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Il Paradiso degli Orchi
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ATTUALITA'

Sinagoga degli iconoclasti


di Stefano Torossi

Il riformatore

locandina
S. Maria dell’Anima è la chiesa cattolica della nazione tedesca a Roma. Ha il pregio, raro in cit-tà, di essere bene illuminata di sera. Ci saranno almeno una cinquantina di alogene, ma sono nascoste così bene e così ben puntate che l’effetto è magico, anche perché non si capisce da dove venga il miracolo.
di Stefano Torossi

Il puntatore

locandina
Sono anni, anzi decenni che frequentiamo il mondo della musica, leggera e classica, e mai ci era capitato di incontrare questa figura professionale: il puntatore. Ce l’ha fatta conoscere con il suo garbato ma serio tono da conferenziere Luca Della Libera il 20 febbraio al Conservatorio di S. Cecilia durante la presentazione di un suo libro su Alessandro Scarlatti e la musica sacra a Roma.

VIDEO

Lo sterescopio dei solitari


di Il Paradiso degli Orchi

Palmyra

Il 18 Agosto 2015 Khaled al-Asaad, l’ottantaduenne archeologo e responsabile del sito archeologico di Palmira fino al 2003, fu decapitato pubblicamente e appeso ad un palo della luce dai jihadisti del sedicente Stato Islamico. Per più di 50 anni Khaled Asaad era stato il responsabile delle antichità della città, e all’arrivo dei jihadisti aveva nascosto centinaia di statue in un luogo sicuro. NeI 2017 i Deadline-Induced Panic hanno dedicato la loro canzone Palmyra a questo martire della civiltà.

CLASSICI

L'età dell'innocenza


di Alfredo Ronci

Il mistero di un libro essenziale: 'Il segreto' di Anonimo Triestino (Giorgio Voghera)

locandina
Qui si rischia di travisar discorsi e convincere i lettori di cosa non sia: Il segreto dell'Anonimo Triestino ha sempre regalato sorprese, mai disgiunte però da una più che consolidata statura letteraria dell'opera stessa.
Quando il romanzo uscì nel 1961, in prima edizione per Einaudi, ci cascò pure Linuccia Saba, la figlia del poeta, che raccontava di un libro consegnatole per posta, dopo un incontro, da un vecchio amico del padre, personaggio discreto ed integerrimo, che da anni conservava nel cassetto un libro, libro che avrebbe consegnato a persona fidata, e in lettura, solo dopo la sua dipartita.
di Alfredo Ronci

Un libro dimenticato: 'Mio padre Adamo' di Fortunato Pasqualino.

locandina
Mai come in questo caso le domande su Pasqualino son scontate, ma necessarie:
Filosofo prestato alla letteratura o letterato prestato alla filosofia?
Scrittore per caso o testimonianza di un'arte narrativa efficace perché essenziale?
Sfido anche gli 'addetti ai lavori' a ricordar l'uomo di Butera (Caltanissetta) e la sua manciata di libri: e soprattutto Mio padre Adamo, che gli valse un po' di notorietà ed un premio Flaiano (nel 1963).

CINEMA E MUSICA

Tele suono


di Giovanna Repetto

La forza delle donne: Roma

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Non meritava di meno, questo film premiato a Venezia con il Leone d’oro, potendosi definire un capolavoro senza se e senza ma. Girato in un sobrio e intenso bianco e nero, ne ho gustato una versione sottotitolata che lascia intatte le voci, i mormorii, le parole appena accennate. Dove semplicità e drammaticità vanno di pari passo.
di Alfredo Ronci

Urge chiusura: Red di Patty Pravo.

locandina
Diciamolo subito: Patty Pravo a Sanremo ha fatto un po’ schifo. Dico un po’ perché la canzone, tutto sommato ed ascoltata su disco, è anche passabile, ma lei sul palco è stata una presenza inafferrabile e nemmeno la presenza di Briga (aiutatemi a dire chi) l’ha arricchita.

RACCONTI

di Antonio Caranas

Stanchezza

locandina
La donna scostò la tendina della finestra, guardò in alto poi in basso, c’erano ancora pozzanghere per la strada, ma doveva uscire. Per forza, non aveva più niente nella credenza e nel frigo. Per una settimana obbligata a casa da una malattia virale, non le era rimasta che una scatoletta di carne.
di Leo Ruberto

Ammazzare il tempo

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Di mattina mi alzo e faccio colazione. L'ho sempre fatta. Un tempo la facevo in modo diverso. Quel tempo che è stato ma sembra non esserci mai stato. In cui non avevo in mano altro che la tazza e il dolce. Ora al mio fianco c'è l'aggeggio. L'aggeggio che c'è tutto il giorno, quello che hanno chiamato rivoluzionario per fare operazione di marketing. E che rivoluzionario lo è diventato mentre io me la ridevo: ce l'abbiamo tutti. Lo smartphone.

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