopo aver scoperto il possibile significato della cultura Pre-Terrecotte del Neolitico del sud est della Turchia e del nord della Siria che ho iniziato a scoprire che il Cigno era universalmente visto come l'ingresso per un luogo nel cielo del nord chiamato mondo dell'al di là, così come luogo della creazione nell'universo e la destinazione dell'anima dopo la morte. Queste idee furono ritrovate fra le culture degli indigeni e le religioni di tutto il pianeta, e sembravano essersi diffuse da un fulcro che probabilmente risaliva all'eta Paleolitica, cioè almeno 12.000 anni fa.



Sei sempre stato un ricercatore sul campo per ognuna delle tue scoperte. Qual è stata la ricerca più difficile che hai dovuto affrontare?



Decisamente quando siamo entrati nel sistema di grotte sulla piana di Giza senza poter evitare di suscitare uno spiacevole interesse da parte delle autorità locali e della vigilanza dei beni archeologici. Anche se ogni cosa che abbiamo fatto è stata portata avanti con le nostre capacità e nel nostro ruolo di visitatori paganti, provare a fare qualcosa senza attirare l'attenzione su di te è stato estremamente difficile. Durante la nostra terza visita alle grotte nell'aprile del 2008, ci siamo ritrovati con 5 agenti scesi nella tomba ancora prima che riuscissimo a entrare, che non solo ci hanno impedito di entrare ma addirittura ci hanno preso in custodia mentre telefonavano per farci rispedire indietro. In quel momento abbiamo pensato di essere veramente nei guai. Poi, all'improvviso, dopo 15 o 20 minuti, è cambiato tutto e ci hanno consentito di entrare sia nelle tomba che nelle grotte. È stato come un repentino passaggio dimensionale o qualcosa del genere. Il loro cambio di umore è stato seriamente bizzarro. Ancora peggiore è stata la decisione, due giorni dopo, di ritornare in quelle stesse grotte, devo ammettere che la cosa mi ha creato non poca ansia.



Tu dici che l'uso di droghe psico attive derivate da diverse piante ha giocato un ruolo importante durante le cerimonie religiose e spirituali e che i disegni antichissimi ritrovati nelle grotte del Paleolitico (ad esempio nel sud della Francia) sono una dimostrazione di quello che i preti sciamani dell'epoca vedevano sotto l'influenza di quelle stesse droghe. Potresti chiarirci questo punto?



Sono sicuro che delle sostanze psico attive piuttosto forti fossero utilizzate dagli sciamani del Paleolitico non solo per raggiungere stati di coscienza alterati, ma anche una qualche trance in stato di pre-morte. Questo veniva fatto per tagliare qualsiasi influenza con la realtà terrena. Simili pratiche avvenivano in tutto il mondo dai tempi antichissimi, e credo che in seguito a tali esperienze molte persone siano morte. Coloro che sono rimasti per raccontare venivano considerati come persone che avevano incontrato spiriti ancestrali e animali totemici in grado di fornire informazioni vitali per il mondo dei viventi (coloro che erano in stato di veglia).

Detto ciò, sappiamo che le droghe psico attive non erano il solo mezzo per raggiungere stati di coscienza alterata e trance simili alla morte. La privazione sensoriale per periodi prolungati (giorni di seguito in caverne completamente all'oscuro), attività estreme (come saltare dentro vortici nelle acque dei fiumi, o saltare giù da grandi altezze), un'intensa attività di danza detta stomping (come nel caso dei Boscimani del Sud Africa), e anche le punture di insetti, possono essere state utilizzate per far giungere il cervello rapidamente a uno stato di coscienza alterata. Si tratta di portarlo fino al punto in cui si crede che il corpo fisico sia sul punto di morire. In quell'istante inizia un'acquisizione inconscia di informazioni e queste possono essere processate e condivise con la comunità.



Nel libro la tua teoria è che il culto del Cigno era legato al fatto che gli antichi umani riconoscevano l'influenza di quella costellazione sulla vita umana sulla Terra e sulla sua evoluzione. Puoi dirci brevemente qualcosa sulla recente scoperta dei raggi cosmici proveniente da Cygnus X-3?



Si tratta di un'energia di altissima intensità proveniente dall'universo, la più alta che siamo stati in grado di scoprire nello spettro elettromagnetico. Siccome la costellazione del Cigno è posizionata a cavalcioni del piano galattico, cioè sul bordo visibile della nostra Via Lattea, essa contiene innumerevoli oggetti stellari, quasi tutti invisibili all'occhio umano, e fra di essi ci sono diversi tipi di buchi neri (come Cygnus X-1) e una delle sorgenti radio più forti del cielo notturno (Cygnus A). Si tratta, tuttavia, di un sistema binario molto strano, composto da una stella di neutroni (sebbene qualcuno dica che si tratti di un buco nero) e di una vecchia stella ormai al limite dell'estinzione, che rappresenta la sorgente di raggi cosmici estremamente curiosi, molto potenti, che raggiungono la Terra direttamente dalla sorgente.

