RECENSIONI
Ransom Riggs
La casa per bambini speciali di Miss Peregrine
Rizzoli, Pag. 383 Euro 18,50
Posizione criticabile, lo ammetto, ma di solito non parlo dei libri che non mi sono piaciuti. Ho giustificato questa posizione con un sacco di scuse: scrivere libri è fatica ed impegno (anche quelli brutti), quello che a me non piace ad altri potrebbe piacere, nessuno ha la verità in pugno...
Insomma avrete capito che La casa per bambini speciali di Miss Peregrine, opera prima di Ransom Riggs, blogger americano, non mi ha entusiasmato.
Mi aspettavo qualcosa di più corposo, una narrazione dai gusti più decisi, incisivi. Eppure il romanzo non inizia male ed il personaggio di Jacob — adolescente ricco ebreo americano — è ben delineato all'interno della sua insignificante famiglia di commercianti, madre impalpabile e padre sognante scrittore fallito. L'unico personaggio degno una qualche attenzione è il nonno Abraham, sopravvissuto di una famiglia di ebrei polacchi. E' lui che racconta a Jacob strane storie piene di magia, mistero e avventura che lui spaccia per ricordi. Ma si tratta solo delle favole propinate ad un adolescente o c'è del vero? Insomma ce n'è abbastanza per capire che è intorno al vecchio Abraham che ruota la storia e quando lui muore avviene qualcosa che cambierà per sempre la vita di Jacob. E' lì, infatti, con il nonno agonizzante tra le braccia, che il ragazzo vedrà per la prima volta qualcosa che lo sconvolgerà per sempre. Le storie di Abraham non erano storie e a confermare quella sconvolgente verità ci saranno le fotografie che Jacob trova.
A questo punto però la narrazione cambia tono e il fantasma di Mr. Potter comincia ad apparire qua e là nella narrazione di Riggs. Eppure i numeri lo scrittore sembra possederli, ma è come se rinunciasse a dare alla storia un'impronta personale. Insomma passaggi temporali, trasmutazioni e conflitti tra le varie fazioni danno l'idea di essere già visti e raccontati da altri libri. Per finire: belle le fotografie che arricchiscono il volume (non tutte a dire il vero), ma anche qui l'averle pubblicate ci è sembrato una specie di autogol, didascalia allo stato puro. Sembra che il romanzo diventerà un film. Vediamo.
di Marco Minicangeli
Insomma avrete capito che La casa per bambini speciali di Miss Peregrine, opera prima di Ransom Riggs, blogger americano, non mi ha entusiasmato.
Mi aspettavo qualcosa di più corposo, una narrazione dai gusti più decisi, incisivi. Eppure il romanzo non inizia male ed il personaggio di Jacob — adolescente ricco ebreo americano — è ben delineato all'interno della sua insignificante famiglia di commercianti, madre impalpabile e padre sognante scrittore fallito. L'unico personaggio degno una qualche attenzione è il nonno Abraham, sopravvissuto di una famiglia di ebrei polacchi. E' lui che racconta a Jacob strane storie piene di magia, mistero e avventura che lui spaccia per ricordi. Ma si tratta solo delle favole propinate ad un adolescente o c'è del vero? Insomma ce n'è abbastanza per capire che è intorno al vecchio Abraham che ruota la storia e quando lui muore avviene qualcosa che cambierà per sempre la vita di Jacob. E' lì, infatti, con il nonno agonizzante tra le braccia, che il ragazzo vedrà per la prima volta qualcosa che lo sconvolgerà per sempre. Le storie di Abraham non erano storie e a confermare quella sconvolgente verità ci saranno le fotografie che Jacob trova.
A questo punto però la narrazione cambia tono e il fantasma di Mr. Potter comincia ad apparire qua e là nella narrazione di Riggs. Eppure i numeri lo scrittore sembra possederli, ma è come se rinunciasse a dare alla storia un'impronta personale. Insomma passaggi temporali, trasmutazioni e conflitti tra le varie fazioni danno l'idea di essere già visti e raccontati da altri libri. Per finire: belle le fotografie che arricchiscono il volume (non tutte a dire il vero), ma anche qui l'averle pubblicate ci è sembrato una specie di autogol, didascalia allo stato puro. Sembra che il romanzo diventerà un film. Vediamo.
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