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Il Paradiso degli Orchi
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Cinema e Musica

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Alfredo Ronci

Gesummio che luce che fa: 'Maraqopa' di Damien Jurado.

Lo confesso: Damien Jurado fa dischi dal 1997, ma questo è il primo che ascolto, anche se il suo nome già 'vorticava' nei meandri dei miei desideri.
Averlo deciso prima. Perché Maraqopa finora è il mio disco preferito per il 2012. E lui un altro nome di eccellenza da affiancare a Jonathan Wilson.
E credo anche che la bellezza del disco (e la mia preferenza) dipenda da una sorta di appartenenza personale ad un sentire musicale, nient'affatto nostalgico, ma di chiara derivazione 60/70.

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Adriano Angelini Sut

"Given To the Wild" dei Maccabees è l'album dell'anno, lo dico a marzo.

La prima volta che ho ascoltato "Feel to follow", il singolo estratto dall'ultimo album di questo straordinario gruppo di Brighton, i Maccabees, non solo sono rimasto folgorato ma mi sono detto che eravamo in presenza di uno di quei capolavori che fiuti subito. Bastano poche note. Un pezzo che sembra ispirato da una divinità delle ballate elettriche. Con quel finale incalzante e allucinato. Solo che per parlare di Given to the Wild, il nuovo incredibile album dei Maccabees (il terzo in studio dal 2005) mi ci vorrebbe uno spazio illimitato.

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Alfredo Ronci

Sfizio o no, ha qualcosa da dire: 'O Devotion' di Liz Green.

E ' una vecchia storia, ce la siamo detta anche con Bertoncelli durante un'intervista: sfruculiar tra le migliaia di proposte nel mondo, è peccato di presunzione, è andar dietro lo sfizio (musicofilia esasperata?) o è semplicemente un modo come un altro per reggere i tempi?
Lascerei la risposta ai posteri: io intanto, m'imbarco a raccontar di questa ventiseienne inglese che sembra uscita da un vecchio racconto.

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Alfredo Ronci

Il Macca si fa crooner: 'Kisses on the bottom' di Paul Mc Cartney.

Il Macca è come Paperone. Nel senso dei soldi. Ma siccome non passa la giornata, come il famoso papero, a lucidar monete (al massimo le carte di credito), qualcosa deve pur fare per occupare le ore.
Ed ecco l'idea: vestirsi da crooner, modulare un po' languidamente la voce, riascoltare qualche classico jazz e pensare d'incidere un album un po' svenevolo.
Non contento chiama al cellulare la madama Pompadour del jazz vocale, Diana Krall, chiedendole di curargli gli arrangiamenti,

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Adriano Angelini Sut

Esordio col botto per i Friction Machine. L'elettronica che sa stupire.

Sono un gruppo di Southampton di cui si possono reperire info soltanto sul loro my space (http://www.myspace.com/frictionmachinemusic). Li ho conosciuti perché nella mia pagina di facebook è apparsa un'inserzione sponsorizzata, e siccome venivano paragonati ai Boards of Canada mi hanno incuriosito. Alla fine ho comprato l'album, Soul of a New Machine, un'auto produzione semplicemente sublime. Undici pezzi. Un'elettronica che deve molto, in effetti, al più grande gruppo di musica elettronica degli ultimi anni, i canadesi Boards of Canada, appunto, ma che trova la sua dignitosissima individualità man mano che le sonorità si dipanano, lente, incantevoli, esondanti.

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Luigi Cipriani

Dr. Grant e Ms. Ray

La strana storia di Lana del Rey, la star che ha riscritto il suo passato. O meglio, la seduttiva venticinquenne di Lake Placid NY, ci sta provando a cancellare dalla rete le sue tracce. Ma scomparire è quasi impossibile, e sul web appare ancora in un video: maglietta verde e sguardo stralunato sul palco al 'The Variety Box' nel 2009. Lizzy Grant inseguiva il successo come centinaia di altri artisti, ma l'appuntamento non è mai arrivato.

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Alfredo Ronci

Se la smette di imitare, potrebbe avere un futuro: 'Selah Sue'.

Davvero, basterebbe poco per distanziare la massa.
Lei è belga, ma non ci interessa spulciarla biograficamente perché non sono le sue origini, in questo caso, che determinano le sue scelte musicali, sono le sue preferenze e un bell'orecchio al mercato.
Perché potrebbe essere furbina anziché no.
C'ha messo parecchio per far pubblicare l'album: già due anni prima aveva esordito con una manciata di singoli, tra cui 'This world' il brano che apre il lavoro, e successivamente con due EP, quasi a voler dare un'impronta più sicura alla sua uscita.

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Alfredo Ronci

Teniamocelo comunque: Morgan - 'Italian songbook vol.2'

Questo disco lo aspettavo da molto tempo. Il 'songbook vol.1' mi aveva affascinato e poi c'erano delle canzoni che non stento a definire pilastri della nostra memoria musicale.
In questo Morgan va 'peso', ma davvero: praticamente ha cercato il pelo nell'uovo, ha spinto con violenza il cammello per farlo passare nella cruna dell'ago. Ha pensato, insomma, di essere il miglior figo del bigoncio (o der bigonzo, come se dice a Roma).
I risultati sono discontinui.

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Alfredo Ronci

Niente di che, ma la voce vibra e fa vibrare: 'Heaven' di Rebecca Ferguson.

La questione è sempre quella: ma i 'reality musicali' quanto valgono? In Italia pare che tirino, almeno dal punto di vista delle vittorie in importanti manifestazioni e delle classifiche di vendita. Che poi la qualità sia un'altra equivale a scoprire l'acqua calda.
Personalmente non li disprezzerei: quel che manca nei vincitori è quasi sempre l'arte della scrittura, perché è raro che un seppur ottimo interprete sia anche un dignitoso autore.

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Alfredo Ronci

E chi si lamenta: 'Chimes Of Freedom: The Songs of Bob Dylan'.

Per i cinquant'anni di attività Amnesty International ha raccolto un fottìo di artisti per omaggiare uno degli ultimi grandi del panorama musicale: Bob Dylan. Settantadue canzoni spalmate in 4 cd che non possono davvero annoiare, anzi rassicurano e divertono.
L'offerta è spaventosa: stars più o meno venerate e più o meno in tiro. Ma il gioco vale la candela.
Non potendo per questioni di spazio ospitare la settantina e più di melodie, ci si permette d'indicare una manciata di cover che ci sembrano, nel bene e nel male, le più meritevoli di attenzione e critica.

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