I Classici

Feuilleton o opera innovativa? Fate voi “L’ultima dea” di Ernesto Ragazzoni.
Bisogna fare una introduzione necessaria (molto necessaria). L’ultima dea, romanzo attribuito a Ernesto Ragazzoni, in realtà dovrebbe essere imputato anche ad un altro scrittore, di cui, però, nessuno è stato in grado di rivelare la vera identità.

Un piccolo universo: “Le lune di Hvar” di Lalla Romano.
Per me la veridicità è un aspetto della verità (poetica). Semplicemente, la veridicità non mi fa paura.so che in un senso più profondo è anch’essa illusoria. Ma per me è eccitante. Ed è quasi sacra: non posso violarla.

La non unicità dell’individuo. “Amore e psiche” di Raffaele La Capria.
Su Raffaele La Capria ho letto tempo fa: D’altronde sarà lui stesso a spiegare in un saggio pubblicato su rivista che Ferito a morte scappa dalla narrativa neorealista...

Il tema ricorrente, l’immortalità: "L'immortalità" di Milan Kundera.
Devo confessare che l’approccio a questo libro è stato per me tra i più difficili che abbia mai affrontato. Innanzitutto il titolo: l’immortalità.

Ma ‘sto viaggio l’ha fatto o non lo ha fatto? “Verso la cuna del mondo” di Guido Gozzano.
Gozzano, poeta crepuscolare-esistenzialista. Quante volte abbiamo letto una definizione del genere. Ma in sommi capi, cosa significa essere un poeta crepuscolare-esistenzialista?

Un classico “modesto”, per questo classico: “Maestra” di Clarice Tartufari.
Ebbene, con un temperamento così audace, con un’anima così pronta ad accendersi alla fiaccola dell’orgoglio e del coraggio, io, nelle minute contingenze della vita, ho timidezze inconcepibili, strane paure...

Informale e sperimentale: “Corporale” di Paolo Volponi.
Gerolamo Aspri; risiedo a Varese, sono in villeggiatura vicino a Rimini. Sono insegnante in un Istituto privato religioso. Ma non sono un professore.

Surrealismo eppure no. “Il fanalino della Battimonda” di Antonio Delfini.
Delfini era nato scrittore nel senso in cui si dice che si è nati con la penna in mano; scrivere era per lui un bisogno, una necessità fisiologica, un’estensione corporea. Scrivere era per Delfini una secrezione.

Cosa c’è ancora da raccontare? “Le variazioni Reinach” di Filippo Tuena.
Mi chiedo ancora: sullo sterminio degli ebrei, cosa c’è ancora da raccontare? (Dico raccontare e non ricordare). La tragedia più grande del novecento ci appartiene quasi fisicamente...

Come un romanzo di formazione: L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio
All’inizio ho trovato questo libro un po’ pedante e noiosetto. Incolore, proprio come il titolo.
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