CINEMA E MUSICA
Lorenzo Lombardi
Il non ritorno di Dario Argento

Quando un regista acclamato torna al cinema dopo tanti anni, i suoi fans corrono al cinema sperando di vedere un nuovo capolavoro. Questo non è successo per Dario Argento che torna al cinema dopo dieci anni (il suo ultimo lavoro era stato Dracula 3D nel 2012) con il suo nuovo film Occhiali neri.
Occhiali neri ha le prerogative di un thriller vecchio stampo, ma che non riesce ad ingranare la marcia rimanendo stabile sul posto. La trama è molto semplice, abbiamo una giovane ragazza, una prostituta, che perde la vista a causa di un incidente e abbiamo un assassino di prostitute. Fin qui la storia sembra interessante, ma purtroppo tutte le aspettative svaniscono nel buio della sala.
Partiamo dalla recitazione degli attori che non raggiunge livelli altissimi. Poi la sceneggiatura è abbastanza debole e con battute di serie B, per non parlare del movente dell’assassino che è improbabile (senza spoiler). Sicuramente da salvare di questo film è la musica che rimanda alle sonorità dei suoi vecchi film dove, alle tastiere, c’era un grande Claudio Simonetti.
Possiamo dire che Dario Argento, un maestro del thriller italiano che ci ha invidiato tutto il mondo, purtroppo non riesce a fare un bel film dal 2000. L’ultimo suo thriller riuscito era Non ho sonno e varrà la pensa menzionare anche gli episodi “Pelts” e “Jennifer” della serie Master of horror. Ci dispiace dirlo ma nonostante le grandi attese per il nuovo film, durante la visione avremmo voluto noi spettatori un paio di occhiali neri per non vedere la decadenza di un grande regista del passato.
Occhiali neri ha le prerogative di un thriller vecchio stampo, ma che non riesce ad ingranare la marcia rimanendo stabile sul posto. La trama è molto semplice, abbiamo una giovane ragazza, una prostituta, che perde la vista a causa di un incidente e abbiamo un assassino di prostitute. Fin qui la storia sembra interessante, ma purtroppo tutte le aspettative svaniscono nel buio della sala.
Partiamo dalla recitazione degli attori che non raggiunge livelli altissimi. Poi la sceneggiatura è abbastanza debole e con battute di serie B, per non parlare del movente dell’assassino che è improbabile (senza spoiler). Sicuramente da salvare di questo film è la musica che rimanda alle sonorità dei suoi vecchi film dove, alle tastiere, c’era un grande Claudio Simonetti.
Possiamo dire che Dario Argento, un maestro del thriller italiano che ci ha invidiato tutto il mondo, purtroppo non riesce a fare un bel film dal 2000. L’ultimo suo thriller riuscito era Non ho sonno e varrà la pensa menzionare anche gli episodi “Pelts” e “Jennifer” della serie Master of horror. Ci dispiace dirlo ma nonostante le grandi attese per il nuovo film, durante la visione avremmo voluto noi spettatori un paio di occhiali neri per non vedere la decadenza di un grande regista del passato.
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