RECENSIONI
Claire Lynch
Una questione di famiglia
Fazi editore, Traduzione di Velia Februari, Pag. 216 Euro 18,50
Dawn ha 23 anni, una figlia, Maggie, e un marito, Heron, che pensa a tutto. Heron è preciso, puntuale. Dawn ha una vita, o forse è meglio dire che pensa di avere una vita, finché non incontra Hazel, una donna come lei. E se ne innamora.
Una questione di famiglia è il romanzo d’esordio di Claire Lynch, ed è un esordio con i fiocchi. Siamo nel 1983 e tante conquiste del mondo LGBTQ sono ancora lontane. Il futuro di Dawn è scritto, ma il destino mette sulla sua strada Hazel e le due si innamorano. Dawn pensa che suo marito capirà: è un uomo buono, moderno, e queste sono cose che succedono. Heron però non capisce e allora iniziano i problemi.
Claire Lynch è molto abile a narrare questa storia su due diversi piani temporali: il presente di Maggie, nel 2022, e il passato di Dawn umiliata in tribunale per farla passare come una donna addirittura pericolosa. Dawn ama sua figlia più di ogni altra cosa: ma di fronte al giudice non è quello che esce fuori. Tutt’altro. “Invece le chiedono del sesso. Il quando, il come e chi fa cosa (…) far apparire il sesso come la sua unica preoccupazione, la sua unica ossessione”. E così viene allontanata e non vedrà più la figlia. Un dolore immenso.
Però… il destino fa dei giri strani e Maggie, che di questa madre non ha ricordo, sistemando delle carte trova delle tracce. Suo padre le ha sempre raccontato che lei l’ha abbandonata dopo averlo tradito. Ma è andata veramente così. La curiosità di Maggie (inespressa fino a quel momento) si accende e così si mette alla ricerca. Qui Lynch è brava, perché il rischio era trasformare l’incontro in una scena di qualche trasmissione televisiva. E invece no.
Da leggere. Assolutamente.
di Marco Minicangeli
Una questione di famiglia è il romanzo d’esordio di Claire Lynch, ed è un esordio con i fiocchi. Siamo nel 1983 e tante conquiste del mondo LGBTQ sono ancora lontane. Il futuro di Dawn è scritto, ma il destino mette sulla sua strada Hazel e le due si innamorano. Dawn pensa che suo marito capirà: è un uomo buono, moderno, e queste sono cose che succedono. Heron però non capisce e allora iniziano i problemi.
Claire Lynch è molto abile a narrare questa storia su due diversi piani temporali: il presente di Maggie, nel 2022, e il passato di Dawn umiliata in tribunale per farla passare come una donna addirittura pericolosa. Dawn ama sua figlia più di ogni altra cosa: ma di fronte al giudice non è quello che esce fuori. Tutt’altro. “Invece le chiedono del sesso. Il quando, il come e chi fa cosa (…) far apparire il sesso come la sua unica preoccupazione, la sua unica ossessione”. E così viene allontanata e non vedrà più la figlia. Un dolore immenso.
Però… il destino fa dei giri strani e Maggie, che di questa madre non ha ricordo, sistemando delle carte trova delle tracce. Suo padre le ha sempre raccontato che lei l’ha abbandonata dopo averlo tradito. Ma è andata veramente così. La curiosità di Maggie (inespressa fino a quel momento) si accende e così si mette alla ricerca. Qui Lynch è brava, perché il rischio era trasformare l’incontro in una scena di qualche trasmissione televisiva. E invece no.
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