Racconti

Io amo lei
E’ una mattina scostante: l’umido che conserva – ultimo lascito notturno di un febbraio romano casuale – mi aggredisce il viso e le mani, mi brucia gli occhi come fumo soffiato in faccia. Chiudo gli occhi.

Addio a Vermillion Sands
L'anno scorso ho letto tutti i racconti di JG Ballard, uno dei miei scrittori preferiti. I più belli sono quelli ambientati a Vermillion Sands, bizzarro universo parallelo. Qualche anno fa Ballard è morto. Ho pensato di fargli omaggio scrivendo un racconto alla sua maniera.
Non so se sia stato un privilegio o una disgrazia essere presente agli ultimi giorni di Vermillion Sands. Da tempo quella che una volta era la più prestigiosa località turistica si era trasformata in un decadente museo.

Il peggio è passato
Il dolore scorreva via tranquillo, ma la scorza dura, la parte consistente del male c'era ancora.
Fra 37 e 37.3 di febbre, si sa, non passa troppa differenza. Ogni 28 giorni, ogni periodo di lunazione; eppure le sue cose erano già venute. E allora cosa poteva essere quel sottile scampanio che pareva segarle la testa in due? Maria De Febbri non riusciva proprio a capire.

Ideoglassa
Alla morte di Lenin, si decise di conservarne l'adorata salma. Sulle prime, tuttavia, si vollero evitare i soliti metodi di tassidermia. Fu quindi indetto un concorso in tutta l'Unione per trovare un sistema nuovo e rivoluzionario di conservazione.

Bimbi Fluo
La prima volta che ne ho visto uno se ne stava, tutto infreddolito, in punta di piedi affacciato al davanzale; scalzo. Era notte, chiaramente; e il suo camice sottile svolazzava come la velina di un pan di zucchero al vento caldo, ammorbante.

Tutti i sassi che ho in mano
Il mare è tranquillo e liscio stamattina. Bambini giocano tra l'acqua e la spiaggia. La sabbia della spiaggia è finissima e bianca, il cielo è azzurro e le mamme richiamano i loro bambini perché stanno troppo in acqua. Dietro la spiaggia incominciano i monti.

Tentato omicidio
A mio padre piaceva la pasta, a mia madre il minestrone, per questo alla fine vidi la luce nel millenovecentosessantacinque.

E niente.
E niente. Negativo. C’ho mj fija a casa co cento de carica come il film my name is Tanino che c’aveva cento de febbre e io so negativo.

Addio per ora
Ho cinque anni. Sono sulla spiaggia, la mamma mi tiene per mano. Il cielo è quasi bianco. I miei piedi affondano nella sabbia

La rosa dallo stelo di cristallo
Tania era immobile sull’uscio di casa. Sulle spalle aveva uno zainetto rosa, quello che le aveva regalato la zia Lyudmila per l’ultimo compleanno, e teneva per un braccio Tommy...
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