I raggi cosmici di Cygnus X-3 arrivano sulla Terra a ondate con cicli di 4.8 ore, precisamente 5 cicli al giorno. L'intensità del loro impatto aumenta o decresce a seconda della posizione della costellazione del Cigno nel cielo, con la quantità massima che arriva quando la costellazione è alta nel cielo. In particolare, l'inondazione più forte arriva quando la stella di neutroni si riaccende, il che avviene forse due volte l'anno. In quelle occasioni non solo i raggi cosmici, ma anche le onde radio, i raggi infrarossi, i raggi X, e i raggi gamma, piovono sulla Terra. Questo avviene perché la stella di neutroni di Cygnus X-3 espelle massicci getti di particelle lungo la sua linea dell'asse dentro il suo medium stellare per distanze che raggiungono le centinaia di anni luce. Alcune di queste particelle continuano il loro viaggio e raggiungono la Terra.

Sono così forti le particelle cosmiche di Cygnus X-3 che, al contrario quasi tutti gli altri tipi di raggi cosmici (ad eccezione dei neutrini) esse non solo raggiungono la superficie terrestre ma penetrano all'interno nella roccia per centinaia di metri prima di schiantarsi in atomi localizzati e creare un'esplosione di particelle secondarie, chiamate muoni. Queste sono così uniche che è stato dato loro il nome di cygnets, piccoli cigni, o figlie del cigno (in riferimento al Cigno nel suo ruolo di cigno celeste secondo la tradizione stellare Greco Ellenica). Anche oggi il mistero dei cygnets è così controverso che ogni fisico delle particelle che scrive su di esse è apertamente criticato semplicemente perché la loro esistenza, così unica per la scienza, non è mai stata appropriatamente confermata o capita.

I raggi cosmici giocano un ruolo nel provocare mutazioni che portano dei cambiamenti nelle sequenze del DNA e di conseguenza dei balzi nell'evoluzione umana. Ogni cosa, dalla parola all'intelletto può esser stata influenzata da aggiornamenti nel DNA provocati dai raggi cosmici. Il cosmologo americano Carl Sagan è stato il primo a scrivere di questa idea nei suoi libri durante gli anni '70 del secolo scorso. Egli ha suggerito che l'evoluzione umana può essere stata influenzata dai raggi cosmici che raggiungono la terra da alcune lontane stelle di neutroni. Per caso una di queste è stata Cygnus X-3? Possibile. Tuttavia sarebbe ingenuo sostenere che Cygnus X-3 sia stata la sola sorgente di raggi cosmici responsabile dell'influenza sull'evoluzione umana. D'altro canto, potrebbe essere l'unico oggetto stellare che siamo in grado di indicare (se potessimo vederla, ma non possiamo perché è invisibile all'occhio umano) e del quale dire che può essere responsabile per ciò che siamo oggi.

C'è tuttavia qualcosa di più importante ancora da dire sui cygnet di Cygnus X-3. Essi vennero scoperti durante gli anni'80 da strumenti di rilevamento delle particele (i precursori del Large Hardon Collidor) situati sia nel profondo delle miniere o all'interno delle montagne, e la ragione del perché questi strumenti vennero piazzati a tali profondità era per schermarli dai possibili raggi cosmici che avrebbero potuto interferire con gli esperimenti. Ma questi vennero ugualmente rovinati proprio dai cygnet di Cygnus X-3, che arrivarono a ondate di 4.8 ore, confermando che il loro punto di origine da Cygnus era l'unico oggetto nel cielo con quel preciso periodo orbitale.

Uno di quegli strumenti di rilevazione delle particelle era nelle miniere Soudan in Minnesota, USA. Ho personalmente parlato con una ragazza che ha avuto il padre che ha lavorato nella miniera quando ancora funzionava, e mi ha detto che l'uomo vedeva spesso dei lampi davanti agli occhi. Tutto ciò è altamente significativo perché ci dimostra che i raggi cosmici possiamo vederli. Una dimostrazione ci è stata data durante le missioni Apollo, quando gli astronauti hanno iniziato a lamentarsi perché vedevano lampi di luce sia ad occhi aperti che chiusi; non importava. Esperimenti svolti durante i voli successivi hanno dimostrato abilmente che i lampi di luce erano causati dai raggi cosmici che passavano sia attraverso il loro umore vitreo che attraverso il nervo ottico che collega l'occhio al cervello. Quando ciò accade il flusso delle particelle si rompe provocando il rilascio di fotoni, che appaiono sotto forma di inspiegabili lampi di luce.

