RECENSIONI
Francesco Scardone
Otto ore, cronistoria di un incidente
Edizioni Graphe.it, Pag. 46 Euro 2,99 (e book)
In una località imprecisata d'Italia un uomo si sveglia e si ritrova chiuso in un'automobile. E' piena estate e fa un caldo boia. L'uomo è agonizzante. Vorrebbe uscire ma l'auto è chiusa dall'esterno. Picchia contro i vetri, si fa uscire il sangue dalla fronte. Fuori, a osservarlo, c'è una donna (capiremo trattarsi della sua ex moglie). Lei lo guarda, soddisfatta. S'intuisce subito che è proprio lei l'artefice di quello scherzetto. Il racconto Otto ore, cronistoria di un incedente, seconda prova di narrativa di Francesco Scardone, pubblicato in versione e book con la Graphe.it, è decisamente convincente.
Il ritmo, soprattutto, accompagnato da una lingua fluida e incalzante. Scardone ci fa fare salti all'indietro per scoprire perché l'uomo si trova lì dentro, in quelle condizioni. L'abilità del giovane scrittore campano è quella di non darci mai sufficienti indizi, tenerci nell'incertezza più totale sulle ragioni di quella strana follia. Una follia che, si capirà, è diretta conseguenza della solita apparente normalità della vita umana. Se una pecca si può riscontrare nel racconto di Scardone è un approfondimento psicologico dei personaggi forse leggero, soprattutto dell'uomo rinchiuso nella macchina e della sua vita. Sarebbe stato divertente saperne qualcosina in più. Ma la storia ha una vitalità e una ingenuità e una rabbia ossessiva tutta sua, e forse sono proprio le sue imperfezioni a renderla godibile e spavalda. Ecco, se si può utilizzare un termine per la storia di Scardone utilizzerei proprio questo: spavalda. Tanto che alla fine direte sì, bene così. Il coraggio dell'azione, il coraggio della letteratura che sa essere d'intrattenimento, e di denuncia. Ce ne fossero di mini racconti così nel desolante panorama degli "autori" italiani sotto o intorno ai trent'anni. Un plauso anche per la scelta di pubblicarlo in formato e book.
di Adriano Angelini Sut
Il ritmo, soprattutto, accompagnato da una lingua fluida e incalzante. Scardone ci fa fare salti all'indietro per scoprire perché l'uomo si trova lì dentro, in quelle condizioni. L'abilità del giovane scrittore campano è quella di non darci mai sufficienti indizi, tenerci nell'incertezza più totale sulle ragioni di quella strana follia. Una follia che, si capirà, è diretta conseguenza della solita apparente normalità della vita umana. Se una pecca si può riscontrare nel racconto di Scardone è un approfondimento psicologico dei personaggi forse leggero, soprattutto dell'uomo rinchiuso nella macchina e della sua vita. Sarebbe stato divertente saperne qualcosina in più. Ma la storia ha una vitalità e una ingenuità e una rabbia ossessiva tutta sua, e forse sono proprio le sue imperfezioni a renderla godibile e spavalda. Ecco, se si può utilizzare un termine per la storia di Scardone utilizzerei proprio questo: spavalda. Tanto che alla fine direte sì, bene così. Il coraggio dell'azione, il coraggio della letteratura che sa essere d'intrattenimento, e di denuncia. Ce ne fossero di mini racconti così nel desolante panorama degli "autori" italiani sotto o intorno ai trent'anni. Un plauso anche per la scelta di pubblicarlo in formato e book.
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CIESSE edizioni, Pag. 186 Euro 13,50Francesco Scardone scrive bene: a conferma di ciò la sua presenza, fra non molto, nella nostra sezione racconti (siamo o non siamo dimostrazione di qualità?). Il problema è la distanza lunga e le intenzioni. Qui ha dato di matto, con un linguaggio per nulla sapienziale, omologato e tormentato da ossessioni ed espressioni falliche...
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