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Il Paradiso degli Orchi
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ATTUALITA'

Sinagoga degli iconoclasti


di Stefano Torossi

La distribuzione del talento

locandina
L’apocalisse annunciata da Pulcinella. Roma 6 novembre. “Non uscite di casa se non in caso di estrema necessità”. “Scuole e siti archeologici chiusi”. Questi i titoli dei giornali stamattina. Senza dimenticare la sempre evocata bomba d’acqua.
di Stefano Torossi

In trincea

locandina
Conferenza stampa in trincea. Alla minacciosa intimazione: “Fermi tutti, le porte sono allarmate!” non solo ci siamo fermati, ma abbiamo cominciato ad allarmarci anche noi. Giovedì 30, intorno a mezzogiorno al Campidoglio di Roma, dove eravamo invitati alla conferenza stampa di presentazione del festival TorBellaMusica, curato da Piji per la Casa dei Teatri e il Teatro Tor Bella Monaca (che è il nome dello spazio, da cui il gioco di parole).

VIDEO

Lo sterescopio dei solitari


di Il Paradiso degli orchi

Arthur Cravan: poeta e pugile.

Nella vita di Arthur Cravan (1887-1918) è difficile stabilire dove finisca la realtà e dove cominci la finzione. Alto quasi due metri, fisico possente, una passione smodata per gli pseudonimi (se ne contano almeno nove), praticò tra mille altre cose la boxe e la letteratura. Fondò e diresse la rivista letteraria Maintenant, diede scandalo nei sofisticati ambienti artistici parigini, si esibì in stravaganti dancing-boxing. Dopo aver affrontato il campione del mondo di pugilato Jack Johnson...

CLASSICI

L'età dell'innocenza


di lfredo Ronci

E’ il cattolicesimo laico, signora mia! : ‘Un altare per la madre’ di Ferdinando Camon.

locandina
Sono di formazione rigidissimamente cattolica. Sono di tendenza fortissimamente comunista. Non dico marxista, perché non sono, e forse non potrò mai essere, ateo. Del comunismo mi interessava il programma di riscatto sociale, l’affrancamento dalla miseria delle classi che ne sono schiacciate, quella operaia e
di Alfredo Ronci

Un tragico regime da ridere: 'Le rose del ventennio' di Gian Carlo Fusco.

locandina
Sul finire degli anni Quaranta, Gian Carlo Fusco, dopo aver combattuto in Albania e dopo aver fatto la Resistenza, si stabilì a Viareggio. Per vivere dirigeva il Kursal Garden, uno dei locali più eleganti della Versilia. Dove si esibiva anche in qualità di presentatore e ballerino di boogie-woogie. Erano suoi compagni di lavoro, oltre a Mario Carotenuto, due esordienti che avrebbero fatto carriera: Fred Buscaglione e Katina Ranieri. Certe sere, dopo lo spettacolo, Fusco intratteneva un gruppetto d'amici, raccontando episodi paradossali per quanto autentici, vissuti al fronte o rievocando figure e casi del 'ventennio' fascista.

CINEMA E MUSICA

Tele suono


di Adriano Angelini Sut

La fine dei Royksopp, che avremmo voluto evitare. Soprattutto dopo un capolavoro come il nuovo, e ultimo, album.

locandina
Dicono che siccome in Norvegia fa freddo, è la musica elettronica quella che si addice di più ai geni dei musicisti. Quindi se in Africa ballano al ritmo dei tamburi e della Natura fatta di carne sudore a sangue, nel nord del mondo tutti i creativi sono pronti a staccarsi dal corpo e a far viaggiare l’anima a bordo di navicelle fatte di pensiero puro e synth.
di Adriano Angelini Sut

Gli U2 hanno regalato il nuovo album tramite I Tunes con la complicità della “cattiva” Apple? Hanno fatto bene, perché è un bel regalo.

locandina
Non sia mai che fai un regalo ai 'rivoluzionari' da salotto che urlano tramite MacBook la loro rabbia anti-capitalista dal comodo divano di Ikea. (Non sia mai che li irriti troppo e poi si convertono e si iscrivono ai nuovi terroristi: l'Isis).

RACCONTI

di Pina D'Aria

Quando mio cugino non morì

locandina
Quando l’estate prende un odore particolare te lo porti addosso per tutta la vita. Il mio cane aveva un bel nome: l’avevo chiamato Tarall ed era il mio assistente alla manovella della macchina per stritolare i pomodori bollenti. Proprio il pungente odore di conserva mentre l’acido dei sughi mi correva sulle braccia, caratterizzava l’odore dell’estate.
di Teodoro Lorenzo

Rien ne va plus

locandina
Quella sera gli spettatori rimasero a bocca aperta di fronte all’epilogo sbalorditivo della gara, probabilmente unico nella storia dell’atletica e delle competizioni sportive. Sulle gradinate dello stadio Franco Ossola di Varese, in assenza di qualsiasi altra possibile spiegazione razionale, si sentì più volte pronunciare la parola pazzia.

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