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Il Paradiso degli Orchi
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Il Paradiso degli orchi

Raffaele La Capria e Vittorio Caprioli

Come si dice in questi casi: due piccioni con una fava. Anzi più piccioni. Liberamente tratto dal romanzo Ferito a morte di Raffaele La Capria (nostro classico) ecco un brano del film di Vittorio Caprioli del 1961 Leoni al sole. Un'occasione per rivedere lo stesso attore accanto alla sua musa ispiratrice Franca Valeri, Philippe Leroy che fa la parte di Mimì ('viveur' che ricorda il Ninì del romanzo) e La Capria che fa un piccolissimo cameo, ma che co-sceneggia la pellicola.

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A Una Troia Dagli Occhi Ferrigni

In una società (quasi unicamente italiana) di mignotte in cerca di notorietà politica, è giusto e sacrosanto riscoprire chi della prostituzione aveva ben altra idea: il grande poeta Dino Campana.
Carmelo Bene legge la poesia 'A una troia dagli occhi ferrigni'. Di straordinaria passione. E di sincero coinvolgimento.

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Mario Soldati e una sorpresa.

E ora tocca a Mario Soldati. Fu intellettuale completo e curioso (scrittore, regista, sceneggiatore, giornalista, purtroppo dimenticato dalla nostra cultura): approfittando della presentazione di un suo vecchio romanzo, lo vediamo intervistare, nel 1960, la giovanissima Mina (a conferma dei suoi innumerevoli interessi) già all'apice del successo.
Veramente gustoso.

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Omaggio ad Anna Maria Ortese

Qualche tempo fa Adelphi ha pubblicato Mistero doloroso, una sorta di ritrovamento miracoloso: 27 cartelle della Ortese che erano andate perse, e che mostrano ancora una volta l'arte straordinaria dell'autrice de Il mare non bagna Napoli.
Proprio questo ritrovamento (andatevi a leggere la recensione che gli abbiamo dedicato) ci ha suggerito questo omaggio. Che parla un po' della storia di quella che 'forse' è la più grande scrittrice italiana del novecento.

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Che senso ha scrivere?

In questa intervista Pier Paolo Pasolini confessava che scrivere era privo di senso, che lo faceva solo per una sorta di inerzia e per abitudine. Avremmo voluto chiedergli se il non senso dello scrivere fosse determinato anche dalla percezione di un mondo in dissoluzione. E ora cosa potrebbe dire di fronte alla mercificazione della letteratura e al suo 'abuso'?

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L'anormalità di Alberto Moravia

Sono più di trent'anni che è morto Moravia. E ci manca. In questo stralcio d'intervista lo scrittore racconta quel che è stato (ci spiega indirettamente anche la natura di Agostino, il classico che vi offriamo questa settimana), il suo presente e l'insopportabilità della famiglia come istituzione. Sembrerebbe un discorso fuori moda e 'alternativo', di altri tempi. Ma siamo davvero sicuri?

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Walter Siti e l'amore

Approfittiamo della presentazione di un suo 'vecchio' romanzo, Un dolore normale per ascoltare e vedere in video il professore-scrittore Walter Siti, che discetta sull'amore. Se ne può convenire e no. L'importante è seguirlo con attenzione.

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Piero Chiara

Tracce della nostra storia. Come questo breve brano del film Venga a prendere il caffè da noi di Alberto Lattuada e tratto dal romanzo La spartizione di Piero Chiara. Dunque le ambientazioni tipiche dello scrittore di Luino (vedi i classici e vedi foto) e una straordinaria maschera cinematografica: Ugo Tognazzi. Non ci si venga a dire che siam nostalgici. Siamo solo per le cose ben riuscite.

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Alfredo Ronci

Franco Lucentini

Il caso ha voluto che scrivendo su I compagni sconosciuti di Franco Lucentini sono venuto a sapere del film, tratto dal suo libro Notizie degli scavi (le due cose sono legate da vincoli inossidabili) realizzato da Emidio Greco. Non ci consola sapere che solo le 'vecchie' generazioni (Greco è del 1938) sappiano 'scavare' nel nostro passato. Anche se ci consola sapere che film del genere possano ancora essere realizzati. Nel video un simpatico confronto tra Franco Lucentini e il suo compagno di letture, Carlo Fruttero. Uno dei quesiti posti: ma è davvero necessario leggere tutte le quattromila pagine della Recherche? Eh... provate un po' a rispondere.

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Cesare Pavese: il suicidio.

L'ultima opera di Pavese, ha riproposto in qualche modo i motivi e le domande del suo suicidio il 27 agosto del 1950 in un albergo di Torino. La Rai, con un bel filmato, raccontò gli ultimi attimi dello scrittore e le sue inequivocabili parole di addio.

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