ATTUALITA'
Alfredo Ronci
Sostiene Pereira.

Sostiene Pereira che è dispiaciuto per la morte di Antonio Tabucchi.
Sostiene Pereira che aveva ragione John Donne quando poetava: non chiedere mai per chi suona la campana, la campana suona sempre per te (non escludendo però un leggero tocco dei maroni).
Sostiene Pereira che, una volta detto questo, poi va ristabilita la verità.
Sostiene Pereira che è stanco di queste lamentazioni a batteria e programmate.
Sostiene Pereira che oltre la pietà sarebbe necessario il discernimento.
Sostiene Pereira che è sempre più problematico e difficile scorgere nella massa il libero arbitrio.
Sostiene Pereira che dunque... dicevamo...
Sostiene Pereira che sì, fatte le debite condoglianze per un uomo di assoluto garbo che non c'è più, va ristabilita la verità.
Sostiene Pereira che appunto la verità è un'altra.
Sostiene Pereira che Sostiene Pereira era un brutto romanzo (e un brutto film).
Sostiene Pereira che ancora gli è impossibile comprendere come uno scrittore di talento faccia fortuna con le cose più brutte e indecorose.
Sostiene Pereira che il romanzo successivo a Sostiene Pereira, ed esattamente La testa perduta di Damasceno Moreno era ancora più brutto (come a dire che non c'è fine alla mortificazione).
Sostiene Pereira che il declino di Tabucchi cominciò proprio da lì e dal successo.
Sostiene Pereira che ci mancava pure che Tabucchi facesse il tuttologo di sinistra antiberlusconiano per chiudere il cerchio.
Sostiene Pereira che le ultime cose di Tabucchi erano risciacquature.
Sostiene Pereira che le ultime cose non vanno manco prese in considerazione.
Sostiene Pereira che ci si può anche indignare quando uno scrittore che muore viene fatto passare per il massimo esperto di qualche cosa. E' e rimane semplicemente uno scrittore.
Sostiene Pereira che quello che aveva da dire l'ha detto.
Sostiene Pereira d'aver dimenticato qualcosa.
Sostiene Pereira che se si vuole conoscere il vero Tabucchi si cominci a leggere Notturno indiano e Il filo dell'orizzonte.
Sostiene Pereira che sono solo due gli anni che separano le due storie (1986 il primo, 1984 il secondo), ma l'intento è lo stesso, quello di scandagliare l'animo umano e di grattarlo attraverso la rimasticatura di ricordi ed incubi.
Sostiene Pereira...
Sostiene Pereira che aveva ragione John Donne quando poetava: non chiedere mai per chi suona la campana, la campana suona sempre per te (non escludendo però un leggero tocco dei maroni).
Sostiene Pereira che, una volta detto questo, poi va ristabilita la verità.
Sostiene Pereira che è stanco di queste lamentazioni a batteria e programmate.
Sostiene Pereira che oltre la pietà sarebbe necessario il discernimento.
Sostiene Pereira che è sempre più problematico e difficile scorgere nella massa il libero arbitrio.
Sostiene Pereira che dunque... dicevamo...
Sostiene Pereira che sì, fatte le debite condoglianze per un uomo di assoluto garbo che non c'è più, va ristabilita la verità.
Sostiene Pereira che appunto la verità è un'altra.
Sostiene Pereira che Sostiene Pereira era un brutto romanzo (e un brutto film).
Sostiene Pereira che ancora gli è impossibile comprendere come uno scrittore di talento faccia fortuna con le cose più brutte e indecorose.
Sostiene Pereira che il romanzo successivo a Sostiene Pereira, ed esattamente La testa perduta di Damasceno Moreno era ancora più brutto (come a dire che non c'è fine alla mortificazione).
Sostiene Pereira che il declino di Tabucchi cominciò proprio da lì e dal successo.
Sostiene Pereira che ci mancava pure che Tabucchi facesse il tuttologo di sinistra antiberlusconiano per chiudere il cerchio.
Sostiene Pereira che le ultime cose di Tabucchi erano risciacquature.
Sostiene Pereira che le ultime cose non vanno manco prese in considerazione.
Sostiene Pereira che ci si può anche indignare quando uno scrittore che muore viene fatto passare per il massimo esperto di qualche cosa. E' e rimane semplicemente uno scrittore.
Sostiene Pereira che quello che aveva da dire l'ha detto.
Sostiene Pereira d'aver dimenticato qualcosa.
Sostiene Pereira che se si vuole conoscere il vero Tabucchi si cominci a leggere Notturno indiano e Il filo dell'orizzonte.
Sostiene Pereira che sono solo due gli anni che separano le due storie (1986 il primo, 1984 il secondo), ma l'intento è lo stesso, quello di scandagliare l'animo umano e di grattarlo attraverso la rimasticatura di ricordi ed incubi.
Sostiene Pereira...
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