RECENSIONI
Amy Twigg
Adorate creature
Neri Pozza, Traduzione di Claudia Durastanti, Pag. 318 Euro 20,00
Breach : violazione, rottura. Breach House, è questo il luogo - o
forse sarebbe meglio dire il microcosmo dove si svolge il
bellissimo romanzo d’esordio di Amy Twigg, Adorate creature.
Trentadue anni ha Iris, la protagonista del romanzo. Quando
termina il suo rapporto con Nathan si mette alla ricerca del suo
mondo. La madre, che passa da un rapporto all’altro,
perennemente infelice, non è certo la soluzione. Allora trova
Breach House. Ma cos’è quel posto? Non è un ostello, un centro di
recupero o un rifugio: è un “posto per le donne”, così come ci dice
Iris, “una scialuppa di salvataggio (...) la terra umida in cui
affondare le mani”.
Breach è una fattoria dove le Spoilt Creatures (è questo il titolo
originale) cercano una via diversa, tentano di affrancarsi dalla
violenza degli uomini.
Partiamo dalla fine, sì perché quando si apre la narrazione Iris ci
informa che è già tutto finito: Breach House è ormai un cumulo di
rovine nei quali si aggirano curiosi alla ricerca di qualche souvenir.
Quel sogno (incubo?) è svanito e non poteva essere altrimenti
perché a ben vedere questo è il destino di tutte le utopie, quello di
implodere. La perfezione dell’utopia è un castello di carte che al
suo interno contiene l’imperfezione e basta poco per farlo crollare.
Ma in questa utopia Iris vuole entrarci con tutte le sue forze e sarà
qui che conosce Hazel, una donna di eccessi che diventerà la sua
guida, e Blythe, la matriarca di questa comune.
Un mondo perfetto, ma la natura preme dall’interno e crea una
breccia dove si insinua il mondo esterno.
Da leggere. Assolutamente.
di Marco Minicangeli
forse sarebbe meglio dire il microcosmo dove si svolge il
bellissimo romanzo d’esordio di Amy Twigg, Adorate creature.
Trentadue anni ha Iris, la protagonista del romanzo. Quando
termina il suo rapporto con Nathan si mette alla ricerca del suo
mondo. La madre, che passa da un rapporto all’altro,
perennemente infelice, non è certo la soluzione. Allora trova
Breach House. Ma cos’è quel posto? Non è un ostello, un centro di
recupero o un rifugio: è un “posto per le donne”, così come ci dice
Iris, “una scialuppa di salvataggio (...) la terra umida in cui
affondare le mani”.
Breach è una fattoria dove le Spoilt Creatures (è questo il titolo
originale) cercano una via diversa, tentano di affrancarsi dalla
violenza degli uomini.
Partiamo dalla fine, sì perché quando si apre la narrazione Iris ci
informa che è già tutto finito: Breach House è ormai un cumulo di
rovine nei quali si aggirano curiosi alla ricerca di qualche souvenir.
Quel sogno (incubo?) è svanito e non poteva essere altrimenti
perché a ben vedere questo è il destino di tutte le utopie, quello di
implodere. La perfezione dell’utopia è un castello di carte che al
suo interno contiene l’imperfezione e basta poco per farlo crollare.
Ma in questa utopia Iris vuole entrarci con tutte le sue forze e sarà
qui che conosce Hazel, una donna di eccessi che diventerà la sua
guida, e Blythe, la matriarca di questa comune.
Un mondo perfetto, ma la natura preme dall’interno e crea una
breccia dove si insinua il mondo esterno.
Da leggere. Assolutamente.
di Marco Minicangeli
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