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Il Paradiso degli Orchi
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ATTUALITA'

Sinagoga degli iconoclasti


di Stefano Torossi

SINITE PARVULOS VENIRE AD ORGANUM

locandina
Sinite parvulos venire ad organum Così sta scritto in testa al programma. Certo una manifestazione che di questi tempi esibisce un motto del genere rischia di attirare la indesiderata attenzione del telefono azzurro. Invece si tratta di un innocentissimo, anzi, di un benemerito festival organizzato da Giorgio Carnini:
di Stefano Torossi

Santa Cecilia V M

locandina
Sabato 22 novembre, Santa Cecilia Vergine e Martire. Grazie a un’amicizia giusta eccoci (stavolta come effettivo cavalier servente) ai Musei Vaticani, alla visita-concerto-cena per l’onomastico di Santa Cecilia. In gran tiro, ci troviamo numerosi all’ingresso, dove, divisi in plotoni, siamo presi in carico da guide che ci accompagnano attraverso le Stanze di Raffaello.

VIDEO

Lo sterescopio dei solitari


di Il Paradiso degli orchi

Paolo Poli legge Parise

In più di cinquant'anni di palcoscenico Paolo Poli ha rappresentato un po' tutto (il 'tutto' di qualità, ovviamente): ora si appresta a portare in teatro Anna Maria Ortese. Qui lo cogliamo in un attimo di lettura di Parise (degna compagnia de I sillabari, già recitati alcuni anni fa).
Una gioia per le orecchie, abituate come sono, ormai, a indecifrabili cacofonie.

CLASSICI

L'età dell'innocenza


di Alfredo Ronci

Una rivoluzionaria nel convento: 'Le ore' di Dolores Prato.

locandina
Questo libro è una testimonianza vivida di un'anima in pena. Lei è autrice essenzialmente di due storie, Giù la piazza non c'è nessuno, che racconta della sua infanzia a Treja nel Maceratese, e questo Le ore che richiama la sua esperienza nel collegio-convento delle suore della Visitazione nel Monastero di Santa Chiara, sempre a Treja. Un momento della sua vita (appena dodicenne) vissuto come una frattura insanabile: Davanti a me, in penombra, il gruppo delle educande immobili come se fossero di cartapesta. Alle mie spalle il contemporaneo rumore di opposti catorci e paletti mi disse che ero già isolata nell'altro mondo. Non soffrivo e non capivo, ero spezzata.
di Alfredo Ronci

'La Cazzaria' di Antonio Vignali: del cazzo e della sua cognizione.

locandina
Capolavoro ignoto del cinquecento senese, questo del Vignali, da inserire nella letteratura oscena che, allora più di oggi, arricchiva le tentazioni nazional-popolari degli eruditi più sfiziosi.
A tal punto capolavoro osceno che subito dopo l'uscita, in pochi esemplari, determinò l'allontanamento dell'autore, detto anche Arsiccio Intronato dell'Accademia degli Intronati, dalla sua città natale.

CINEMA E MUSICA

Tele suono


di Adriano Angelini Sut

BIG MUSIC, nomen omen per il ritorno dei Simple Minds. Grande musica.

locandina
E chi se lo aspettava. Dopo averli visti in concerto alla Cavea dell’Auditorium romano quest’estate ho pensato che fossero sì ancora un bel gruppo ma parecchio sul viale del tramonto. Solo i vecchi pezzi riuscivano a scaldare un pubblico che, evidentemente, dagli inizi degli anni’90 li aveva seguiti ben poco.
di Adriano Angelini Sut

La fine dei Royksopp, che avremmo voluto evitare. Soprattutto dopo un capolavoro come il nuovo, e ultimo, album.

locandina
Dicono che siccome in Norvegia fa freddo, è la musica elettronica quella che si addice di più ai geni dei musicisti. Quindi se in Africa ballano al ritmo dei tamburi e della Natura fatta di carne sudore a sangue, nel nord del mondo tutti i creativi sono pronti a staccarsi dal corpo e a far viaggiare l’anima a bordo di navicelle fatte di pensiero puro e synth.

RACCONTI

di Claudia Sottocornola

Parole

locandina
… Erano le sette, le sette meno dieci e Claudicante se ne stava lì, immobile, frastornata, seduta su quella panchina di legno, dall’aspetto un tantino romantico. Credeva di aspettare un treno, ne era convinta, un treno che non arrivava mai e ne aveva visti a centinaia, a migliaia! Ogni volta, aveva la percezione che fosse quello giusto, ma si sbagliava e tornava a sedersi di nuovo, a contare le nuvole, le persone, gli uccellini,
di Pina D'Aria

Quando mio cugino non morì

locandina
Quando l’estate prende un odore particolare te lo porti addosso per tutta la vita. Il mio cane aveva un bel nome: l’avevo chiamato Tarall ed era il mio assistente alla manovella della macchina per stritolare i pomodori bollenti. Proprio il pungente odore di conserva mentre l’acido dei sughi mi correva sulle braccia, caratterizzava l’odore dell’estate.

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