RECENSIONI
Marco Denevi
Rosaura alle dieci
Sellerio, Glauco Felici, Pag. 218 Euro 10.00
Ogni tanto ci casca Sellerio nel riproporre Denevi. Era il 1993 quando la casa editrice palermitana pubblicò Rosaura alle dieci di un, allora, sconosciuto scrittore argentino. Sconosciuto però per modo di dire. Per noi italiani era tutto un mondo da scoprire, non per il resto dell’universo che già aveva avuto modo di leggere ed apprezzare Marco Denevi.
Il regista Joseph Losey prese in prestito (si fa per dire) una sua novella, esattamente Cerimonia segreta, per realizzare uno splendido film e questo tanto per far capire quanto eravamo, noi italiani, indietro nel catturare le atmosfere poliziesco-surreali dello scrittore argentino.
Per fortuna la Sellerio continuò nel proporre altre cose e ormai sappiamo benissimo come comportarci di fronte ad atmosfere noir condite di piani quasi irreali.
Dietro Rosaura c’è la storia di un uomo, un certo Camilo Canegato, pittore e ospite fisso in una pensione. Davanti a lei, un matrimonio improvvisato e una morte violenta, consumati in davvero poco tempo. Ma chi sia Rosaura, quale la sua identità, quale la sua vicenda e i tratti del suo carattere, al lettore non è dato sapere.
Il libro è un meccanismo astuto: abituati come siamo (o come eravamo) ad affidarci a soluzioni investigative abbastanza classiche, il mistero di questa donna (che apparirà, certo che apparirà!) che sembra essere un essere ectoplasmatico avvince e convince il lettore.
Qualcuno potrebbe dire che certo modo di costruire una storia, soprattutto una storia poliziesca, con tutte le assurdità della vita, può farci ricordare Borges e tutta la famiglia a lui collegata. Chissà, può essere vero, ma Denevi mantiene una lucidità di scrittura che lo fa apparire, nonostante modi e maniere, un elemento assai originale.
Come dicevo in precedenza, dopo Rosaura alle dieci, Sellerio pubblicò altri romanzi di Denevi (un mio consiglio è di andarvi a leggere Assassini dei giorni di festa) e credo che la ripubblicazione di questo porti a riscoprire anche gli altri.
Per il nostro stupore.
di Eleonora del Poggio
Il regista Joseph Losey prese in prestito (si fa per dire) una sua novella, esattamente Cerimonia segreta, per realizzare uno splendido film e questo tanto per far capire quanto eravamo, noi italiani, indietro nel catturare le atmosfere poliziesco-surreali dello scrittore argentino.
Per fortuna la Sellerio continuò nel proporre altre cose e ormai sappiamo benissimo come comportarci di fronte ad atmosfere noir condite di piani quasi irreali.
Dietro Rosaura c’è la storia di un uomo, un certo Camilo Canegato, pittore e ospite fisso in una pensione. Davanti a lei, un matrimonio improvvisato e una morte violenta, consumati in davvero poco tempo. Ma chi sia Rosaura, quale la sua identità, quale la sua vicenda e i tratti del suo carattere, al lettore non è dato sapere.
Il libro è un meccanismo astuto: abituati come siamo (o come eravamo) ad affidarci a soluzioni investigative abbastanza classiche, il mistero di questa donna (che apparirà, certo che apparirà!) che sembra essere un essere ectoplasmatico avvince e convince il lettore.
Qualcuno potrebbe dire che certo modo di costruire una storia, soprattutto una storia poliziesca, con tutte le assurdità della vita, può farci ricordare Borges e tutta la famiglia a lui collegata. Chissà, può essere vero, ma Denevi mantiene una lucidità di scrittura che lo fa apparire, nonostante modi e maniere, un elemento assai originale.
Come dicevo in precedenza, dopo Rosaura alle dieci, Sellerio pubblicò altri romanzi di Denevi (un mio consiglio è di andarvi a leggere Assassini dei giorni di festa) e credo che la ripubblicazione di questo porti a riscoprire anche gli altri.
Per il nostro stupore.
di Eleonora del Poggio
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