Racconti

Dodici anni
M’è parso di sentire che ormai sono trascorsi dodici anni. Non ne sarei così sicuro. D’altra parte dentro di me il tempo scorre in una maniera tale che è difficile potersi raccapezzare. Da quel che sembra, fuori, fuori da qui, da me, sono passati tutti questi anni, davvero tanti.

La Casa
Nessuno si prende la briga di avvertirci. A quanto pare hanno indetto un qualche tipo di sciopero di categoria proprio il giorno della selezione. Terminata l’astensione al sevizio, l’informazione si perde tra i meandri delle procedure interne. Sta di fatto che fino al momento del colloquio finale rimaniamo all’oscuro di tutto; per dire, quando il telefono prende a squillare, Matilde è nel bel mezzo della lezione di disegno. L’intermediatore chiede dove diavolo siamo finiti. Tempo cinque minuti e dobbiamo essere dall’altra parte della città.

Rue de Belleville
A Parigi l’inverno è più freddo se nulla hai per scaldarti la pelle. A Parigi dicembre è gelido con i senza tetto. Gli artisti di strada questo sono in fondo. Senza tetto. Gente senza un tetto stabile che accolga la loro fatica.

Una settimana fortunata
Erano le cinque, Serena dormiva dandogli la schiena. Dopo essersi rigirato tutta la notte tra le lenzuola, Giancarlo decise di alzarsi. Se fosse passato in ricevitoria all’apertura, l’attesa sarebbe terminata prima.

Per l'ostinazione di un pesce
Quando giunsero sul posto, il suo corpo era gonfio come se qualcuno ci avesse soffiato dentro per un’ora buona, e immobile quanto un pezzo di legno lasciato galleggiare sul pelo dell’acqua, trasportato dalla corrente, si potrebbe dire.

Ania
Ania era una bambina dalla bellezza folgorante. Era venuta al mondo come un sospiro a rallegrare la vita dei genitori, per anni spenti in inutili tentativi d’allargare l’orizzonte della loro famiglia. Alfonso, attempato insegnante d’educazione musicale e Sandra, un tempo brillante mezzosoprano, entrambi discesi verso il declivio d’una grigia esistenza, avevano in un pomeriggio d’autunno risalito la china. Grazie a lei, la piccola Ania che, morbida come una candida nuvola bianca, s’era messa lì,

La tigre
Una sera di pioggia, dopo molto vagare, un viandante dalla pelle di ambra trova rifugio in una casa. Quando ne esce la mattina seguente, s’imbatte in una schiera di strani figuri in divisa, appoggiati ai fucili proprio dinnanzi all’uscio.

La scelta
«Non capita tutti i giorni uno Speciale Pelle Ambrata!», dice alla madre, mentre il banner pubblicitario Prossime Aperture lampeggia con insistenza sullo schermo del dispositivo, «Nel bel mezzo di febbraio, poi».

La nuvola
Questo vuole essere il breve resoconto degli straordinari fatti che mi sono occorsi nei primi giorni del lug giugno di quest'anno ----- 3 giugno Stamattina mi sono recato, come ogni giorno, a lavoro.

Un leggero sentore di pipì
Chi fosse passato di lì, ignaro, senza ombra di dubbio lo avrebbe scambiato per un groviglio di giornali appallottolati a caso chi sa da chi, chi sa quando, chi sa perché proprio in quel cantuccio sotto i portici.
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