RECENSIONI
Louis-Ferdinand Celine
Londra
Adelphi, Ottavio Fatica, Pag.504 Euro 25.00
E, nonostante una ricca introduzione a questa edizione di Régis Tettamanzi, ci si ritrova a fare la ‘festa’ allo scrittore francese. Della serie: sappiamo che sei tra gli scrittori del novecento tra i più apprezzati dal mondo intellettuale, sappiamo che non hai lasciato nulla al caso per farti ricordare… ma certe quisquiglie bisogna ricordarle, anche se di questi tempi se lo fa qualcuno ‘ignoto’ cade nel tranello del ‘politically correct’, ma se lo fa un mostro d’ingegno lo si accetta perché il mondo è fatto anche di questi.
Eppure qualcosa di nuovo brilla in questo testo. Se da una parte Celine si scaglia contro l’emblema stesso della società borghese (tanto per dirne una, colta qua e là)… La famiglia è uno stupro che continua, guerra o non guerra… dall’altro, in un episodio in cui sostituisce un dottore nel visitare un bambino, dice… Avevo la fede… mi sentivo la fede, come se le medicine gliele avessi prescritte io stesso. Dà una gioia che non ci si può credere la vita che è dato riaccendere lungo il cammino, specie se si tratta di un bambino penso, degli altri non ti fidi.
Tutto il resto è la solita combriccola di prostitute e di prosseneti, di ballerine e di magnaccia, di omosessuali e di ricettatori conditi col solito linguaggio di strada, reso affascinante dallo stile d Celine.
C’è ancora qualcosa da dire: naturalmente un libro di cinquecento pagine non può essere ridotto alla solita combriccola, ci sono per esempio molti personaggi che rientrano in altri romanzi, come il medico (quello che Celine sostituisce nell’episodio del bambino) che nelle opere dello scrittore compare tre o quattro volte con nomi diversi, oppure la prostituta Angèle che compare in questo romanzo e anche in Guerra (il precedente) e molte altre ‘sostituzioni’.
Tocca allo studioso celiniano mettere ordine (ma ce n’è bisogno?) a siffatto materiale. Tutti gli altri, compreso noi ‘poveri’ lettori, il compito di giudicare letterariamente Celine. E dargli pure uno voto. Stavolta sette più. O forse qualcosa di meglio.
di Alfredo Ronci
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Lettere a Marie Canavaggia
Archinto, Pag. 170 Euro 17.00Marie Canavaggia è stata la segretaria di Louis-Ferdinand Céline. Di più, un essere umano di cui poteva fidarsi. Il che, trattandosi dell'autore del Viaggio al termine della notte, non è un dato pacifico. Non era un uomo pacifico, Céline. Certamente, non pacificato. E queste Lettere a Marie Canavaggia, Archinto (bella, elegante confezione), lo confermano. Che della Canavaggia il grande scrittore francese si fidasse ben oltre le questioni di lavoro, lo testimoniano queste lettere scelte che coprono quasi trent'anni.

Guerra
Adelphi, Pag. 154 Euro 18.00Vorrei proprio non dirlo ma… ci voleva quel gran letterato di Saviano a suggerirci che Céline va letto, che non ha importanza se ha scritto cose truci sugli ebrei, che è considerato comunque scandaloso e che un grande scrittore non si giudica su dettagli, ma sull’intera opera.
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