Attualità

Una sbirciatina in chiesa.
Laudato si’- alle radici della vita” è il titolo della mostra appena conclusa a S. Ignazio. E’ una mostra di alberi. Alberi di rame. Melograni, fichi, castagni, meli, ulivi, le piante citate nelle Scritture.

Sbalzi di stagione.
Sull’Appia Antica c’è un baretto delizioso. Buoni panini, birra fresca, il giornale da leggere: un paradiso. Come lo è, lì vicino, uno dei pochi spazi archeologici a ingresso gratuito: la villa di Mas-senzio.

Spaghetti, pizza e mandolino.
L’indirizzo della Camera di Commercio di Roma è: Tempio di Adriano. Che non è un modo di dire. Si tratta veramente del tempio dell’imperatore Adriano divinizzato,

Classici, hippy e beoni.
Lunedì 14 marzo, Sala Santa Cecilia del Parco della Musica per un dignitosissimo concerto con un dignitosissimo programma eseguito da una dignitosissima orchestra condotta da un dignitosissimo direttore.

Mondi paralleli.
Non è che il concetto di mondi paralleli sia fantascienza. Anzi è talmente scontato che uno non ci pensa mai. A meno che non sia solleticato a farlo, come è successo a noi, da uno spettacolo molto particolare, alla cui prima siamo stati invitati l’otto marzo al Teatro Belli (una volta tanto, niente a che fare con il giorno delle donne). Si replica fino al venti.

Conferencia de estampa
Primo marzo, al Parco della Musica si annuncia la sinergia raggiunta fra la Fondazione Musica per Roma e la Fondazione Cinema per Roma. Josè Dosal, Amministratore Delegato della Musica da voce alla sua soddisfazione di poter partecipare a una “conferensia de estampa con la presidenta Piera Detassis”,

Un organo per Roma
“Nel 1995 Renzo Piano, progettando il Parco della Musica di Roma, aveva previsto nella Sala Grande (2.800 posti) lo spazio per installare un organo da concerto. Nel 2000 la delibera era firmata, i soldi pronti da spendere, eppure l’organo non si fece.

La morte è una cosa seria.
…ecco perché bisogna scherzarci su. Come ha fatto Renato Bialetti con la sua caffettiera. Tutti sanno che era lui l’omino coi baffi, inutile spiegare. Ma non avremmo mai immaginato una famiglia con abbastanza ironia da sistemare le ceneri del patriarca morto a più di novant’anni in una caffettiera, anzi, nella SUA caffettiera, e seppellirlo così.

Una, nessuna e centomila presenze.
Nel 1923 esce “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo: magistrale presa in giro della psicoanalisi freudiana attraverso la “confessione” di Zeno Cosini, autentico nome parlante (Zeno = Zero; Cosini = da “cosa”, il termine più generico e banale).

Oltre Sanremo (la vita continua...)
Martedì 9 febbraio, primo giorno del Festival di Sanremo. Noi oltre: Al Macro con il seminario “Partorire con l’Arte”. Terzo incontro dal titolo “La bellezza dello stato interessante” (sentite due mamme americane sedute in sala cercare di tradurre con: “The beauty of the interesting state” e non capirci niente.
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