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ATTUALITA'

Eleonora del Poggio

Il poliziesco: “La fine è nota” di Geoffrey Holiday Hall (2).

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Non abbiamo fatto in tempo ad inaugurare una nuova rubrica e già qualcuno ci ha scritto e ci ha detto: perché avete messo la “dicitura” poliziesco e non per esempio “giallo” o meglio ancora, come direbbero i francesi, “Noir”?
Innanzitutto il termine giallo lo abbiamo indicato subito dopo il nostro pezzo dedicato a De Angelis, anche se poi “giallo” è un genere inventato da noi (i francesi, con i libri della Serie Noir, avevano invece indicato il nero), poi perché sempre il genere è talmente vario e vasto che una sola indicazione ci sembrava francamente ‘ipocrita’. Se proprio vogliamo dare una specifica meno grossolana potremmo indicare il termine: investigazioni. Che sembra non del tutto inappropriato e ci esenta da imperfezioni di vario tipo.
Però per il momento lasciamo il ‘poliziesco’ e andiamo avanti, tanto ci sarà sempre qualche lettore che avrà da ridire (o da ridirci).
Comunque il termine investigazioni potrebbe andare benissimo per il libro che abbiamo scelto per questo secondo appuntamento: La fine è nota di Geoffrey Holiday Hall. Perché sarebbe giustificato quel termine? La risposta è presto detta: perché alla base del racconto non c’è un delitto da risolvere ma solo un’indagine da seguire sul perché un uomo si sia suicidato dopo aver chiesto assistenza ad un altro uomo che a sua volta non conosceva affatto la persona che poi ha deciso di mettere fine alla sua vita.
Geoffrey Holiday Hall è tuttora uno sconosciuto. E quello che in qualche modo ha risvegliato l’attenzione su di lui, è cioè il grande Leonardo Sciascia, non è riuscito a risolvere l’annosa questione, nemmeno dopo la pubblicazione del suo secondo, e ultimo, giallo Qualcuno alla porta.
Diceva Sciascia: Riletto dopo trentasette anni, ancora mi pare valga la pena. E così è parso a Elvira Sellerio, che si è imbattuta a leggerlo ricevendone impressione non diversa dalla mia. Solo che non si è riusciti a saperne di più, su G. Holiday Hall. Si tratta di uno scrittore ben noto sotto altro nome che si è dato a quella vacanza (il nome lo fa sospettare)? Di un giovane scrittore che ha azzeccato quel primo libro e altri non ha saputo scriverne? Un piccolo mistero che sarebbe divertente risolvere.
Ora, ai tempi nostri, qualcosina in più si è saputo (lo abbiamo detto, esiste anche un altro suo romanzo a suo nome, pubblicato in Italia sempre da Sellerio), certo però che il fascino e il mistero su Hall rimangono.
La fine è nota (inizialmente, quando Sciascia venne a conoscenza del romanzo, s’intitolava, mondadorialmente La morte alla finestra) tratta di un’investigazione di un commerciante sulla morte di un uomo che prima di uccidersi aveva chiesto, senza essere conosciuto, di lui.
Questa ricerca porterà l’uomo a confrontarsi con quelle poche persone che avevano conosciuto il suicida durante la sua breve vita. Da Jessie Dermond, detta la matta, a il Più Grande Cervello Del Mondo, giocatore di scacchi, a Helen Marr.
Ma la soluzione del problema avviene dopo quando, e qui Hall conosce alla perfezione i meccanismi del giallo, anche se il suo romanzo a volte ha poco del giallo classico, l’individuo meno sospettato è in realtà il responsabile. Tutto qua.
Non aggiungo altro per non togliere al lettore la ‘bellezza’ della conclusione. Ordinate il libro su qualche sito, non ve ne pentirete.


Geoffrey Holiday Hall
La fine è nota
Sellerio



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