CLASSICI
Marco Minicangeli
Il libro è dell'80 ma sembra scritto ora: Walter Tevis "Solo il mimo canta al limitar del bosco".

Insomma, iniziamo dalla fine. Robin Spofforth, un androide, “il più bel giocattolo dell’umanità”, ha un unico desiderio: quello di morire. Sì, perché Spofforth è un serie nove, ed è condannato alla vita, all’immortalità. Deve vivere finché sulla Terra ci saranno umani, dato che lui è una sorta di controllore.
Solo il mimo canta al limitare del bosco (tit. or. Mockingbird) è una distopia fantastica nella quale è fondamentale immergersi, perché sono tante le sollecitazioni che ci propone. Tre personaggi: Spofforth, il professore Bentley e Mary Lou. Li seguiremo nella loro evoluzione, ognuno con i suoi tormenti e le sue speranze. Dell’androide vi abbiamo detto, anche se dovremmo aggiungere un altro aspetto. Non può uccidersi, è vero, ma non è solo questo che lo angoscia: a rendergli dura la sua esistenza c’è anche il fatto che non ha sesso e per questo non può procreare. Paul Bentley invece e un umano “inquieto e sofferente”, come dice la prefazione di Goffredo Fofi, un bellissimo articolo che è stato omesso nelle edizioni successive. Ha scoperto per puro caso i libri e non senza difficoltà ha imparato a leggere. Per finire Mary Lou “intelligente, volitiva e anarcoide”, un’emarginata che non assume sostanze stupefacenti (come fa tutta l’umanità) per poter tenere vigile lo sguardo.
Alternando capitolo dopo capitolo i tre personaggi, facendoli interagire tra loro, Tevis ci propone una società ormai in disfacimento. L’umanità è sollevata dalla fatica del lavoro e dalle decisioni. Molto bella a riguardo è la scena del Tribunale che condannerà alla prigione Bentley, dove ci sono giudice e cancellieri (artificiali, serie quattro) in stand-by “tutti ricoperti di una polvere giallastra”.
Psicofarmaci, dipendenze di ogni tipo, calo delle nascite, abolizione della famiglia. Siamo nel 1980 quando il romanzo viene pubblicato, ma sembra che Tevis ci abbia visto lungo. Da leggere. Assolutamente.
L'edizione da noi considerata è:
Walter Tevis
Solo il mino canta al limitar del bosco
Editrice Nord
Solo il mimo canta al limitare del bosco (tit. or. Mockingbird) è una distopia fantastica nella quale è fondamentale immergersi, perché sono tante le sollecitazioni che ci propone. Tre personaggi: Spofforth, il professore Bentley e Mary Lou. Li seguiremo nella loro evoluzione, ognuno con i suoi tormenti e le sue speranze. Dell’androide vi abbiamo detto, anche se dovremmo aggiungere un altro aspetto. Non può uccidersi, è vero, ma non è solo questo che lo angoscia: a rendergli dura la sua esistenza c’è anche il fatto che non ha sesso e per questo non può procreare. Paul Bentley invece e un umano “inquieto e sofferente”, come dice la prefazione di Goffredo Fofi, un bellissimo articolo che è stato omesso nelle edizioni successive. Ha scoperto per puro caso i libri e non senza difficoltà ha imparato a leggere. Per finire Mary Lou “intelligente, volitiva e anarcoide”, un’emarginata che non assume sostanze stupefacenti (come fa tutta l’umanità) per poter tenere vigile lo sguardo.
Alternando capitolo dopo capitolo i tre personaggi, facendoli interagire tra loro, Tevis ci propone una società ormai in disfacimento. L’umanità è sollevata dalla fatica del lavoro e dalle decisioni. Molto bella a riguardo è la scena del Tribunale che condannerà alla prigione Bentley, dove ci sono giudice e cancellieri (artificiali, serie quattro) in stand-by “tutti ricoperti di una polvere giallastra”.
Psicofarmaci, dipendenze di ogni tipo, calo delle nascite, abolizione della famiglia. Siamo nel 1980 quando il romanzo viene pubblicato, ma sembra che Tevis ci abbia visto lungo. Da leggere. Assolutamente.
L'edizione da noi considerata è:
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