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Il Paradiso degli Orchi
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Attualità

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Stefano Torossi

Palazzoni e palazzacci

Maxxi L’edificio è straordinariamente ben riuscito dentro e fuori: volumi immensi, linee curve, passerelle sospese, grandi vetrate, pavimenti inclinati. È lui l’opera d’arte. Perché tutto quello che ci abbiamo visto dentro non ci è sembrato mai all’altezza del contenitore.

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Stefano Torossi

Snob & Chic

Circolo degli Scacchi L’invito ci arriva via e-mail, con giorno e ora della presentazione, ma senza indirizzo. Alla nostra richiesta di più precise informazioni ci si risponde che chi è invitato al Circolo degli Scacchi si presume che sappia dove deve andare. Appunto: Snob & Chic.

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Giovanna Repetto

A proposito di “Vieni via”. Intervista a Nicola Viceconti

Abbiamo conosciuto Nicola Viceconti, scrittore e sociologo, leggendo i romanzi da cui trapela non solo l’amore per l’Argentina e per il tango, ma anche l’impegno nel sostenere i familiari dei desaparecidos falciati dal tragico golpe del 1976. L’ultimo romanzo Vieni via (qui recensito), diverso per ambientazione e contesto storico, ha suscitato la nostra curiosità. Lo incontriamo per rivolgergli alcune domande.

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Stefano Torossi

Le cattiverie del Cavalier Serpente: Il Sergente a sonagli e Il Principe Felice

Il Sergente a Sonagli 4 gennaio. La Sala dei Papi nel Palazzo dei Domenicani alla Minerva è un grande ambiente rina-scimentale munito, ringraziando gli architetti dell’epoca, di un’acustica terrificante e di una tempe-ratura artica, ma pieno di belle statue, compresa questa incompiuta Madonna, la cui mano palmata, che non ha mai visto l’ultima rifinitura, ci ha stregati.

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Stefano Torossi

Ci chiediamo perché

Baroccoccò Conferenza stampa di presentazione del Festival della danza spagnola e del flamenco. Amba-sciata di Spagna, Sala Rossa a Palazzo Borghese. Un cortile sontuoso, uno scalone a chiocciolone e questa sala sovraccarica di stucchi, lampadari, specchi, tappezzerie e vecchi mobili scricchiolanti e malfermi, tanto è vero che uno dei giornalisti ha rischiato di precipitare da una poltroncina a cui è crollato lo schienale.

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Giovanna Repetto

Ineffabili consonanze. Gravity. Immaginare l’Universo dopo Einstein

In principio era il Ragno. Potrebbe essere una cosmogonia fra le tante con cui l’uomo si accosta all’origine dell’universo. In realtà io sono ancora sotto la suggestione indotta dalla presenza di un ragno vivo all’interno di una delle installazioni che cercano di coniugare l’arte con la scienza in quella terra di confine che è l’intreccio fra le dimensioni di spazio e tempo. Perché questo è l’obiettivo della mostra: far dialogare arte e scienza nell’ottica di un nuovo umanesimo.

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Stefano Torossi

Si può vivere senza il salterio?

Certo; come si riusciva a vivere senza il giradischi prima che lo inventassero. Però domenica 10, nella sala dell’Immacolata a Santi Apostoli, l’ultimo raffinato concerto del festival dell’Architasto ci ha fatto capire che se invece il salterio c’è, si vive un po’ meglio.

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Stefano Torossi

Sorpresa quasi di famiglia

A Via Veneto, fra i tanti grandi alberghi, c’è il Grand Hotel Palace (ex Ambasciatori), costruito da Piacentini nel 1926. Come in tutti gli altri, anche in questo c’è il salone bar, che però non è un salone qualunque: è la “Sala Cadorin”. Guido Cadorin, pittore veneziano della prima metà del ‘900 è stato probabilmente uno degli ul-timi artisti del nostro tempo a ricevere una committenza privata: appunto la decorazione pittorica del salone bar del Palace.

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Stefano Torossi

Romani antichi e moderni

“Traiano. Costruire l’Impero, creare l’Europa”. Martedì 28 novembre, pomeriggio avanzato, quasi sera. Si inaugura la mostra ai Mercati Traianei di Roma. Difficile immaginare un argomento più interessante e una location più speciale. Oltretutto è una di quelle serate limpidissime di luna quasi piena, che, insieme alla nuova illuminazione dei fori impe-riali sui quali si affacciano i finestroni di quel centro congressi, supermercato, grande magazzino di venti secoli fa che costeggia il Foro Traiano, contribuisce a trasformare un evento da mondano a qualcosa di più: una magia di cultura e bellezza.

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Stefano Torossi

Due sorprese

Ci siamo capitati per un fortunato caso (altrimenti che sorpresa sarebbe stata?) che ci ha indotti a fare qualcosa di imprevisto: mollare quello per cui eravamo usciti da casa. Eravamo su, nella saletta al secondo piano del Mercato Centrale Roma di Via Giolitti, dove ci aveva dato appuntamento Arteindiretta per partecipare a un racconto accompagnato da proiezioni, su come pesci, crostacei e frut-ti di mare arricchivano le tavole imbandite nelle nature morte, soprattutto fiamminghe, del ‘600.

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