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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

Adriano Prosperi

Dare l'anima

Einaudi, Pag. 358 Euro 24,00
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Dice bene il professor Prosperi solo dopo poche pagine: Interpretare i segni è il compito che accomuna lo storico ai medici. Ma in questo caso, l'opera dello studioso è andata oltre: come se, sorta di magister ludi ,avesse operato anche in ambito linguistico-grammaticale, ed avesse proposto una vera e propria analisi logica della vicenda.

Innanzi tutto quale. Dicembre 1709, Lucia Cremonini, dopo aver subito uno stupro da parte di un prete durante le celebrazioni del carnevale, partorisce un bambino e poi lo uccide. Sarà processata e condannata a morte.

Tutti noi a scuola abbiamo fatto i conti con la scomposizione delle frasi: ci si chiedeva di individuare un soggetto, un predicato verbale, un complemento oggetto e poi vari ed altri complementi o determinazioni o espansioni.

Il professor Prosperi ha realizzato per questa vicenda, proprio come si diceva poc'anzi, una vera e rigorosa analisi logica della storia: ll prete stupratore il soggetto, l'atto di violenza il predicato verbale, Lucia Cremonini, la vittima, il complemento oggetto, Bologna il luogo dell'accadimento, l'infanticidio la materia e la causa della condanna.

Ed ogni elemento ha avuto una sua scrupolosa ricostruzione aprendo la strada ad innumerevoli controversie. Pensiamo ad un viottolo principale da cui si dipartono non due direzioni, una a destra e una a sinistra, ma innumerevoli indirizzi.

Dunque ecco il prete e il problema relativo alla sua presenza durante il Carnevale perché la partecipazione alla festa 'pagana' era un'infrazione alle norme sui doveri del clero, il suo "status" di non stupratore, perché allora lo stupro era considerato come 'ogni rapporto sessuale con una donna che non fosse la propria legittima moglie', le omissioni di indagini relative al suo delitto, la posizione della Chiesa. Ecco dunque la vittima, Lucia, che partorisce un figlio di sesso maschile che, proprio per questo , rendeva la circostanza, non per la legge, ma per la coscienza civile di allora ancora più grave. Trascinandosi dietro la questione dell'infanticidio considerato "nefando" solo dall'emergere dell'ossessione della ritualità e dall'avanzare del potere politico nella zona del controllo dei comportamenti sessuali; la questione dei non-nati, cioè di cosa fare di quei bambini che non avevano ottenuto il battesimo, cioè l'atto supremo della Chiesa di dare l'anima (Ed è proprio all'intreccio di nascita naturale e rinascita in spirito che ci riconduce il potere attribuito al battesimo di «dare l'anima» ed ecco il titolo dello studio). E si argomenta dunque sull'aborto e su come esso venisse praticato ed assistito all'interno di strutture pubbliche e all'interno di stati non propriamente laici.

Insomma, senza farla lunga, il libro di Prosperi apre un ventaglio di argomentazioni assolutamente attuali (ancor più in un paese come questo dilaniato da uno scontro tra laicità, laicismo e ingerenza cattolica) pur partendo da una vicenda lontana ormai tre secoli. Ma dice bene la seconda di copertina: questa storia propone una problematica moralmente inquietante che chi la tiene in considerazione non deve godere della distanza temporale. Semmai da questa partire per nuove discussioni e deduzioni. Ma mi piace pensare però che segno distinto di quest'opera sia sì un recupero del concetto d'identità umana, ma ancor più di quella femminile e del suo diritto di decidere per sé ed eventualmente per chi si porta dentro.



di Alfredo Ronci


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