Attualità
Povera Roma, stupida e suicida
Fine maggio. C’è un evento interessante nella chiesa di S. Lorenzo in Miranda. Non la cono-sciamo, e allora decidiamo: si va. Premessa storico-artistica: la chiesa è ora, dopo vari rifacimenti nei secoli, una costruzione ba-rocca di proprietà del Nobile Collegio Chimico Farmaceutico. Bella e uguale a tante altre dello stes-so periodo: piena di belle cappelle e begli altari, con bei quadri e belle sculture, solo più pulita e meglio illuminata di tante altre.
Wonderful Roma!
Al centro di Roma, nel rione Campo Marzio, particolarmente ferito dagli sventramenti degli anni ‘30, c’è una stradina, Via della Frezza, precisamente al limite fra la fila di case sette-ottocentesche rimaste intatte durante lo scempio, a sinistra; e a destra il retro degli incombenti palazzoni razionalisti progettati dall’architetto Ballio Morpurgo e costruiti come una tenaglia intorno al recuperato Mausoleo di Augusto.
Lars von Trier ci fa un baffo
Pare che il film presentato fuori concorso da Lars von Trier a Cannes, “The house that Jack built” abbia scandalizzato, inorridito e probabilmente spaventato pubblico e critici per la esagerata quantità di sangue, torture, eviscerazioni, amputazioni e smembramenti che contiene, tanto che a fine proiezione la sala era mezza vuota (anche per la noia e la scarsa qualità del prodotto; parola di alcuni giornalisti maligni).

I detective dell'occulto: Rileggendo "Uno scomodo cappotto di legno" di Simone Dellera
Questo romanzo assume, a rileggerlo adesso, una importanza duplice: da un lato come una storia autonoma, in grado di intrattenere il lettore, reinterpretando in maniera non banale alcuni canoni classici dell’horror da Poe a Lovecraft. Dall’altro è un testo seminale, perché introduce quello che sarà il personaggio vincente dell’autore, quel Mickey De Santis, detective dell’occulto, presente in altri due libri, Sette e Sette vibrisse.
Roma, la grande bellezza
Fondazione Cerasi Questa goffa trippellona, opera di Antonietta Raphael e da lei battezzata “Fuga da Sodoma”, ci riceve al pianterreno di Palazzo Merulana dove ci viene offerta in questi giorni, in una specie di museo che è in realtà un salotto artistico, la collezione Cerasi, una raccolta di opere italiane, principalmente del primo novecento, fino ad ora privata, adesso messa a disposizione dei romani.
Rìcolaaa...
Il giuramento delle Guardie Svizzere. Rìcolaaa… è il richiamo (spot pubblicitario delle caramelle) che ci è salito alla gola vedendo a un certo punto della cerimonia tre magnifici giovanotti in elmo, corazza e pennacchio presentarsi imbracciando tre spropositati alpenhorn che hanno appoggiato non sui verdi prati dell’alta val Pusteria, ma sui grigi sanpietrini del Cortile di San Damaso in Vaticano e poi ci hanno dato dentro emettendo un bel coro di muggiti di approssimativa intonazione ma di sicura suggestione, anche se vagamente fuori contesto.
Santa Bibiana ha perso un dito!
Di Santa Bibiana avevamo già raccontato un paio di mesi fa la meraviglia che ci aveva colpiti ritrovandola fuori di casa sua, e precisamente alla grande mostra di Bernini alla Galleria Borghese: “…abbiamo visto per la prima volta un non finito beniniano (convinti fino a oggi che il non finito fosse un’esclusiva di Michelangelo), e precisamente la statua di Santa Bibiana, proveniente dall’omonima, oscura chiesa dalle parti di Piazza Vittorio, dove stava infilata in una nicchia, quindi senza bisogno di mostrare un didietro ben rifinito.
Gaetano dei cactus
Gaetano dei Cactus. La settimana scorsa eravamo arrivati a Porta S. Sebastiano. Oggi prose-guiamo sull’Appia Antica, ma solo pochi passi; infatti, quasi al bivio con l’Appia Pignatelli, davanti alla Cartiera Latina, ci fermiamo a uno sciccosissimo vivaio.
Il Gelosetto
Una lacrima. Sfidiamo chiunque abbia la nostra età a trattenere una lacrima alla vista di questo attrezzo, che oggi è archeologia industriale, ma che ai tempi della nostra gioventù rappresentava il fiore della nuova tecnologia: il Gelosetto! Il primo registratore a nastro, scadente ma alla portata di tutti.
Aggiornamenti e confronti
29 marzo 2015, stampa sportiva. GP di Motociclismo del Qatar. Valentino Rossi vince nel suo solito modo entusiasmante e sale sul podio insieme ad altri due italiani: festa grande, inno nazionale. Baci e abbracci e la regolamentare doccia di champagne. Poi leggiamo che lo champagne (siamo in zona islamica) è analcolico.
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