I Classici

Una “Procedura” molto gialla: il libro di Salvatore Mannuzzu.
Non me ne voglia il pregiatissimo scrittore, nonché deputato eletto come indipendente nelle liste del PCI, Salvatore Mannuzzu, ma del suo libro bisognava iniziare con un indizio che poi indicasse la strada esatta del percorso.

Un libro da portare a scuola: “L’elefante verde” di Giorgio e Nicola Pressburger.
Ogni tanto bisogna dire le cose come stanno (al di là delle commemorazioni): che il libro che andiamo trattando sarebbe consigliabile la lettura nelle scuole.

Dimentichiamoci Trieste: “Il castello dei desideri” di Silvio Benco.
Forse avrete notato che quando si parla di autori che, nel corso degli anni, hanno perduto, come si dice, mordente nella presa di coscienza di lettori più o meno attenti, le loro opere risultano quasi sempre introvabili

Una scrittrice forse incompresa: “Ieri” di Delia Benco.
Inizio questo lavoro con un dubbio (del tutto lecito in verità): ma le scrittrici della nostra letteratura, quando non erano del tutto accettate, lo erano invece per una sorta di “ritrosia” personale, chiamiamola così invece di una definizione più corposa e “soddisfacente”?

Esempio di narrativa anacronistica? “I fuochi del Basento” di Raffaele Nigro.
Scriveva Walter Pedullà sul nostro autore: … Nigro è impegnato a dimostrare che l’avvenire è già presente in chi crede tanto nei propri ideali libertari ed egalitari da sacrificare per essi la propria vita.

Secondo l’insegnamento di Platone: “Retablo” di Vincenzo Consolo.
Come già detto in una precedente segnalazione, la Sellerio, in occasione dei suoi quarant'anni, ripropone una serie di testi che in qualche modo hanno rappresentato il biglietto da visita della sua attività

La fantascienza italiana di oggi: “Il quinto principio” di Vittorio Catani.
Diceva Valerio Evangelisti, autore prematuramente scomparso: Il quinto principio è la pietra miliare della fantascienza italiana. L’opera più compiuta che la nostra SF abbia mai espresso.

La fantascienza italiana che sopravvive: “L’estro lebbroso” di Franco Enna.
Ci sono due domande che mi frullano per il cervello per dare l’avvio a questo breve intervento letterario: ma la fantascienza italiana...

Negli anni nulla è cambiato: “La volpe e le camelie” di Ignazio Silone.
Torna, in questa rubrica, Ignazio Silone. I motivi sono molteplici, ma mi piace spiegare lo scrittore abruzzese con un concetto che già abbiamo incontrato in altre circostanze e che, nel bene e nel male, abbiamo cercato, in tutti modi e maniere, di risolverlo.

La maturità letteraria de “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia.
Non è facile parlare di Leonardo Sciascia, nemmeno quando sono passati quasi quarant’anni dalla sua morte.
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