RECENSIONI
Emmi Itaranta
La memoria dell’acqua
Frassinelli, Pag. 280 Euro 16.00
C’era l’oro nero che comandava il mondo (c’è ancora, a dire il vero). All’orizzonte, sempre più vicino, c’è però un altro oro - l’oro blu, l’acqua - il cui possesso significherà governare la vita prossima futura. Ecco, se volessimo riassumere La memoria dell’acqua, romanzo di Emmi Itaranta, potremmo utilizzare queste poche parole.
Il romanzo è uscito in Italia nel 2023, ma noi lo abbiamo recuperato solo ora, dopo aver visto il film che da questo è stato tratto (lo trovate sulle piattaforme). Vale la pena leggere La memoria dell’acqua perché Itaranta ci porta dentro un mondo che a ben vedere potrebbe essere il nostro tra non molto. La storia narra l’adolescenza di Noria, che sta studiando per diventare maestra del tè, come suo padre. Sono loro, i maestri del tè, che conservano la memoria (segreta) delle fonti dell’acqua, un bene sempre più scarso in un mondo bruciato dal sole.
“L’acqua è, di tutti gli elementi, il più mutevole”. Questo dice suo padre a Noria il giorno che la conduce per la prima volta alla scoperta di una sorgente, “un posto che non esiste”. Il segreto di queste sorgenti viene perciò tramandato da generazione in generazione.
Siamo perciò in un bell’intreccio distopico che mette a nudo una delle grandi paure della nostra modernità, un mondo dominato dal regime del Nuovo Qian che si estende anche in Scandinavia.
Vale la pena leggerlo, per riflettere su un elemento che diamo per scontato, ma che tanto scontato ormai non è più. “(…) l’acqua ha una coscienza, (…) capisce i movimenti del mondo”.
di Marco Minicangeli
Il romanzo è uscito in Italia nel 2023, ma noi lo abbiamo recuperato solo ora, dopo aver visto il film che da questo è stato tratto (lo trovate sulle piattaforme). Vale la pena leggere La memoria dell’acqua perché Itaranta ci porta dentro un mondo che a ben vedere potrebbe essere il nostro tra non molto. La storia narra l’adolescenza di Noria, che sta studiando per diventare maestra del tè, come suo padre. Sono loro, i maestri del tè, che conservano la memoria (segreta) delle fonti dell’acqua, un bene sempre più scarso in un mondo bruciato dal sole.
“L’acqua è, di tutti gli elementi, il più mutevole”. Questo dice suo padre a Noria il giorno che la conduce per la prima volta alla scoperta di una sorgente, “un posto che non esiste”. Il segreto di queste sorgenti viene perciò tramandato da generazione in generazione.
Siamo perciò in un bell’intreccio distopico che mette a nudo una delle grandi paure della nostra modernità, un mondo dominato dal regime del Nuovo Qian che si estende anche in Scandinavia.
Vale la pena leggerlo, per riflettere su un elemento che diamo per scontato, ma che tanto scontato ormai non è più. “(…) l’acqua ha una coscienza, (…) capisce i movimenti del mondo”.
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