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Il Paradiso degli Orchi
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Racconti

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Dominique Campete

Lara

Arriva davanti alla porta, esita qualche secondo con le chiavi in mano e torna a specchiarsi: controlla che il rossetto non sia sbavato e che il tocco di matita sulle sopracciglia non le appesantisca lo sguardo. Prova un sorriso, lo cambia, mette su una faccia seria.

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Maurizio Donazzon

Maria Misericordiosa, Gioiosa et Amorosa

Dalla vetrina del bar, Pietro osservava l’edificio della Banca Gioiosa et Amorosa dove sarebbe entrato di lì a poco. Il cellulare squillò. Guardò stancamente il numero e riattaccò. Squillò di nuovo. Riattaccò. Quando la suoneria squillò ancora, spense il cellulare e cercò l’euro per pagare il caffè nel portafoglio consunto. Fece un sospiro e si incamminò verso la banca.

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Pietro Dell’Acqua

L’allevamento

Oggi torno da scuola e vedo il mio papà con un grosso regalo non vedo mio fratello. «Avanti scartalo!» Dentro c’è un bello nuovissimo gioco meccanico tutto splendente nel suo metallo nuovo nuovo. E i colori e la vernice dicono: «E dov’è il fra?». «Dai che è pronto da mangiare!» la mamma.

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Simone Quadri

Innesti

Tutto è cominciato dagli occhi; a pensarci bene, la parte più semplice da replicare. Una camera, un disco di archivio per filmati e immagini, delle API(1) per collegarsi al sistema nervoso, un po’ di design nella realizzazione del bulbo oculare. E tac: il gioco è fatto.

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Leo Ruberto

Morte su Facebook

Era rassicurante, era rassicurante per quelli della mia generazione affermare che niente sarebbe mai durato, “oggi”. Oggi è passato, e invece ci sono cose che sono durate. Eravamo nell'era del digitale e pensavamo che la novità di oggi che ha cambiato il nostro stupido modo di vivere sarebbe poi scomparsa come si cancella un file dal proprio computer, o peggio come si scorre un contenuto sul nostro smartphone per poi dimenticarsene, e se te ne ricordi comunque non riesci più a trovarlo.

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Serena Russo

La coltellata

Quella notte sentivo Anna piangere. Non riuscivo a girarmi dall’altro lato del letto. Sapevo che la sua rabbia veniva da lontano, dallo stomaco, dal sangue. Fu l’unico momento in cui sospettai che lei sapesse qualcosa, ma non avevo il coraggio di dirle che questo qualcosa torturava anche me da tempo.

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Massimiliano Città

Dodici anni

M’è parso di sentire che ormai sono trascorsi dodici anni. Non ne sarei così sicuro. D’altra parte dentro di me il tempo scorre in una maniera tale che è difficile potersi raccapezzare. Da quel che sembra, fuori, fuori da qui, da me, sono passati tutti questi anni, davvero tanti.

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Simone Quadri

La Casa

Nessuno si prende la briga di avvertirci. A quanto pare hanno indetto un qualche tipo di sciopero di categoria proprio il giorno della selezione. Terminata l’astensione al sevizio, l’informazione si perde tra i meandri delle procedure interne. Sta di fatto che fino al momento del colloquio finale rimaniamo all’oscuro di tutto; per dire, quando il telefono prende a squillare, Matilde è nel bel mezzo della lezione di disegno. L’intermediatore chiede dove diavolo siamo finiti. Tempo cinque minuti e dobbiamo essere dall’altra parte della città.

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Massimiliano Città

Rue de Belleville

A Parigi l’inverno è più freddo se nulla hai per scaldarti la pelle. A Parigi dicembre è gelido con i senza tetto. Gli artisti di strada questo sono in fondo. Senza tetto. Gente senza un tetto stabile che accolga la loro fatica.

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Marco Di Fiore

Vienna per due

Sosto sotto a un balcone, frugando nella borsa. La pioggia, adesso incessante, mi ha colto impreparato all'angolo di Corso Butera. Ho l'abitudine di portare con me, sempre, un piccolo ombrello, presente di amici ormai lontani. Lo tengo nelle viscere della tracolla, per l'evenienza dico sempre. E oggi l'evenienza è arrivata, finalmente.

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