RECENSIONI
Luigi De Pascalis
Il nido della fenice
La Lepre edizioni, Pag. 320 Euro 18,00
Diciamolo subito, Il nido della fenice è un romanzo disomogeneo, volutamente disomogeneo, e questo perché fonde (e a volte tenta di fondere) mondi e registri diversi: carabinieri e innalzamento delle acque dovuto al riscaldamento globale, vecchi playboy dall'aria vagamente dandy e umani "modificati", ingegneria generica e cucina siciliana. Insomma, un'impresa complicata quella in cui s'è gettato De Pascalis — sono d'accordo, voliamo alti anche se poi rischiamo di cadere — ma che alla fine sembra funzionare perché la storia scorre e si fa leggere.
Tutto ruota intorno all'acqua. Perché? A noi è tornato in mente Talete e l'arché; l'autore invece dice che è il simbolo della "strisciante disgregazione nazionale" ed ha anche una funzione bellica. Insomma è con l'acqua che l'uomo prossimo venturo dovrà fare i conti: l'innalzamento del livello marino (causa l'effetto serra) che modificherà la situazione geoeconomica del mondo, scardinando equilibri e rivoluzionando i rapporti di forza. Basti pensare che nel folle mondo de Il nido della fenice l'Italia è ormai ridotta ad una serie di arcipelaghi e si è spezzata in tre blocchi. Oppure notare, quasi con soddisfazione, che l'Africa è diventata l'unico continente in cui è possibile vivere in maniera decente e per questo meta di immigrazione. E' in un mondo del genere che galleggia New World, una piattaforma supertecnologica sterminata, una moderna Arca sulla quale vivono circa quarantamila fortunati — la upper class — che gestiscono i destini del mondo. La storia si svolge nel Mare Nostrum (Pantelleria) dove vive Saladino Rizzitano, carabiniere in pensione, che non volendo si troverà invischiato insieme al suo compagno Sandro Zac, in una vicenda che deciderà i destini del mondo e che avrà il suo epilogo sulla Rocca di Gibilterra, là dove una volta finiva il mondo. E' da lì che l'umanità dovrà rinascere. Una fenice, per l'appunto.
di Marco Minicangeli
Dello stesso autore

Il labirinto dei Sarra
La Lepre edizioni, Pag. 304 Euro 22,00Credo che qualcuno si arrabbierà se affermo che il Cristianesimo (soprattutto un certo tipo di Cristianesimo, per intenderci quello che ci viene illustrato in film come Agorà o La Papessa) è una delle più perfette macchine ammazza-fantasia che la mente dell'uomo abbia mai partorito. Si arrabbino pure, non fa niente: la mia è solo un'opinione e voi siete liberi di pensarla come volete. Io so solo che non appena noi ci liberiamo (e per "noi" intendo i poveri abitanti di questa martoriata nazione) di Cristi, Santi e Madonne varie, ne escono fuori dei racconti che te li leggi d'un fiato.

Il mantello di porpora
La Lepre Edizioni, Pag. 472 Euro 18,00La storia dell'Imperatore romano Flavio Claudio Giuliano, detto l'apostata, narrata da quello che in principio fu un suo schiavo, l'eunuco Evemero, che poi, nei giorni in cui 'il dominus' prese il potere, divenne uno dei suoi più fedeli consiglieri nonché segretario.
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