I Classici

Ma ‘sto viaggio l’ha fatto o non lo ha fatto? “Verso la cuna del mondo” di Guido Gozzano.
Gozzano, poeta crepuscolare-esistenzialista. Quante volte abbiamo letto una definizione del genere. Ma in sommi capi, cosa significa essere un poeta crepuscolare-esistenzialista?

Un classico “modesto”, per questo classico: “Maestra” di Clarice Tartufari.
Ebbene, con un temperamento così audace, con un’anima così pronta ad accendersi alla fiaccola dell’orgoglio e del coraggio, io, nelle minute contingenze della vita, ho timidezze inconcepibili, strane paure...

Informale e sperimentale: “Corporale” di Paolo Volponi.
Gerolamo Aspri; risiedo a Varese, sono in villeggiatura vicino a Rimini. Sono insegnante in un Istituto privato religioso. Ma non sono un professore.

Surrealismo eppure no. “Il fanalino della Battimonda” di Antonio Delfini.
Delfini era nato scrittore nel senso in cui si dice che si è nati con la penna in mano; scrivere era per lui un bisogno, una necessità fisiologica, un’estensione corporea. Scrivere era per Delfini una secrezione.

Cosa c’è ancora da raccontare? “Le variazioni Reinach” di Filippo Tuena.
Mi chiedo ancora: sullo sterminio degli ebrei, cosa c’è ancora da raccontare? (Dico raccontare e non ricordare). La tragedia più grande del novecento ci appartiene quasi fisicamente...

Come un romanzo di formazione: L’incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio
All’inizio ho trovato questo libro un po’ pedante e noiosetto. Incolore, proprio come il titolo.

Libro fatto di un unico periodo: “L’elisir di mezzanotte” di Francesco Serrao.
Sono nato a Roma il 1 luglio 1946, un giorno di sole atroce su cui pesava ancora l’incubo di luna piena della notte precedente.

Il romanzo che racconta di quando Stalin dovette rinunciare ad annettere la piccola Finlandia
Il patto Molotov-Ribbentrop, siglato il 23 agosto 1939 a Mosca una settimana prima dell’aggressione alla Polonia, non fu soltanto un patto di non aggressione, come fu propagandato pubblicamente, ma una vera e propria alleanza.

Quando si crede di andare ‘oltre’: “Le stelle fredde” di Guido Piovene.
Riporto, parola per parola, quello che uno dei critici più in vista, e da noi spesso citati, e cioè Giorgio Bàrberi Squarotti, disse nella sua Narrativa italiana del dopoguerra

Che fare quando si è famosi? “Il gioco e il massacro” di Ennio Flaiano.
La domanda sorge davvero spontanea: ma cosa si può fare quando lo scrittore è famoso? Cioè, cosa può fare colui che decide cosa pubblicare dello scrittore, e cosa deve fare lo scrittore, nella possibilità di una pubblicazione in forse, per non passare per un pretenzioso e arrogante?
CERCA
NEWS
-
25.09.2026
Einaudi
Colm Toibin - Un ospite alla festa -
25.09.2026
La nave di Teseo
Giovanni Comisso - Il bello chiama il bello -
25.09.2026
Adelphi
Rachel Cockerell -Sion, Texas
RECENSIONI
-
Sergej Dovlatov
Staniera
-
Claire Lynch
Una questione di famiglia
-
Guido Morselli
Mi sono conosciuto nel sogno. Diario.
ATTUALITA'
-
Eleonora del Poggio
Il poliziesco: "Qualcuno ha bussato alla porta" di Ezio D'Errico (13)
-
Stefano Torossi
Jacopo Peri 1561 - 1633
-
Eleonora del Poggio
Il poliziesco: “L’angelo nero” di Cornell Woolrich (10)
CLASSICI
CINEMA E MUSICA
-
Marco Minicangeli
Il mondo dopo la fine del mondo.
-
Marco Minicangeli
La donna più ricca del mondo
-
Marco Minicangeli
Jastimari
RACCONTI
-
Massimiliano Città
Rue de Belleville
-
Massimo Allevato
I cinque minuti di Adamo Cova
-
Riccardo Bontae
Vento tra le costole
