CLASSICI
Alfredo Ronci
Puzzle impazzito?: “Tristano” di Nanni Balestrini.

Questi successi sentono di doverli fare a una società che avrebbe dovuto crollare sotto il loro impulso rinnovatore e che invece si è risollevata a poco a poco senza di loro nonostante la loro opposizione anzi coinvolgendola un po’ alla volta.
Questo romanzo finisce così: A che pensi. Senza il punto interrogativo. Ed effettivamente ci andrebbe da pensare, dopo la lettura di Tristano.
Intanto qualche cenno storico-letterario. Ci informano le note biografiche della Feltrinelli, che stampò il libro nel 1966 (accompagnandola con un ritratto di Balestrini molto “vivace”… uno dei protagonisti della violenta trasformazione del clima letterario italiano in questi ultimi tempi.) che durante la lettura di alcune pagine del libro alcuni critici ne diedero definizioni abbastanza curiose (per carità, ora i tempi sono diversi, ma ce lo vedete voi questo gruppo di intellettuali presi a disquisire e a commentare un’opera letteraria?). Si disse che si trattava di un “monologo linguistica” (intendendo una variante dopo il “monologo” interiore di Joyce e quello “esteriore” di Robbe-Grillet); che la tecnica impiegata è quella della “evocazione dell’ambiguo”; che il racconto “si distrugge a mano a mano che si fa”; e infine che il “movimento narrativo non è più un trasformarsi secondo un ordine lineare di sviluppo, ma un succedersi di presenze”.
Capirete voi lettori l’apparente confusione successiva alla lettura del testo del Balestrini, testo che però, ad una prima lettura, si contraddistingue per una assenza di trama e di personaggi e un accumulo di una varietà amplissima di materiali stilistici “prefabbricati: stile dei romanzi rosa, stile dei libri di geografia o di navigazione, stile dei manuali di tecnica, stile dei saggi di anatomia … Come è noto questo riflesso è caratterizzato nel neonato da un’estensione dorsale dell’alluce mentre nell’individuo più maturo è contraddistinto da una flessione platanare. La mortalità delle persone anziane raggiunge punte altissime. Vidi passare C su un taxi velocissimo. In fondo alla strada le luci si accendevano e si spegnevano.
Il piccolo brano che abbiamo riportato, in breve, ci fa capire il meccanismo dell’opera: in un contesto prettamente “scientifico” si immette un’azione (quella di C, uno dei personaggi principali che però di principale non ha assolutamente nulla) che non ha assolutamente valore per la storia.
Nel senso che l’autore non preordina il suo romanzo, ma esso si fa ad ogni pagina (ammettendo che il verbo farsi, in questo caso specifico, abbia il valore che in genere gli si da), da sé, come se spezzoni di molti film fossero stati capricciosamente mischiati insieme e lo spettatore assistendo indovinasse tutti i film possibili che stanno dietro non solo a questo strabiliante montaggio, ma anche ai vari film originari.
Dunque tutto falso, ma anche per niente approssimativo? La “teoria” dello sperimentalismo è quella di comportarsi più spregiudicatamente, senza scopo e senza preferenza di significati. Ecco perché la nuova letteratura (quella del Gruppo 63, anche se Tristano è del 1966) vuole:
a. Assenza di strutture
b. Assenza di trama
c. Assenza di protagonisti
d. Assenza di ideologie
e. Assenza di motivazioni.
Questa impostazione, tra l’altro, si estende anche alla poesia: alla poesia gradevole e armoniosa, affidata a schemi che consolano immediatamente il lettore, si sostituisce una poesia frantumata, schizofrenica che lo disorienta e lo disturba. E più in generale la funzione della letteratura non è più quella di rassicurare il lettore ma respingere in toto i modelli narrativi.
Dunque il modello che Balestrini porta avanti con Tristano (attenzione, non si cerchi di attribuire un significato all’opera chiamando in causa il titolo; se Tristano medievale è il primo romanzo d’Occidente, il Tristano di Balestrini vuole essere l’ultimo: morte del romanzo classico e sua rinascita) ha con sé mille significati e molte sospensioni.
Diceva, con arguzia però, Walter Pedullà in un suo intervento: Una massa di nevrotici, di smemorati, di pazzi, di idioti, di subnormali invade rapidamente i nostri romanzi.
