RECENSIONI
Sergej Dovlatov
Staniera
Sellerio, Laura Salmon, Pag. 264 Euro 12.00
E’ la terza edizione di Straniera da parte di Sellerio. La prima uscì nel 1991, la seconda nel 1999 e questa nel 2026. La domanda sorge spontanea: come mai tutto questo interesse per Dovlatov e per il libro che in qualche modo ne sancì il successo (anche se proprio nella Straniera lo scrittore di origini russe dice che di soldi ne ha fatti ben pochi)?
Non credo perché Dovlatov sia morto abbastanza giovane, e nemmeno perché, trattandosi di russo, in qualche modo possa suscitare dell’interesse, visti i tempi. No, il coinvolgimento per Dovlatov sta nella sua brillante e riuscita esposizione dell’emigrazione russa che, pur essendo ‘bianca’, come tutte le emigrazioni ha comportato dei seri problemi nelle varie comunità.
Devo essere sincero: il modo di scrittura di Dovlatov non mi piace, troppo rapido, troppo veloce. Intendiamoci, non è perché parliamo di uno scrittore russo ci dovremmo tutti aspettare un Tolstoj o un Dostoevskji, questo no, ma pur nella brillante riuscita di un mondo, quello degli emigrati russi, quello stile, per quanto moderno e al passo coi tempi, non regge.
Lo dicevo però, quel modo di rappresentare il grado di devastazione di uomini trasferitisi da un mondo ad un altro, presenta momenti di riuscita comicità. Come quando il figlio della ‘protagonista, Marusja Tatarovic, appena arrivato da poco a New York, si trova di fronte a due uomini di colore: Teneva in man un sacchetto di pop-corn. Accanto a lei arrancava Levka fiacco ed assonnato: appena vide due negri scoppiò a piangere forte. Marusja gli disse: - Levka sta zitto! E aggiunse: - Ha la voce precisa identica a suo padre…
O quando, sempre Marusja, è sottoposta ad una fila di domande da parte di un uomo che la vorrebbe conquistare: - E’ sposata? -Divorziata. – Ha avuto rapporti sessuali prematrimoniali? – Prematrimoniali? – In altre parole, quando è stata sottoposta a deflorazione? – A che cosa? – Quando ha perso la sua verginità? – Ah, avevo capito “dichiarazione”…
Comunque il libro si legge che è un piacere (un altro solo appunto. Leggendo il testo nella prima edizione dicevo: Una sola cosa in più, l’autore cita due volte Celentano. E’ tutto dire!!) ed è giusto che sia riproposto, con i pro e con i contro.
di Alfredo Ronci
Non credo perché Dovlatov sia morto abbastanza giovane, e nemmeno perché, trattandosi di russo, in qualche modo possa suscitare dell’interesse, visti i tempi. No, il coinvolgimento per Dovlatov sta nella sua brillante e riuscita esposizione dell’emigrazione russa che, pur essendo ‘bianca’, come tutte le emigrazioni ha comportato dei seri problemi nelle varie comunità.
Devo essere sincero: il modo di scrittura di Dovlatov non mi piace, troppo rapido, troppo veloce. Intendiamoci, non è perché parliamo di uno scrittore russo ci dovremmo tutti aspettare un Tolstoj o un Dostoevskji, questo no, ma pur nella brillante riuscita di un mondo, quello degli emigrati russi, quello stile, per quanto moderno e al passo coi tempi, non regge.
Lo dicevo però, quel modo di rappresentare il grado di devastazione di uomini trasferitisi da un mondo ad un altro, presenta momenti di riuscita comicità. Come quando il figlio della ‘protagonista, Marusja Tatarovic, appena arrivato da poco a New York, si trova di fronte a due uomini di colore: Teneva in man un sacchetto di pop-corn. Accanto a lei arrancava Levka fiacco ed assonnato: appena vide due negri scoppiò a piangere forte. Marusja gli disse: - Levka sta zitto! E aggiunse: - Ha la voce precisa identica a suo padre…
O quando, sempre Marusja, è sottoposta ad una fila di domande da parte di un uomo che la vorrebbe conquistare: - E’ sposata? -Divorziata. – Ha avuto rapporti sessuali prematrimoniali? – Prematrimoniali? – In altre parole, quando è stata sottoposta a deflorazione? – A che cosa? – Quando ha perso la sua verginità? – Ah, avevo capito “dichiarazione”…
Comunque il libro si legge che è un piacere (un altro solo appunto. Leggendo il testo nella prima edizione dicevo: Una sola cosa in più, l’autore cita due volte Celentano. E’ tutto dire!!) ed è giusto che sia riproposto, con i pro e con i contro.
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Sergej Dovlatov
Il libro invisibile
Sellerio, Pag.184 Euro 10,00Stiamo ormai assistendo ad una decisa democristianizzazione della politica, ed il nuovo Partito Democratico fa la parte del leone. Altrimenti non si spiegherebbe la "retata simil nazista" a danno dei rumeni dopo l'episodio della signora romana violentata e poi uccisa. Altrimenti non si spiegherebbe l'inciucio elettorale tra Veltroni e Berlusconi e ancora l'alt "capitolino" (tutto neo-democratico) al registro per le unioni civili (e stendiamo un velo pietoso sulle dichiarazioni dalemiane sui matrimoni gay e sulle sue impellenti necessità confessionali).
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