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Il Paradiso degli Orchi
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De falsu creditu

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Sawa't Sandyree

Voleva un gatto Nehru

Kakabook, Pag.999 Euro 26,50

Nella più pura tradizione - affermatasi negli ultimi anni - per cui, dato che la gente compra un libro l'anno, questo dev'essere almeno un tomo da Treccani, gli Autori "di espressione anglosassone", come gli auguri natalizi del papa, confezionano romanzetti minimo seicento pagine - ma veramente! -, con una schiera di personaggi da far concorrenza all'anagrafe. Vero è che il materiale umano largheggia in India (patria dello scrittore e ambiente della storia) malgrado si faccia di tutto per diminuirlo a forza di mortalità infantile, epidemie e polluzioni (...)

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Sara Tella

Le pigne in testa

Edizioni Tratto, Pag. 194 Euro 14,80

Ai tempi di Nesi e Veronesi si diceva, scherzando, che la letteratura italiana era diventata come la settimana enigmistica. Che dire ora che il nostro parco-scrittrici sembra una cantilena vispateresoide? Acquisita ormai la Pulsatilla, approdata dopo l'exploit castelvecchiano, a Bompiani, e archiviato il caso di Giusy Carmilla che pare abbia venduto centocinquantamila copie del suo libello Non è ver che sia la mafia, sorta di paraculismo politico-sociologico dietro la scia del fenomeno Saviano

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Settimio Severini

Sugli sugli bane bane...

Pompili Editore, Pag.187 Euro 14,00

Chi non ricorda l'hit sanremese "Sugli sugli bane bane" de Le Figlie del Vento, anno di grazia 1973? Improvvisamente, per una sorta di revanscismo cultural-canzonettaro, un giovane scrittore di Sassuolo, appropriandosi del ritornello-tormentone (sì è spesso parlato dell'uso del verbo "tu miscugli" nella strofa che poi segue, "tu miscugli le banane, le miscugli in salsa verde, chi le mangia nulla perde"; può prefigurare un allaccio al latino volgare misculare, o addirittura un neologismo legato più che al consueto "miscelare"

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Rydell C. Faroon

Mastorna

Ciak Gulp Edit., Pag. 293 Euro 19,00

Il titolo già la dice lunga: il mai realizzato film di Federico Fellini con Marcello Mastroianni. Perché di questo si conciona nel saggio di Faroon (tra l'altro già messosi in evidenza due anni fa con il bel libro dedicato a Cary Grant Mezzo e mezzo, amby edit.), cioè della cinematografia mai realizzata, dei film abortiti prima del nascere per motivazioni spesso politiche, a volte censorie, a volte amministrative, a volte finanziarie, quasi mai per crisi di rigetto dei registi. Lo studioso, che tra l'altro vive ormai da più di trent'anni a Roma

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Brunella Montalcino Scacchi Tarocchi

Calma di mare e viaggio fortunato

Wowman-Foya Italia , Pag.311 Euro 12,00

Che bello, questo romanzo! E anche l'Autrice, ha una storia singolare: di famiglia fiorentin-austriaca ben più che benestante, è famosa come illustratrice di libri per l'infanzia (sue ultime cose: Il bambino che tacque quando passò l'imperatore, e Patatrac! De' Medici!, entrambi Figlio Uno, Due, Tre Editrice). La sua infanzia l'ha passata nei luoghi di frequentazione degli "have's": in collegio in Svizzera, a Cortina per la neve, in Stiria per la campagna, sulle isole private, di famiglia e degli amici di papà e mamma, per il mare. Da buona cittadina del mondo, scrive in inglese, quindi si traduce in francese, tedesco, italiano.

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Duhrata Poka

Haiku

Albània press, Pag. 153 Euro 14,80

Già dalla copertina s'intuisce il messaggio della poetessa di Tirana: l'elemento atmosferico è parte integrante di una coscienza che pur slacciatasi dall'uniformità e dalla tetraggine totalitarista, comunque fai conti con le speranze deluse del post-comunismo e con quella sorta di sradicamento collettivo che è parte integrante di alcune popolazioni balcaniche.
Si avverte nel magma poetico della Poka una vena di esistenzialismo tardivo, che la fa accostare all'altro grande intellettuale albanese, Fatos Kongoli

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Sah Banshir Ravindari (Orio Pomerio)

Se li conosci, leviti!

Adepti edizione, Pag. 473 Euro 19,00

Questo libro non è altro che il diario della conversione all'induismo di un ex prete nativo di Casaltondo apricano (Molise), l'ormai ottantacinquenne Orio Pomerio, ora Sah Banshir Ravindari.
Tutto accadde durante un viaggio che il sacerdote effettuò negli anni sessanta in India, esattamente sul monte Kailasa, vicino al lago Manasorovar che le le Upanishad e i Purana indicano come la dimora di Siva (o Shiva nel termine anglicizzato).
L'apparizione che ebbe in uno slargo polveroso e davanti a centinaia di fedeli

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Ildegonda Küla

Oh mon ablour (Poesie)

Dossena editore, Pag.112 Euro 12,00

Della poetessa lesbica pesarese, di origine sassone, Ildegonda Küla avevamo già considerato la sua opera d'esordio: Glotto&Glotto, sorta di diario erotico linguistico (primo e secondo elemento di parole composte dalla terminologia scientifica, dal greco glossa [lingua]; indicano sia la lingua come organo anatomico sia la lingua come strumento espressivo o come facoltà del parlare) pregno di istanze sociali non disgiunte da una leggerezza spregiudicata e quasi goliardica nell'uso del magma poetico.

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Ottavio Nano

Giacomo Maria De Vincolis, patrocinante in Cassazione

Virgilii Editore, Pag. 183 Euro 14,80

Continua, da parte nostra, la riscoperta di autori spesso dimenticati dalle nostre antologie scolastiche e, fatto ancora più grave, da certa intellighenzia limitata e auto referenziale.
Ottavio Nano può, senza alcun ombra di dubbio, essere affiancato ai nomi migliori della nostra letteratura, ancor più se consideriamo la sua straordinaria capacità di attraversare correnti, stili e contenuti con profondità, ma anche con assoluta leggerezza e capacità introspettiva.
La sua lunga esistenza (nacque ad Alicata nel 1875 ed è morto a Palermo nel 1976)

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Vitta Gestini

La broggia sulla dìola

Nomadelphi - Gallimére - Coquelicot Associati, Pag.112 Euro 10,50

Per chi possieda un casale lorenese restaurato, un riattato rustico (De Filippo) in campagna, o una dacia (Maraini, ça va sans dire) tra le betulle, o fors'anche una casa urbana, ma con più di dieci (quattordici, va') lustri di vita, mettere una broggia sulla diola è un'operazione quotidiana, banale, forse la più banale delle giornaliere operazioni di accudimento della casa. E lo era anche per il nonno, lo zio, il padre, insomma per gli adulti màsculi che Vitta (sic!) Gestini aveva intorno quand'era bambina

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