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Il Paradiso degli Orchi
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ATTUALITA'

Sinagoga degli iconoclasti


di Stefano Torossi

Bernini di qua, Bernini di là

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La grande mostra di Bernini alla Galleria Borghese Prenotazione obbligatoria non facile da avere, prezzo sostenuto, ingresso in truppa e solo due ore a disposizione prima di essere cacciati. Ma, certo, vale la pena.
di Stefano Torossi

Quattro centimetri al secondo

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Quattro centimetri al secondo Non uno di più né uno di meno. È la velocità giusta perché una carezza risulti gradita a chi la riceve e trasmetta il suo messaggio di conforto, affetto, rassicurazione, protezione.

VIDEO

Lo sterescopio dei solitari


di Il Paradiso degli Orchi

Intervista a Céline

Louis-Ferdinand Céline, pseudonimo di Louis Ferdinand Auguste Destouches (Courbevoie, 27 maggio 1894 – Meudon, 1º luglio 1961) rilascia qui un’intervista sul suo mestiere di scrittore. Ironico e disincantato, spiega senza mezzi termini la necessità della scrittura come mezzo di sussistenza, fino ad ammettere che l’intervista stessa è un mezzo per scucire qualche anticipo all’editore Gallimard. Parla dello sforzo immane di “congelare” su un foglio ciò che è nato dall’entusiasmo, e del fatto che il foglio si ribella, proprio non vuole!

CLASSICI

L'età dell'innocenza


di Alfredo Ronci

Una tragedia modernissima: ‘Maria Zef’ di Paola Drigo.

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Mi fa davvero pensare e ripensare quel premio Viareggio (1937): dato ad un libro che condanna, senza mezzi termini, il machismo e la condizione subumana della donna, quando il contesto (si legga: regime), nell’esaltazione di valori tipicamente maschili (famiglia, patria, chiesa), aggiungeva, piuttosto che sottrarre, stimoli ad una reiterata prassi del possesso.
di Giovanna Repetto

Disavventure della ragione nell’Italia di fine ottocento: ‘Malombra’ di Antonio Fogazzaro.

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È, questo romanzo del 1881, una storia di passioni che con più efficacia di un trattato affronta l’eterna dicotomia fra razionale e irrazionale, fra determinismo e libero arbitrio, fra scienza e fede. Problematiche che scaturiscono dalla personalità tormentata di Fogazzaro e, nello stesso tempo, dalle istanze del suo ambiente sociale, vale a dire la borghesia liberale di fine ottocento.

CINEMA E MUSICA

Tele suono


di Alfredo Ronci

I quattro apostoli… erano quattro. Rapide considerazioni su Versatile di Van Morrison.

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Si sa, c’è ben poco da dire. Van Morrison ormai ci ha abituato ai riassunti (e a dischi che vengono fatti con la rapidità di un topo da corsa). In poco tempo abbiamo fatto il callo con il blues di Roll with the punches e con tutta una serie di diavolerie del suo itinerario musicale che ad oggi francamente non ci aspettavamo un disco dedicato al jazz e soprattutto a Frank Sinatra.
di Alfredo Ronci

Forse il migliore: “Sky trails” di David Crosby.

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Non so come mai David abbia realizzato due dischi in più di 15 anni e adesso, in poco meno di due anni, ne ha fatti addirittura tre. Si dice che stia meglio; si dice che ha riagganciato artisti che per un po’ erano stati isolati (ma Tom Petty, la cui scomparsa ci addolora, dove lo mettiamo?); fatto sta che ora Crosby fa le cose sul serio e le fa in grande.

RACCONTI

di Simone Quadri

L'aiutino

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Solita solfa. Siamo in crisi da un paio d’anni, non capisco nemmeno il perché. Sta di fatto che, complice l’ennesimo e futile diverbio del weekend, stabiliamo di concederci un ultimo tentativo. Non è certo il periodo indicato per scialacquare. Da quando non le hanno rinnovato il contratto, fatichiamo a starci dentro con le spese. Però che fai? Butti nel cesso sette anni perché sei un po’ tirato coi soldi? Certo, prima di buttarci a capofitto riflettiamo a lungo. Siamo di quelli che non lasciano nulla al caso.
di Silvia Luscia

A piedi nudi verso est

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Ogni storia ha il suo caffè, lo sa bene Ester. Anni di cronaca a ogni costo, di interviste che non svelano né personaggi né eventi, ma di caffè che profumano l’aria pregna di ipocrisia. In un agosto insolitamente piovoso a Brescia, Ester si trovò a dover scrivere della caduta dei regimi dell’Est. Lei che quando cadde il muro di Berlino aveva solo nove anni, cosa poteva sapere dell’Est? Lei che aveva visto la caduta del muro su un maxi schermo, seduta nel salone di una scuola elementare di provincia, che emozioni avrebbe potuto trasmettere?

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