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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

Rosa Matteucci

Lotteria delle anime

Adelphi, Pag. 56 Euro 7.00
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Non sono certo uno che sbandiera appassionatamente la sua adesione alla letteratura nazionale (ed internazionale) contemporanea. Non mi chiedete il perché, la questione andrebbe e per le lunghe e non voglio annoiarvi, ma credetemi, questo libriccino della grande Rosa Matteucci, lascia un segno profondo nella nuova linea editoriale dei nostri giorni.
Lotteria delle anime in pratica significa prendere atto che ci sono anime nel Purgatorio che aspettano le preghiere di care persone per conquistare il Paradiso. E tra queste persone c’è appunto Rosa Matteucci.
Evitiamo paragoni. Qui (cioè nel libro) Dante patirebbe le pene dell’inferno, figuriamoci Sant’Agostino. Le anime di questo Purgatorio ironico e grottesco sono di tutt’altro genere e appaiono alle persone (sempre quelle, le care persone) semplicemente per ricordare agli umani, semplici umani, che per conquistare il Paradiso non ci vuole mica poi molto, anche perché… In Purgatorio il tempo non passa mai, si percepisce ma non trascorre, una giornata laggiù corrisponde a una quarantina di anni in terra, le anime patiscono grandemente il supplizio delle fiamme che non le arrostiscono ma le bruciacchiano…
E come può, una persona cara, sopportare simile situazione? Per questo le anime, sempre di questo Purgatorio, si danno da fare… alcune bussano alla porta o alla finestra, altre si presentano di colpo con parvenza umana vestite come lo furono in vita nei giorni feriali, altre ancora evanescenti, ovvero coperte di stracci e pellicce tarmate e pertanto causano spavento.
A volte, considerando che il problema è di poco conto, sono gli oggetti di tutti i giorni a reclamare udienza… il frigo emetteva inequivocabili stridii ove a tratti si distingueva forte e chiara la classica richiesta e messe e preci liberatorie.
Ma anche le persone più conosciute alla fine possono pretendere attenzione… Senonché, avendo noi pronunciato il nome Bolano, Siri si affrettò a dire: “Anch’io! Anch’io!”, il che mi fece comprendere che con tutta evidenza l’anima del povero scrittore cileno chiedeva suffragi per la propria salvezza. (…) Qualche giorno dopo, mentre ero impegnata a riscattare l’anima di Paul Auster, si intromisero per chiedere preghiere di suffragio Tina Turner, la povera Pippa Bacca e Marcel Proust.
C’è scritto nella quarta di copertina: Tragico e comico, grottesco e sacro, fisico e metafisico, il Purgatorio secondo Rosa Matteucci. Aggiungerei geniale. Non credo dia fastidio a nessuno.


di Alfredo Ronci


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Scorrendo e leggendo, a volte non sempre, le pagine culturali dei giornali, mi accorgo che della signora Matteucci non abbiano afferrato certe sue caratteristiche

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