RECENSIONI
Kazuo Ishiguro
Klara e il sole
Einaudi, traduzione di Susanna Basso, pag. 269 Euro 19,50
Non avevo letto ancora niente di Kazuo Ishiguro e me ne pento tantissimo. Questo è un libro bellissimo, originale, spiazzante.
Scritto in prima persona da un’androide di nome Klara, con un linguaggio semplice e pulito, davvero poetico.
Siamo in una società post-moderna, non tanto lontana da quella che si prospetta per noi tra non molti anni: gli androidi di varie generazioni hanno sostituito le persone nell’accudimento dei ragazzini; ci sono grandi magazzini che espongono questi prodotti e via via che le famiglie li gradiscono e ne fanno conoscenza, li acquistano e se li portano a casa per gestire la vita domestica.
L’originalità del libo, oltre al fatto che tutto viene visto attraverso lo sguardo di un non-esssere umano, è che appare subito per un romanzo di formazione, con la novità però che non è un adolescente a formarsi, ma l’androide.
Klara è innocente, sempre gentile: non accumula solo informazioni, esprime giudizi. Forse più dotata di tanti altri, forse è riuscita meglio, ha delle capacità intuitive oltre la media che altri robot non hanno, però è bello lo sforzo che lei comunque fa per imparare dagli umani il loro modo di essere e di amare.
Quando conosce Josie, una ragazzina malata che non sembra avere un gran futuro, lei l’aspetta. Aspetta che venga a sceglierla. Furbescamente, addirittura finge scarse qualità con eventuali compratori, tanto da far insospettire la direttrice del negozio. Alla fine la vince e la famiglia di Josie la prende con sé. Per lei non sarà un percorso facile, tutt’altro. Difficoltà motorie e di comprensione la ostacoleranno, ma Klara come tutti gli androidi ha piena fiducia nel sole. Loro adorano il sole, lo venerano come un Dio. Dà loro la forza e compie miracoli. E proprio di un miracolo va in cerca Klara per tutta la durata del libro.
Col passare dei giorni, oltre ad apprendere sempre di più le debolezze e le aspettative di noi umani, Klara capisce che c’è un disegno per cui lei è stata scelta; un progetto che non intendo svelare.
Dico solo che gli adulti umani sanno essere molto ambigui in questo libro; gli adolescenti invece sono fragili ma hanno il carattere che si va formando.
Gli androidi, infine, anzi l’androide Klara, ci fa invece innamorare di nuovo della vita e delle sue opportunità.
Il finale, neanche a dirlo, è poetico e struggente.
Insomma un gran bravo all’autore, se mai ci fosse stato il bisogno di ribadirne la grandezza.
di Massimo Grisafi
Scritto in prima persona da un’androide di nome Klara, con un linguaggio semplice e pulito, davvero poetico.
Siamo in una società post-moderna, non tanto lontana da quella che si prospetta per noi tra non molti anni: gli androidi di varie generazioni hanno sostituito le persone nell’accudimento dei ragazzini; ci sono grandi magazzini che espongono questi prodotti e via via che le famiglie li gradiscono e ne fanno conoscenza, li acquistano e se li portano a casa per gestire la vita domestica.
L’originalità del libo, oltre al fatto che tutto viene visto attraverso lo sguardo di un non-esssere umano, è che appare subito per un romanzo di formazione, con la novità però che non è un adolescente a formarsi, ma l’androide.
Klara è innocente, sempre gentile: non accumula solo informazioni, esprime giudizi. Forse più dotata di tanti altri, forse è riuscita meglio, ha delle capacità intuitive oltre la media che altri robot non hanno, però è bello lo sforzo che lei comunque fa per imparare dagli umani il loro modo di essere e di amare.
Quando conosce Josie, una ragazzina malata che non sembra avere un gran futuro, lei l’aspetta. Aspetta che venga a sceglierla. Furbescamente, addirittura finge scarse qualità con eventuali compratori, tanto da far insospettire la direttrice del negozio. Alla fine la vince e la famiglia di Josie la prende con sé. Per lei non sarà un percorso facile, tutt’altro. Difficoltà motorie e di comprensione la ostacoleranno, ma Klara come tutti gli androidi ha piena fiducia nel sole. Loro adorano il sole, lo venerano come un Dio. Dà loro la forza e compie miracoli. E proprio di un miracolo va in cerca Klara per tutta la durata del libro.
Col passare dei giorni, oltre ad apprendere sempre di più le debolezze e le aspettative di noi umani, Klara capisce che c’è un disegno per cui lei è stata scelta; un progetto che non intendo svelare.
Dico solo che gli adulti umani sanno essere molto ambigui in questo libro; gli adolescenti invece sono fragili ma hanno il carattere che si va formando.
Gli androidi, infine, anzi l’androide Klara, ci fa invece innamorare di nuovo della vita e delle sue opportunità.
Il finale, neanche a dirlo, è poetico e struggente.
Insomma un gran bravo all’autore, se mai ci fosse stato il bisogno di ribadirne la grandezza.
di Massimo Grisafi
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