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CINEMA E MUSICA

Adriano Angelini Sut

I B side dei Pet Shop Boys sono belli come gli hit singles, nel nuovo album 'Format'

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No, non siamo negli anni'80 giuro. Anche se sembra. Eppure questa chicca raffinatissima viene proprio da lì. Dopo lo splendido, almeno a mio parere, Yes, del 2009, i Pet Shop Boys sfornano un album con i migliori B Side dei singoli di grande successo che hanno caratterizzato la loro carriera dal 1996 al 2009, Format. L'album è il secondo del genere fatto uscire dal duo britannico, il primo fu Alternative, che racchiudeva i B side dei singoli usciti fra il 1984 e il 1995.

Davvero si rimane a bocca aperta nell'ascoltare questi 38 pezzi, racchiusi in due CD. Soprattutto parlare di tutti e 38 è impossibile. Tutto ciò che pensavate del gruppo di Neil Tennant e Chris Lowe viene qui confermato e anzi di più. La loro eleganza, la loro inossidabile sensibilità per la costruzione di melodie impeccabili, il Burt Bacharach touch, la sfrontatezza delle tematiche affrontate con una leggerezza da Classifica. Da segnalare ci sono la sontuosa "Blue on blue", un brano dance scatenato e degno del miglior periodo di "West End Girls", la pacata e dolcissima "Silver Age", la briosa e tutta soul "Confidential" (sotto titolo Demo for Tina Turner, era un pezzo scritto per lei?).

Da non sottovalutare i due pezzi di apertura del primo CD, "The Truck Driver and his Mate" e "Hit and Miss" (quest'ultima una splendida ballata pop con la voce di Neil che troneggia con la sua ariosità adamantina), entrambe B side tratti dal periodo degli album Bilingual, Beside e Nightlife. Triste amara "The Boy Who Couldn't Keep his Clothes on", in cui Chris Lowe parla dei soliti tristi modaioli che frequentano le discoteche e poi l'esotica "Betrayed" retaggio del periodo in cui il duo subiva influenze latine e brasiliane.

Nella seconda parte, troviamo i B Side legati agli ultimi due album, Fundamental e Yes, appunto. Buona parte della critica li ha stroncati, io che sono un fan per niente. E i B side rispecchiano, a mio avviso, la loro diversa creatività, forse meno originale e di sicuro impatto ma alla lunga più introversa e riflessiva e ugualmente accattivante. Come "Always", una dolcissima ballata nel classico stile synth-pop del duo, o come "Nightlife", che rifà il verso a certa dance anni'70 alla Sheila & B Devotion. Oppure come "Friendly Fire", con la voce di Neil che accompagna il piano solo con studiata intensità soul. O come "Trasparent" che incalza un po' sincopata e rimanda all'ultimo periodo, appunto, forse un'elettronica un po' più fredda ma a mio avviso, a prolungati ascolti, che ha molto da dire. Oppure, e infine, con "In Private", forse, insieme a "No Time for Tears", il pezzo migliore del secondo CD, con il bel ritornello e il duetto con Elton John che ci riporta di forza ai tempi di "Go West". Insomma i fan del gruppo saranno esaltati secondo me da un album del genere, a conferma di una loro assoluta ricchezza produttiva e totale dedizione al genere e alla costruzione di grandissimi pezzi pop. Per gli altri, qualcuno forse storcerà il naso, come sempre, di fronte ai paladini del disimpegno paninaro che non demordono.



Pet Shop Boys

Format

Parlophone 2012





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