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CLASSICI

Alfredo Ronci

Letteratura come mare: “Il gabbiano azzurro” di Raffaello Brignetti.

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Scriveva su Brignetti il critico Bàrberi Squarotti tempo fa: Un margine di mistificazione è pure presente nella letteratura di Raffaello Brignetti, per il carattere alquanto discontinuo dei suoi testi: un inizio “marinaro” (Morte per acqua” 1952), con racconti di cupa tensione dominati dalla fatalità e tesi verso la catastrofe, macchinosi, costruiti con calcolati congegni di minaccia, di morte, di tragedia…
Bàrberi Squarotti quando scrisse questi appunti (primi anni sessanta) non poteva conoscere ancora Il gabbiano azzurro (1967) e ancor meno La spiaggia d’oro, premio Strega nel 1974, ma i risultati della sua analisi sono gli stessi di altri critici venuti dopo, e anche della nostra personale indagine.
Innanzi tutto il carattere discontinuo dei suoi testi (che non vuol dire assolutamente ‘opposizione’) ma ancora di più presente il carattere “marinaro” della sua letteratura tanto che più di qualche studioso, giustamente, si è chiesto se il mare non rappresenti più una situazione fisica che piuttosto simbolica.
Dicevamo di lui a proposito de La spiaggia d’oro: Brignetti è considerato da tutti autore di mare, quella genia tutta presa dal vorticoso abbandono nell’acqua e che giustamente in Italia ha devoti seguaci per via di preziosi menestrelli (qualcuno di noi ha mai letto i romanzi di Vittorio Rossi?). e l’elemento torna ossessivo nelle sue storie.
E ovviamente il mare torna veramente ossessivo ne Il gabbiano azzurro. Ci sarebbe anche da dire quanto anche la struttura non proprio lineare del suo stile (ma in alcuni casi veramente efficace) gli sia stata poi riconosciuto (lo dicevamo a proposito del premio Strega). Dunque sì, Brignetti ha un rapporto diretto, quasi lacerante (racconti tesi verso la catastrofe, come avrebbe detto Squarotti) con le acque e dove la persona, meglio ancora i protagonisti delle storie, sembrano avere un prudente spazio secondario.
Il gabbiano azzurro (che è un’antologia di racconti) inizia così: Trapassava torpide onde; il sonno della notte sembrava rimasto nel mare, lui filava, con nuoto uniforme, correndo distanze calcolate sotto la superficie, nel giorno incominciato. Spuntava, respirava e subito il dorso appariva e spariva dietro il muso, brillava un guizzo di cosa: il delfino andava, la lunghezza sott’acqua era uguale.
Indubbiamente lo stile narrativo che predilige Brignetti non è commerciale, e già da queste primissime note ci si accorge di quanto anche l’aspetto poetico sia fondamentale nella stesura definitiva del testo (deriva forse dalla ‘scuola’ Ungaretti?).
Ma il suo stile predilige anche la precisione ‘millimetrica’ del percorso marinaro. Eccone un esempio: C’è un occhio di metallo, in cima; dire coffa e dire vele è dire antico: gli alberi sono stati mozzati, questa è storia. L’occhio lancia in un raggio orizzontale di lunghezza data dalla relazione 2,04 I^e, dove e rappresenta la sua altezza dal piano marino, la serie di impulsi che gli vengono vestiti da un qualsiasi ostacolo e restituiti secondo la relazione V=300000 km/sec mantenuta in andata e ritorno. Due relazioni matematiche e uno strumento: la nave ha a bordo lo spazio in uno specchio.
E’ chiaro che se fosse tutto così qualsiasi lettore troverebbe delle difficoltà oggettive: eppure nella prosa di Brignetti queste ‘pause’ tecniche non guastano l’attenzione del proseguo. Ne è riprova il racconto Altri equipaggi, da cui è stato tratto il brano. Quattro contesti differenti, in quattro differenti situazioni ‘geografiche’, arricchiscono il testo, con l’unico accorgimento che dialoghi e condizioni diverse non s’interrompono e si succedono, ma sono talmente uniti che a volte è difficile stabilire con esattezza la centralità del racconto.
Lo ripetiamo: Brignetti rappresenta qualcosa di unico. Certo il mare, certo la situazione in cui la vita nell’acqua è simile, se non superiore, a quella della terra, sono frangenti indissolubili, ma oltre c’è lo stile e il marcato senso dell’enigma.




L’edizione da noi considerata è:

Raffaello Brignetti
Il gabbiano azzurro
Einaudi



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