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Il Paradiso degli Orchi
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ATTUALITA'

Sinagoga degli iconoclasti


di Stefano Torossi

Rìcolaaa...

locandina
Il giuramento delle Guardie Svizzere. Rìcolaaa… è il richiamo (spot pubblicitario delle caramelle) che ci è salito alla gola vedendo a un certo punto della cerimonia tre magnifici giovanotti in elmo, corazza e pennacchio presentarsi imbracciando tre spropositati alpenhorn che hanno appoggiato non sui verdi prati dell’alta val Pusteria, ma sui grigi sanpietrini del Cortile di San Damaso in Vaticano e poi ci hanno dato dentro emettendo un bel coro di muggiti di approssimativa intonazione ma di sicura suggestione, anche se vagamente fuori contesto.
di Stefano Torossi

Santa Bibiana ha perso un dito!

locandina
Di Santa Bibiana avevamo già raccontato un paio di mesi fa la meraviglia che ci aveva colpiti ritrovandola fuori di casa sua, e precisamente alla grande mostra di Bernini alla Galleria Borghese: “…abbiamo visto per la prima volta un non finito beniniano (convinti fino a oggi che il non finito fosse un’esclusiva di Michelangelo), e precisamente la statua di Santa Bibiana, proveniente dall’omonima, oscura chiesa dalle parti di Piazza Vittorio, dove stava infilata in una nicchia, quindi senza bisogno di mostrare un didietro ben rifinito.

VIDEO

Lo sterescopio dei solitari


di Il Paradiso degli Orchi

Intervista a Céline

Louis-Ferdinand Céline, pseudonimo di Louis Ferdinand Auguste Destouches (Courbevoie, 27 maggio 1894 – Meudon, 1º luglio 1961) rilascia qui un’intervista sul suo mestiere di scrittore. Ironico e disincantato, spiega senza mezzi termini la necessità della scrittura come mezzo di sussistenza, fino ad ammettere che l’intervista stessa è un mezzo per scucire qualche anticipo all’editore Gallimard. Parla dello sforzo immane di “congelare” su un foglio ciò che è nato dall’entusiasmo, e del fatto che il foglio si ribella, proprio non vuole!

CLASSICI

L'età dell'innocenza


di Alfredo Ronci

Una tragedia modernissima: ‘Maria Zef’ di Paola Drigo.

locandina
Mi fa davvero pensare e ripensare quel premio Viareggio (1937): dato ad un libro che condanna, senza mezzi termini, il machismo e la condizione subumana della donna, quando il contesto (si legga: regime), nell’esaltazione di valori tipicamente maschili (famiglia, patria, chiesa), aggiungeva, piuttosto che sottrarre, stimoli ad una reiterata prassi del possesso.
di Giovanna Repetto

Disavventure della ragione nell’Italia di fine ottocento: ‘Malombra’ di Antonio Fogazzaro.

locandina
È, questo romanzo del 1881, una storia di passioni che con più efficacia di un trattato affronta l’eterna dicotomia fra razionale e irrazionale, fra determinismo e libero arbitrio, fra scienza e fede. Problematiche che scaturiscono dalla personalità tormentata di Fogazzaro e, nello stesso tempo, dalle istanze del suo ambiente sociale, vale a dire la borghesia liberale di fine ottocento.

CINEMA E MUSICA

Tele suono


di Alfredo Ronci

Ma perché? Perché Ni. Maeba di Mina.

locandina
Non abbiamo mai recensito un disco di Mina in questa rubrica. Ora lo facciamo perché, nonostante tutto, non vanno ignorate le ultime intonature dell’ormai più che settantenne cantante italiana.
di Alfredo Ronci

E’ quello che è… ma permetteteci. Landfall di Laurie Anderson.

locandina
Tutti ormai conoscono Laurie Anderson. Almeno quelli che hanno un occhio di riguardo per la musica e per certe esperienze sensoriali. Inutile poi ripercorrere le tappe della sua lunga carriera musicale

RACCONTI

di Leo Ruberto

Balbet-t-are

locandina
Alle scuole medie gli altri mi chiamavano “Fi-filippa”, perché mi capitava di balbettare, non tanto spesso, per loro era abbastanza. In un momento qualsiasi qualcuno dal fondo dell'aula gridava: “Fi-filippa,” e tutti all'unisono aggiungevano: “Fa-facci 'na pippa”. Passai tutti quegli anni cercando di togliere quel nome da me.
di Massimiliano Città

St. Louis Blues

locandina
Andavamo in giro per gli Stati. Erano viaggi infiniti e infinite storie. E voci dalle inflessioni cangianti, cullanti talvolta. Fino a quando qualcuno s’alzava dal letargo profondo dentro cui la povertà l’aveva cacciato e iniziava a bestemmiare, blaterando che dovevamo andarcene lontano da lui e dalla sua miseria, ché non aveva tempo da perdere mentre era in attesa della morte. Perché quello starnazzare che rimproverava a noi, a suo dire, allontanava la vecchia signora, e lui non poteva permetterselo, l’attendeva, da tempo immemore.

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