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Il Paradiso degli Orchi
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ATTUALITA'

Sinagoga degli iconoclasti


di Giovanna Repetto

A proposito di “Vieni via”. Intervista a Nicola Viceconti

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Abbiamo conosciuto Nicola Viceconti, scrittore e sociologo, leggendo i romanzi da cui trapela non solo l’amore per l’Argentina e per il tango, ma anche l’impegno nel sostenere i familiari dei desaparecidos falciati dal tragico golpe del 1976. L’ultimo romanzo Vieni via (qui recensito), diverso per ambientazione e contesto storico, ha suscitato la nostra curiosità. Lo incontriamo per rivolgergli alcune domande.
di Stefano Torossi

Le cattiverie del Cavalier Serpente: Il Sergente a sonagli e Il Principe Felice

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Il Sergente a Sonagli 4 gennaio. La Sala dei Papi nel Palazzo dei Domenicani alla Minerva è un grande ambiente rina-scimentale munito, ringraziando gli architetti dell’epoca, di un’acustica terrificante e di una tempe-ratura artica, ma pieno di belle statue, compresa questa incompiuta Madonna, la cui mano palmata, che non ha mai visto l’ultima rifinitura, ci ha stregati.

VIDEO

Lo sterescopio dei solitari


di Il Paradiso degli Orchi

Intervista a Céline

Louis-Ferdinand Céline, pseudonimo di Louis Ferdinand Auguste Destouches (Courbevoie, 27 maggio 1894 – Meudon, 1º luglio 1961) rilascia qui un’intervista sul suo mestiere di scrittore. Ironico e disincantato, spiega senza mezzi termini la necessità della scrittura come mezzo di sussistenza, fino ad ammettere che l’intervista stessa è un mezzo per scucire qualche anticipo all’editore Gallimard. Parla dello sforzo immane di “congelare” su un foglio ciò che è nato dall’entusiasmo, e del fatto che il foglio si ribella, proprio non vuole!

CLASSICI

L'età dell'innocenza


di Alfredo Ronci

Una tragedia modernissima: ‘Maria Zef’ di Paola Drigo.

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Mi fa davvero pensare e ripensare quel premio Viareggio (1937): dato ad un libro che condanna, senza mezzi termini, il machismo e la condizione subumana della donna, quando il contesto (si legga: regime), nell’esaltazione di valori tipicamente maschili (famiglia, patria, chiesa), aggiungeva, piuttosto che sottrarre, stimoli ad una reiterata prassi del possesso.
di Giovanna Repetto

Disavventure della ragione nell’Italia di fine ottocento: ‘Malombra’ di Antonio Fogazzaro.

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È, questo romanzo del 1881, una storia di passioni che con più efficacia di un trattato affronta l’eterna dicotomia fra razionale e irrazionale, fra determinismo e libero arbitrio, fra scienza e fede. Problematiche che scaturiscono dalla personalità tormentata di Fogazzaro e, nello stesso tempo, dalle istanze del suo ambiente sociale, vale a dire la borghesia liberale di fine ottocento.

CINEMA E MUSICA

Tele suono


di Alfredo Ronci

Forse il migliore: “Sky trails” di David Crosby.

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Non so come mai David abbia realizzato due dischi in più di 15 anni e adesso, in poco meno di due anni, ne ha fatti addirittura tre. Si dice che stia meglio; si dice che ha riagganciato artisti che per un po’ erano stati isolati (ma Tom Petty, la cui scomparsa ci addolora, dove lo mettiamo?); fatto sta che ora Crosby fa le cose sul serio e le fa in grande.
di Alfredo Ronci

Per favore, tacete. “Other” di Alison Moyet.

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Perché dico di tacere? Ma perché, al di là di certe costruite considerazioni, su la Moyet s’è detto di tutto. Dimenticando che lei ha ormai 56 anni, che non è più una pischella e che se volesse sotterrerebbe pure la migliore delle singers.

RACCONTI

di Michele Pescina

No easy way out

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Una canzone di un film, Rocky 3 o 4, non ricordo bene, diceva che non esiste una via d’uscita semplice. Non so a cosa si riferisse la canzone, io ho sempre pensato che fosse una sentenza applicabile quasi a qualunque cosa. Non c’è una via d’uscita semplice.
di Simone Quadri

La donazione

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I tempi erano maturi per restituire qualcosa alla collettività. In molti non se la passavano bene; malattie genetiche, catastrofi ambientali, crollo dei mercati finanziari, forme variegate di disagio sociale. Avevo l’imbarazzo della scelta.

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