Realtà o fantasia?
Buona lettura.
L’edizione da noi considerata è:
Nanni Balestrini
Tristano
Feltrinelli
Questo romanzo finisce così: A che pensi. Senza il punto interrogativo. Ed effettivamente ci andrebbe da pensare, dopo la lettura di Tristano.
Intanto qualche cenno storico-letterario. Ci informano le note biografiche della Feltrinelli, che stampò il libro nel 1966 (accompagnandola con un ritratto di Balestrini molto “vivace”… uno dei protagonisti della violenta trasformazione del clima letterario italiano in questi ultimi tempi.) che durante la lettura di alcune pagine del libro alcuni critici ne diedero definizioni abbastanza curiose (per carità, ora i tempi sono diversi, ma ce lo vedete voi questo gruppo di intellettuali presi a disquisire e a commentare un’opera letteraria?). Si disse che si trattava di un “monologo linguistica” (intendendo una variante dopo il “monologo” interiore di Joyce e quello “esteriore” di Robbe-Grillet); che la tecnica impiegata è quella della “evocazione dell’ambiguo”; che il racconto “si distrugge a mano a mano che si fa”; e infine che il “movimento narrativo non è più un trasformarsi secondo un ordine lineare di sviluppo, ma un succedersi di presenze”.
Capirete voi lettori l’apparente confusione successiva alla lettura del testo del Balestrini, testo che però, ad una prima lettura, si contraddistingue per una assenza di trama e di personaggi e un accumulo di una varietà amplissima di materiali stilistici “prefabbricati: stile dei romanzi rosa, stile dei libri di geografia o di navigazione, stile dei manuali di tecnica, stile dei saggi di anatomia … Come è noto questo riflesso è caratterizzato nel neonato da un’estensione dorsale dell’alluce mentre nell’individuo più maturo è contraddistinto da una flessione platanare. La mortalità delle persone anziane raggiunge punte altissime. Vidi passare C su un taxi velocissimo. In fondo alla strada le luci si accendevano e si spegnevano.
Il piccolo brano che abbiamo riportato, in breve, ci fa capire il meccanismo dell’opera: in un contesto prettamente “scientifico” si immette un’azione (quella di C, uno dei personaggi principali che però di principale non ha assolutamente nulla) che non ha assolutamente valore per la storia.
Nel senso che l’autore non preordina il suo romanzo, ma esso si fa ad ogni pagina (ammettendo che il verbo farsi, in questo caso specifico, abbia il valore che in genere gli si da), da sé, come se spezzoni di molti film fossero stati capricciosamente mischiati insieme e lo spettatore assistendo indovinasse tutti i film possibili che stanno dietro non solo a questo strabiliante montaggio, ma anche ai vari film originari.
Dunque tutto falso, ma anche per niente approssimativo? La “teoria” dello sperimentalismo è quella di comportarsi più spregiudicatamente, senza scopo e senza preferenza di significati. Ecco perché la nuova letteratura (quella del Gruppo 63, anche se Tristano è del 1966) vuole:
a. Assenza di strutture
b. Assenza di trama
c. Assenza di protagonisti
d. Assenza di ideologie
e. Assenza di motivazioni.
Questa impostazione, tra l’altro, si estende anche alla poesia: alla poesia gradevole e armoniosa, affidata a schemi che consolano immediatamente il lettore, si sostituisce una poesia frantumata, schizofrenica che lo disorienta e lo disturba. E più in generale la funzione della letteratura non è più quella di rassicurare il lettore ma respingere in toto i modelli narrativi.
Dunque il modello che Balestrini porta avanti con Tristano (attenzione, non si cerchi di attribuire un significato all’opera chiamando in causa il titolo; se Tristano medievale è il primo romanzo d’Occidente, il Tristano di Balestrini vuole essere l’ultimo: morte del romanzo classico e sua rinascita) ha con sé mille significati e molte sospensioni.
Diceva, con arguzia però, Walter Pedullà in un suo intervento: Una massa di nevrotici, di smemorati, di pazzi, di idioti, di subnormali invade rapidamente i nostri romanzi.
Realtà o fantasia?
Buona lettura.
L’edizione da noi considerata è:
Nanni Balestrini
Tristano
Feltrinelli
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