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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

Adriano Prosperi

Cause perse. Un diario civile.

Einaudi, Pag. 300 Euro 19,00
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Scrive Giuseppe Marcocci nella post-fazione: Si immagini un ipotetico lettore che tra mezzo secolo prenda in mano questa raccolta. Ne sfoglierà le pagine e accanto al nodo eterno del rapporto ambiguo e mai risolto tra Stato e Chiesa in Italia, resterà certo colpito dagli articoli di giornale che Adriano Prosperi ha dedicato alla genesi e al radicamento di u nuovo razzismo nel suo Paese.

Vero, ma mi verrebbe da dire di più: la raccolta di articoli che lo storico, professore alla Scuola Normale Superiore di Pisa, ha pubblicato sulle colonne di Repubblica, sembra totalmente dedicata all'attenzione per il 'diverso, sia esso ebreo, zingaro, extracomunitario o di fede diversa da quella cattolica. Il diverso che può tranquillamente essere identificato col 'vinto': Vedere la storia con gli occhi dei vinti: ci riusciremo mai? Lo sguardo dall'alto dei vincitori ha molti cronisti pronti a descriverlo, mentre l'ultimo sguardo di chi sprofonda nella sconfitta si inabissa con lui e molto raramente trova un testimone disposto a raccoglierlo. I sommersi restano senza storia e senza volto...

Ritroviamo, nelle trecento pagine del libro, avvenimenti che hanno segnato tristemente questi primi anni del decennio e segnati quasi tutti da una recrudescenza del senso urbano del vivere. Pensiamo alla schedatura dei rom con le impronte digitali, alle torture, nell'indifferenza generale, dei presunti terroristi nella prigione di Guantanamo, agli sgomberi dopo presunte aggressioni contro gli italiani, all'invenzione della 'paura' (perché non ricordare la straordinaria maschera del ministro della paura inventata da Albanese?), al ritorno in auge di vecchi luoghi comuni (il complotto sionista ed addirittura, ad opera di un ebreo, la riproposizione dello spaventoso stereotipo della Pasqua ebraica dove si uccidevano bambini cristiani), lo 'scandalo' Englaro, la situazione imbarazzante delle Università italiane e la tragica fine degli studenti aquilani (il problema immediato della scuola non è tanto quello dei simboli appesi alle pareti scolastiche ma quello della solidità delle pareti e della tenuta delle strutture edilizie).

Nonostante la chiarezza espositiva i concetti contenuti nel libro non potranno mai essere chiari se non si tiene presente (e il sottotitolo ne conferma l'importanza) la nozione di 'civile («Civile» appartiene all'esercizio dei diritti e dei doveri di cittadinanza) e alla funzione della legge (la legge non potrà andare oltre la sua funzione, che è quella di essere fatta per gli individui: dunque per tutelare i diritti, non per sottometterli ad altra e superiore potestà. Se questo è chiaro, allora si può certamente trovare una formula giuridica adeguata).

E' ovvio che da quest'ultima considerazione s'innesta in modo immediato l'annosa questio dei rapporti tra Stato e Chiesa. Prosperi richiama più volte l'attenzione sull'importanza che ebbe il Concilio Vaticano II e la sua, sostanziale e regolare, inadempienza, soprattutto col papato di Benedetto XVI. In più, l'analisi delle origini che portarono un Paese illuminato dalla centralità cavouriana del 'libera Chiesa in libero Stato' allo stato di nazione 'oberata' da ben due Concordati, stipulati in epoche assai diverse, pericolosamente simili.

Basterebbe la chiusa al capitolo dedicato all'uso della parola 'disfattismo' Un Paese che dimentica la propria storia è condannata a ripeterla per temere i fantasmi del passato e avere un'idea cristallina dell'oggi.



di Alfredo Ronci


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Dice bene il professor Prosperi solo dopo poche pagine: Interpretare i segni è il compito che accomuna lo storico ai medici. Ma in questo caso, l'opera dello studioso è andata oltre: come se, sorta di magister ludi ,avesse operato anche in ambito linguistico-grammaticale, ed avesse proposto una vera e propria analisi logica della vicenda.
Innanzi tutto quale. Dicembre 1709, Lucia Cremonini, dopo aver subito uno stupro da parte di un prete durante le celebrazioni del carnevale, partorisce un bambino e poi lo uccide. Sarà processata e condannata a morte.

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Non è la prima volta che il professore indaga sull’origine della paura e sulle sue conseguenze. Mi ricordo un appunto che lui fece in un articolo comparso su Repubblica e poi successivamente pubblicato su Cause perse

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