Oggi che sappiamo che quegli stessi lampi di luce vennero testimoniati dai minatori nella miniera Soudan, diventa possibile ipotizzare che coloro che diedero vita all'Arte delle Caverne dell'Era Glaciale in Europa Occidentale, e che penetrarono in quei luoghi profondi per fare esperienze sciamaniche, sono stati anche testimoni degli stessi lampi di luce, alcuni dei quali potevano tranquillamente essere i cygnet provenienti da Cygnus X-3. Forse li hanno aiutati a fare delle esperienze mistiche, portatrici della luce della conoscenza o, come si potrebbe definire, dell'illuminazione. Anche oggi i monaci ortodossi della Grecia sul Monte Athos si ritirano nelle caverne al fine di avere testimonianza della Luce di Dio, che appare sia sotto forma di lampi davanti agli occhi o come luci di plasma indipendenti, che sappiamo possono dar luogo alle visioni di Cristo o dei santi. Cose molto simili possono essere successe all'interno delle caverne in era Paleolitica, con Cristo e i santi rimpiazzati dalle visioni di animali avatar e totemici ed entità spirituali che permettevano il passaggio nelle dimensioni dell'ultra mondo che si credeva esistessero al di là del mondo fisico.

Tutto questo potrebbe essere stato causato dagli effetti dei raggi cosmici provenienti da Cygnus X-3 registrati nelle menti degli sciamani dell'Era Glaciale sotto la superficie terrestre almeno 17.000 anni fa. Questo a fasi ha rafforzato il legame col Cigno visto come sorgente della creazione cosmica, e luogo delle anime dei morti. In più, non dobbiamo mai dimenticarci che il Cigno era raggiungibile anche tramite la Via Lattea, che si collegava con l'orizzonte in due punti, entrambi visti anche come i punti di accesso al mondo dell'al di là attraverso la Fenditura del Cigno.



Pensi che oggi questo tipo di culto sia semplicemente dimenticato o sia stato nascosto e trasformato in qualcos'altro di proposito?



Il simbolo di Cristo, la Croce del Calvario, ha ottenuto la sua importanza in quanto diretto risultato dell'influenza del Cigno sui fondamenti del Cristianesimo. La costellazione è conosciuta come la Croce del Nord, ed è stata vista come una rappresentazione della Croce del Cavario almeno fin dal sesto secolo AD. Sebbene la Croce sia presente nel Vangelo, la sua esatta forma non è mai stata descritta su carta. Però, l'associazione fra il Cigno e la Croce pre-esiste al Cristianesimo. Il Cigno sembra essere stato la croce su cui Orfeo venne trucidato delle invasate seguaci di Bacco. Orfeo sulla croce venne ripreso nell'era cristiana, com'è dimostrato da un sigillo rotondo su cui è crocifisso un personaggio che una scritta in trasversale definisce Orpheus. Se non ci fosse stato il nome, sarebbe stata considerata una raffigurazione cristiana di Gesù sulla croce, ma non è, si tratta di un'immagine pagana associata al culto di Orfeo.

Fra i primi cristiani, in particolare quelli che abitavano le catacombe di Roma, il culto pagano di Orfeo andò di pari passo con lo sviluppo del Cristianesimo. Per esempio, affreschi raffiguranti Orfeo che ammalia il regno animale con la sua famosa lira erano intercambiabili con la storia di Gesù come il Buon Pastore, in cui è raffigurato allo stesso modo mentre ammalia gli animali. I due culti si fusero in uno, e ciò enfatizzò l'importanza della croce come simbolo di morte e rinascita. Orfeo stesso, dopo la sua morte, venne proiettato in cielo sotto forma di stelle del Cigno, mentre la sua lira gli venne sistemata accanto rappresentata dalla costellazione della Lira. In questo modo possiamo dire che il più grande simbolo di resurrezione del Cristianesimo, la Croce del Calvario, è di fatto un'eco di un qualcosa di precedente importanza come il Cigno in quanto Orfeo.



Dicci qualcosa del ruolo del DNA umano in questa evoluzione. Tu sostieni che attraverso l'attivazione di ciò che viene chiamato DNA spazzatura sarebbe forse possibile collegarsi con quelle che vengono chiamate le entità che abiterebbero i mondi o le dimensioni parallele.



Del DNA spazzatura si sa molto poco, ma questo è il 90% che sembra non avere una funziona attiva nella costruzione della vita. Si è ipotizzato che il DNA spazzatura possegga codici nascosti che si leghino alla vita com'era prima di emergere sulla Terra e che c'è bisogno di riattivarlo in qualche modo, forze anche tramite i raggi cosmici. Mi piacerebbe pensare che sia così. Forse questa potrebbe essere la spiegazione per il fenomeno dei bambini indaco, o bambini delle stelle. Forse l'influenza di oggetti dallo spazio profondo come Cygnus X-3 sta letteralmente creando dei figli del cigno. Si tratta di un'ipotesi meravigliosa, che spero possa vedere la luce effettiva nelle generazioni future.



Quindi siamo tutti figli del cigno?



Sicuramente le generazioni più giovani. Esse sono quelle che riscopriranno la grande importanza della costellazione del Cigno. Tuttavia, stanne certo, esse avranno le loro rivali e controparti nel cielo notturno, e quindi non dovremo mai dimenticare che è grazie all'intera influenza di tutti gli universi se siamo ciò che siamo oggi, non semplicemente a causa di una sola costellazione, qualunque sia la sua importanza per l'umanità.













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