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Il Paradiso degli Orchi
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Stefano Torossi

Pensieri oziosi

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Fare, ormai in questo periodo non si riesce più a fare niente. Niente di interessante, almeno: andare per ruderi, per musei, per teatri, per concerti, in compagnia o no. Le altre attività come cucinare, saltellare intorno all’isolato, magari con la bestiola al guinzaglio, rivedere vecchi film non ci interessano. L’unica cosa che rimane è pensare. E siccome siamo in ozio forzato (che non è l’otium romano al quale ci si dedicava per scelta e in un tempo specifico), i pensieri che ci escono sono pensieri oziosi, ingenui, stizziti o risentiti.

Rombo impressionante dal cielo, Corriamo ad affacciarci in terrazza e, a pochi metri, fra le foglie del ligustro, invece del solito calabrone, eccolo là, minaccioso e ronzante un elicottero giallo a quota molto bassa. Tensione e disagio. Non essendoci un’offensiva militare in corso, è chiaro che il rumore opprimente di questo enorme insetto sospeso in aria ha solo la funzione di ricordare che siamo sotto controllo e nulla sfugge al grande fratello.
Pensiero risentito: è proprio necessario spaventarci così?

Nelle nostre passeggiatine virali ci spingiamo spesso fino a S Giovanni dei Fiorentini (meno di 200 metri da casa, chiaro?) dove in un altarino riservato è esposto il piede di Maria Maddalena inguainato in un contenitore d’argento made by Cellini. Scelta magari macabra come molte reliquie, comunque suggestiva. Ma quello che ci colpisce non è il piede, è la attigua didascalia di spiegazione esposta per il fedele sprovveduto, in italiano e, ahinoi, in quel bell’inglese casereccio che si può leggere qui accanto.
Pensiero stizzito: invece di  rivolgersi alla cugina del sagrestano che passa le vacanze a Londra, non era meglio interpellare qualcuno di madrelingua, magari uno dei tanti preti irlandesi che bazzicano Roma ed evitare questa figura da peracottari? 
Sempre entro 200 metri, ma nell’altra direzione c’è uno dei tanti esempi di un’abitudine architettonica dei tempi andati: palazzo padronale (siamo a Via del Governo Vecchio) partito con pretese di grandiosità. Poi evidentemente sono finiti i soldi, l’edificio è rimasto a metà, mentre lo spazio rimanente è stato occupato da una modesta casetta costruita in seguito con intenzioni più sobrie.
E fin qui niente da scervellarsi: succede. Ma quello che non capiamo (e abbiamo interpellato tutti gli amici architetti, senza risultato) è perché la parete portante della facciata sia rimasta così rozza e incompleta per due, tre, quattro secoli.
Gli esempi sono dappertutto, basta alzare gli occhi in giro per la città.
Pensiero ozioso: come mai nei secoli trascorsi nessuno ha provveduto a rasare i mattoni sporgenti e a intonacare per dargli almeno una parvenza di concluso lo spigolo del muro maestro così sgarbatamente interrotto?


Forse qualcosina di più del raggio permesso l’abbiamo percorsa (ma i vigili non ci hanno beccati). Basilica dei Santi Apostoli: all’ingresso i due feroci leoni di marmo messi lì per tenere lontani i nemici della fede. Guardare le espressioni: altro che feroci! Fanno tenerezza con quelle facce perplesse, attonite, quasi smarrite.
Pensiero ingenuo: come mai affidare la realizzazione di simboli di così determinante importanza a scultori che evidentemente un leone non lo avevano mai visto?



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