CINEMA E MUSICA
Alfredo Ronci
Per me un capolavoro. "Negative capability" di Marianne Faithfull.

Arriviamo tardi, ma non vi preoccupate, c’è tanto da ascoltare che nessuno ci tirerà nulla dietro.
“Negative capability” della Faithfull è un capolavoro. Non so se perché c’è di mezzo Nick Cave (e non sarebbe la prima volta); non so se sia per il fatto che la cantante inglese (ma che risiede a Parigi) accanto a nuove composizioni mette insieme anche altre cose (da Broken English in poi), tutte segnate da una voce profonda e intensissima; non so se sia perché tutte le canzoni mantengono uno stile riconoscibile e mai fuori luogo (qualcuno mi spiega perché il pezzo cantato in due da Cave e Faithfull, The Gispy Faerie queen, ha una potenzialità così devastante?), ma in ogni caso il disco è bello da impazzire.
Nessuno lo ha scritto, ma credo che certe impressioni e certi dettagli profondamente intimi di Negative capability riportino alla memoria l’altro grande disco di una sfortunata Joni Mitchell ed esattamente Blue.
Non aggiungo altro. Ci sono cose che guadagnano ancora di più se finalmente si riesce a fare, per una volta, silenzio.
Grazie Madame Marianne.
“Negative capability” della Faithfull è un capolavoro. Non so se perché c’è di mezzo Nick Cave (e non sarebbe la prima volta); non so se sia per il fatto che la cantante inglese (ma che risiede a Parigi) accanto a nuove composizioni mette insieme anche altre cose (da Broken English in poi), tutte segnate da una voce profonda e intensissima; non so se sia perché tutte le canzoni mantengono uno stile riconoscibile e mai fuori luogo (qualcuno mi spiega perché il pezzo cantato in due da Cave e Faithfull, The Gispy Faerie queen, ha una potenzialità così devastante?), ma in ogni caso il disco è bello da impazzire.
Nessuno lo ha scritto, ma credo che certe impressioni e certi dettagli profondamente intimi di Negative capability riportino alla memoria l’altro grande disco di una sfortunata Joni Mitchell ed esattamente Blue.
Non aggiungo altro. Ci sono cose che guadagnano ancora di più se finalmente si riesce a fare, per una volta, silenzio.
Grazie Madame Marianne.
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