RECENSIONI
Cyril Hare
Un delitto inglese
Sellerio, traduzione di Sofia Merlo, Pag. 232 Euro 14,00
Mettiamola così. Ci sono libri che non si dimenticano e ce ne sono altri che sono dimenticabili, ma che, per uno strano scherzo del destino, ricicciano, come le lumache dopo un temporale e riescono a suscitare anche l’interesse di case editrici valide ed oneste.
Prendiamo ad esempio “Un delitto inglese” di Cyril Hare. Lui è stato un giudice inglese con la passione per i gialli, e considerando che era appunto inglese e che ha vissuto la sua maturità intorno alla metà degli anni cinquanta del secolo scorso, possiamo facilmente intuire che tipo di giallo amasse e in che modo volesse utilizzare la trama.
Un delitto inglese è un delitto della così detta camera chiusa (cioè chiusa dall’interno) e si contorna di situazioni e atmosfere degne del periodo.
Si legge nell’introduzione: Rileggerli oggi – con la loro grazia scenografica e la loro lineare geometria d’intreccio, con la loro suspense spontanea – offre a chi ama il genere un’altra piacevole prova della solidità di una grande tradizione letteraria.
Questo è vero sino ad un certo punto, ma il libro in questione offre anche altre situazioni che avrebbero fatto quanto meno divertire (o far arrabbiare, c’est la meme chose) diverse persone (o diverse istituzioni). Cyril Hare si diverte, qua e là, ad arricchire la trama con suggerimenti e con idee che la maggior parte dei lettori (non inglesi però) avrebbe trovato quanto meno poco logici (siamo in un periodo storico dove incombe il fascismo ed il nazismo). Ma lui, col suo spirito liberale e progressista, va avanti e regala una storia dove un castello isolato dalla neve, un gruppo di amici poco amabili ed una serie di delitti costituiscono un dettaglio non proprio trascurabile.
Perché, si diceva all’inizio, alcune storie sono dimenticabili e altre invece no? Perché, per quanto riguarda questo libro, almeno in Italia, è stato pubblicato da tanti editori, compreso naturalmente il Giallo Mondadori, ed ora sembra riacquistare dignità onore e gloria.
Possiamo fidarsi che sia tutto vero, e cioè che il romanzo valga la pena di essere riscoperto? Forse.
Comunque dedicato a quelli che amano il giallo classico.
di Eleonora del Poggio
Prendiamo ad esempio “Un delitto inglese” di Cyril Hare. Lui è stato un giudice inglese con la passione per i gialli, e considerando che era appunto inglese e che ha vissuto la sua maturità intorno alla metà degli anni cinquanta del secolo scorso, possiamo facilmente intuire che tipo di giallo amasse e in che modo volesse utilizzare la trama.
Un delitto inglese è un delitto della così detta camera chiusa (cioè chiusa dall’interno) e si contorna di situazioni e atmosfere degne del periodo.
Si legge nell’introduzione: Rileggerli oggi – con la loro grazia scenografica e la loro lineare geometria d’intreccio, con la loro suspense spontanea – offre a chi ama il genere un’altra piacevole prova della solidità di una grande tradizione letteraria.
Questo è vero sino ad un certo punto, ma il libro in questione offre anche altre situazioni che avrebbero fatto quanto meno divertire (o far arrabbiare, c’est la meme chose) diverse persone (o diverse istituzioni). Cyril Hare si diverte, qua e là, ad arricchire la trama con suggerimenti e con idee che la maggior parte dei lettori (non inglesi però) avrebbe trovato quanto meno poco logici (siamo in un periodo storico dove incombe il fascismo ed il nazismo). Ma lui, col suo spirito liberale e progressista, va avanti e regala una storia dove un castello isolato dalla neve, un gruppo di amici poco amabili ed una serie di delitti costituiscono un dettaglio non proprio trascurabile.
Perché, si diceva all’inizio, alcune storie sono dimenticabili e altre invece no? Perché, per quanto riguarda questo libro, almeno in Italia, è stato pubblicato da tanti editori, compreso naturalmente il Giallo Mondadori, ed ora sembra riacquistare dignità onore e gloria.
Possiamo fidarsi che sia tutto vero, e cioè che il romanzo valga la pena di essere riscoperto? Forse.
Comunque dedicato a quelli che amano il giallo classico.
di Eleonora del Poggio
CERCA
NEWS
-
8.03.2026
Mattioli 1885
Thomas Wolfe- "Angelo, guarda il passato". -
8.03.2026
Adelphi
Giorgio Manganelli - "Laboriose inezie". -
8.03.2026
Ponte alle Grazie
Francesco Pecoraro - "La fine del mondo".
RECENSIONI
-
Simone De Beauvoir
Le inseparabili
-
Louis-Ferdinand Celine
Londra
-
William Sloane
La porta dell’alba
ATTUALITA'
-
Stefano Torossi
Gustav Holst 1874 - 1934
-
Stefano Torossi
Giovanni Bottesini 1821 - 1889
-
Stefano Torossi
GEORGE ANTHEIL 1900 – 1959
CLASSICI
CINEMA E MUSICA
-
Marco Minicangeli
Jastimari
-
Marco Minicangeli
The Dangers in My Heart
-
Lorenzo Lombardi/Marco Minicangeli
28 anni dopo – Il tempio delle ossa.
RACCONTI
-
Dauphine Potter
Summer, estate, summer summer.
-
Pietro Poltronieri
Sumud Flotilla
-
Eugenio Flajani Galli
Ciro e il Miracolo di S. Gennaro
