RECENSIONI
Deon Meyer
Icaro
edizioni e/o, Traduzione dall'inglese Nello Giugliano, Pag. 456 Euro 18,00
“Icaro è un’opera di invenzione. Nessun personaggio di questo libro è basato su o ispirato a persone realmente esistite. La trama, tuttavia, è almeno in parte una versione altamente romanzata di eventi che si presume ebbero luogo negli anni Novanta all’interno della KWN all’epoca una istituzione ancora semigovernativa. Per una questione di credibilità sono stato costretto ad assegnare ad alcuni miei personaggi dei “ruoli” specifici all’interno della cooperativa, ma desidero fare la massima chiarezza sul fatto che non c’è il minimo collegamento tra loro e il vero personale della KWN.
E bravo il signor Meyer!
Meyer è uno scrittore sudafricano (ma bianco) che da qualche anno a questa parte ha cominciato a pubblicare noir e che ha trovato un buon editore italiano (la e/o) che gli pubblica il pubblicabile. Il risultato? Al di là di certe differenze di lingua e di abitudine (ma proprio poche) quel che esce fuori è godibile è giustamente thriller. Nel senso che del thriller si rispettano tutti i percorsi e non c’è nulla che possa far pensare il contrario. E anche la serie dedicata a Bennie Griessel, al di là di certe sbandate alcoliste serve a dare all’autore il marchio di buona riuscita poliziesca. Quale autore rimarrebbe scomodo dopo aver speso parte del suo tempo libero a costruire un personaggio tetro (è una mia impressione) e scontroso? Praticamente nessuno.
In questo libro c’è un’inchiesta sull’omicidio di Ernst Richter, proprietario di un sito internet che incoraggia l’adulterio. Si scopre presto che lo stesso Richter, non estraneo all’esercizio di ricatti, non ha rispettato la privacy dei clienti e nella rete girano twitter che minacciano di svelare identità degli adulteri, creando scompiglio nei media. Parallelamente a questa indagine si svolge la storia torbida della famiglia del produttore di vini Francois du Toit. Le due storie presto avranno un legame.
Ecco dunque il noir. Tutto perfetto, tutto moderno (adatto anche agli untori di internet), tutto accattivante, ma che in realtà non si distacca molto da un ambiente che stenta e che difficilmente affascina e disturba.
Perché il noir deve disturbare. Altrimenti è cattiva abitudine.
Icaro è una cattiva abitudine (con i ma e con i se).
di Alfredo Ronci
E bravo il signor Meyer!
Meyer è uno scrittore sudafricano (ma bianco) che da qualche anno a questa parte ha cominciato a pubblicare noir e che ha trovato un buon editore italiano (la e/o) che gli pubblica il pubblicabile. Il risultato? Al di là di certe differenze di lingua e di abitudine (ma proprio poche) quel che esce fuori è godibile è giustamente thriller. Nel senso che del thriller si rispettano tutti i percorsi e non c’è nulla che possa far pensare il contrario. E anche la serie dedicata a Bennie Griessel, al di là di certe sbandate alcoliste serve a dare all’autore il marchio di buona riuscita poliziesca. Quale autore rimarrebbe scomodo dopo aver speso parte del suo tempo libero a costruire un personaggio tetro (è una mia impressione) e scontroso? Praticamente nessuno.
In questo libro c’è un’inchiesta sull’omicidio di Ernst Richter, proprietario di un sito internet che incoraggia l’adulterio. Si scopre presto che lo stesso Richter, non estraneo all’esercizio di ricatti, non ha rispettato la privacy dei clienti e nella rete girano twitter che minacciano di svelare identità degli adulteri, creando scompiglio nei media. Parallelamente a questa indagine si svolge la storia torbida della famiglia del produttore di vini Francois du Toit. Le due storie presto avranno un legame.
Ecco dunque il noir. Tutto perfetto, tutto moderno (adatto anche agli untori di internet), tutto accattivante, ma che in realtà non si distacca molto da un ambiente che stenta e che difficilmente affascina e disturba.
Perché il noir deve disturbare. Altrimenti è cattiva abitudine.
Icaro è una cattiva abitudine (con i ma e con i se).
di Alfredo Ronci
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