RECENSIONI
Carlo Bernari
L'ombra del Caimano
Beat, Pag. 131 Euro 4,83
Va fatta una precisazione: questo libro non è affatto nuovo, ha già qualche anno, ma credo lo si possa valutare tranquillamente nei nostri giorni perché è una specie di buco nero dove poter estrarre qualsiasi cosa.
Cerchiamo di chiarire la situazione: il volumetto (questa volta editato dalle edizioni Beat, con tale precisione che manca il numero delle pagine e pure il prezzo… e voi vi chiederete come abbiamo fatto ad indicarle nella intestazione…) è titolato L’ombra del caimano e lo si capisce anche perché nella quarta di copertina c’è scritto che parla della morte di un Gran Benefattore e che, senza grosse intuizioni, si può tranquillamente pensare che l’autore abbia intuito la fine improvvisa di Silvio Berlusconi.
Peccato però che il giallo è del 1936, che l’autore sia un grande Carlo Bernari (andatevi a rileggere tutte le cose che abbiamo scritto su di lui nella sezione classici, ma dobbiamo convenire che la vicenda in questione è un inedito) e che lo stesso non abbia assistito all’avvento del grande Benefattore perché la discesa di costui avvenne nel 1994 e Bernari è morto nel 1992.
Tutto qui? No, semplicemente perché lo stesso romanzo fu editato da Stampa Alternativa negli anni ottanta e si presentava col titolo di L’ombra del suicidio.
Della serie: come la mettiamo? La mettiamo così. Il figlio di Bernari, Enrico Bernard, approfittando di quei pochi, ancora, che s’interessano di suo padre, ha messo su una storiella cretina su Berlusconi e c’ha riconsegnato un inedito.
Risultato? Niente a che vedere col Berlusca, pace all’anima sua, il romanzo tiene per una ossessiva vicenda che riguarda l’ambiente lavorativo ministeriale o similia. Niente altro. Poi se l’ombra sia di un suicidio o di un caimano… beh sta a voi lettori decidere. Chissà però cosa avrebbe detto il Bernari che aveva intitolato la vicenda Lo strano Conserti.
di Alfredo Ronci
Cerchiamo di chiarire la situazione: il volumetto (questa volta editato dalle edizioni Beat, con tale precisione che manca il numero delle pagine e pure il prezzo… e voi vi chiederete come abbiamo fatto ad indicarle nella intestazione…) è titolato L’ombra del caimano e lo si capisce anche perché nella quarta di copertina c’è scritto che parla della morte di un Gran Benefattore e che, senza grosse intuizioni, si può tranquillamente pensare che l’autore abbia intuito la fine improvvisa di Silvio Berlusconi.
Peccato però che il giallo è del 1936, che l’autore sia un grande Carlo Bernari (andatevi a rileggere tutte le cose che abbiamo scritto su di lui nella sezione classici, ma dobbiamo convenire che la vicenda in questione è un inedito) e che lo stesso non abbia assistito all’avvento del grande Benefattore perché la discesa di costui avvenne nel 1994 e Bernari è morto nel 1992.
Tutto qui? No, semplicemente perché lo stesso romanzo fu editato da Stampa Alternativa negli anni ottanta e si presentava col titolo di L’ombra del suicidio.
Della serie: come la mettiamo? La mettiamo così. Il figlio di Bernari, Enrico Bernard, approfittando di quei pochi, ancora, che s’interessano di suo padre, ha messo su una storiella cretina su Berlusconi e c’ha riconsegnato un inedito.
Risultato? Niente a che vedere col Berlusca, pace all’anima sua, il romanzo tiene per una ossessiva vicenda che riguarda l’ambiente lavorativo ministeriale o similia. Niente altro. Poi se l’ombra sia di un suicidio o di un caimano… beh sta a voi lettori decidere. Chissà però cosa avrebbe detto il Bernari che aveva intitolato la vicenda Lo strano Conserti.
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