Tasti di scelta rapida del sito: Menu principale | Corpo della pagina

Il Paradiso degli Orchi
Home » I Classici

Pagina dei contenuti


I Classici

immagine
Alfredo Ronci

Le “mollezze” di un misogino: “La desinenza in A” di Carlo Dossi.

Certo la vita del Dossi fu quanto meno intensa, tanto che, al di là dei suoi innumerevoli meriti letterari (forse meglio dire linguistici), alla fine ci si chiede se non sia stata maggiormente rappresentativa la sua attività politica che non quella letteraria.

immagine
Alffredo Ronci

Un romanzo “complicato”: “Memorie di un presbiterio” di Emilio Praga e Roberto Sacchetti.

Romanzo che viene solitamente attribuito a Emilio Praga ma che in realtà, per la morte di costui, è stato terminato da Roberto Sacchetti. E fin qui, nonostante certa noncuranza di alcuni editori, nulla di male. In realtà però il male c’è (relativamente, ovvio).

immagine
Alfredo Ronci

Una “Procedura” molto gialla: il libro di Salvatore Mannuzzu.

Non me ne voglia il pregiatissimo scrittore, nonché deputato eletto come indipendente nelle liste del PCI, Salvatore Mannuzzu, ma del suo libro bisognava iniziare con un indizio che poi indicasse la strada esatta del percorso.

immagine
Alfredo Ronci

Un libro da portare a scuola: “L’elefante verde” di Giorgio e Nicola Pressburger.

Ogni tanto bisogna dire le cose come stanno (al di là delle commemorazioni): che il libro che andiamo trattando sarebbe consigliabile la lettura nelle scuole.

immagine
Alfredo Ronci

Dimentichiamoci Trieste: “Il castello dei desideri” di Silvio Benco.

Forse avrete notato che quando si parla di autori che, nel corso degli anni, hanno perduto, come si dice, mordente nella presa di coscienza di lettori più o meno attenti, le loro opere risultano quasi sempre introvabili

immagine
Alfredo Ronci

Una scrittrice forse incompresa: “Ieri” di Delia Benco.

Inizio questo lavoro con un dubbio (del tutto lecito in verità): ma le scrittrici della nostra letteratura, quando non erano del tutto accettate, lo erano invece per una sorta di “ritrosia” personale, chiamiamola così invece di una definizione più corposa e “soddisfacente”?

immagine
Alfredo Ronci

Esempio di narrativa anacronistica? “I fuochi del Basento” di Raffaele Nigro.

Scriveva Walter Pedullà sul nostro autore: … Nigro è impegnato a dimostrare che l’avvenire è già presente in chi crede tanto nei propri ideali libertari ed egalitari da sacrificare per essi la propria vita.

immagine
Alfredo Ronci

Secondo l’insegnamento di Platone: “Retablo” di Vincenzo Consolo.

Come già detto in una precedente segnalazione, la Sellerio, in occasione dei suoi quarant'anni, ripropone una serie di testi che in qualche modo hanno rappresentato il biglietto da visita della sua attività

immagine
Tommaso Wurtz

La fantascienza italiana di oggi: “Il quinto principio” di Vittorio Catani.

Diceva Valerio Evangelisti, autore prematuramente scomparso: Il quinto principio è la pietra miliare della fantascienza italiana. L’opera più compiuta che la nostra SF abbia mai espresso.

immagine
Tommaso Wurtz

La fantascienza italiana che sopravvive: “L’estro lebbroso” di Franco Enna.

Ci sono due domande che mi frullano per il cervello per dare l’avvio a questo breve intervento letterario: ma la fantascienza italiana...

CERCA

NEWS

  • 21.06.2026
    Adelphi
    Robert Louis Stevenson - Il Master di Ballantrae.
  • 21.06.2026
    Einaudi
    Michele Mari - I convitati di pietra.
  • 21.06.2026
    Sellerio
    Seishi Yokomizo - Il detective Kindaichi e la filastrocca demoniaca.

RECENSIONI

CINEMA E MUSICA

RACCONTI

SEGUICI SU

facebookyoutube