CINEMA E MUSICA
Alfredo Ronci
Il nuovo di Fiona Apple: qualche appunto.

L’anno 2020 ha visto il ritorno dei grandi della musica rock. Tre fra tutti: Bob Dylan, Paul McCartney e Bruce Springsteen. Quest’ultimo oltre che a ravvivare la nuova Band (Letter to you) s’è messo di tutto punto a pubblicizzare la nuova amministrazione americana. Paul McCartney con una carica non indifferente (ma dove la prende?), ha quasi rimesso in orbita i Wings e con il terzo capitolo della sua storia segreta musicale (III) credo abbia concluso il suo processo di distacco definitivo dai Beatles.
Bob Dylan, il più acclamato e discusso, con <//span>Rough and Rowdy Ways, dopo nove anni di silenzio discografico (a parte le cover) ha fatto di nuovo parlare di sé, oltre ad aver scritto un pezzo di nove minuti dedicato a Kennedy. E proprio tra i collaboratori di Dylan c’è Fiona Apple.
Lei (che non ha nulla a che vedere col repertorio classico di Dylan) nel giro di una ventina di anni ha scritto poco più che una cinquantina di pezzi. Ma è adorata dalla critica. Personalmente ritengo che sia una lucida musicista con qualche mira espansionistica. In questo suo ultimo lavoro, Fetch the bolt cutters, tenta la carta più intimista (senza per questo abbandonare le sue tentazioni di possesso) e quel che ne esce fuori è un sentito diario di una donna fresca e dotata.
Passino pure certe eccedenze… perché tutto il resto vale il gioco della candela. E poi c’è sempre la critica a tenerla accesa.
Bob Dylan, il più acclamato e discusso, con <//span>Rough and Rowdy Ways, dopo nove anni di silenzio discografico (a parte le cover) ha fatto di nuovo parlare di sé, oltre ad aver scritto un pezzo di nove minuti dedicato a Kennedy. E proprio tra i collaboratori di Dylan c’è Fiona Apple.
Lei (che non ha nulla a che vedere col repertorio classico di Dylan) nel giro di una ventina di anni ha scritto poco più che una cinquantina di pezzi. Ma è adorata dalla critica. Personalmente ritengo che sia una lucida musicista con qualche mira espansionistica. In questo suo ultimo lavoro, Fetch the bolt cutters, tenta la carta più intimista (senza per questo abbandonare le sue tentazioni di possesso) e quel che ne esce fuori è un sentito diario di una donna fresca e dotata.
Passino pure certe eccedenze… perché tutto il resto vale il gioco della candela. E poi c’è sempre la critica a tenerla accesa.
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