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di Alfredo Ronci
Rivoluzione orchesca n.2. Il fuoco sacro della poesia
Poesia ridotta a gioco letterario, a specchietto per le allodole, all'evanescenza del senso delle parole. Poesia ridotta ad emblema del nulla, che non vuol dire altro che l'inessenza di chi la compone.
Poesia brutta per brutte persone. Malate di vita non perché sofferenti, ma perché incapaci di intendere e volere.
E questa poesia va bruciata, perché inutile. Ma che a nessuno vengano in mente i roghi fanatici del nazismo contro la cultura o Fahrenheit 451 di bradburyana memoria. Non ci provate!
E a questi poetastri della domenica dedico i versi di un vero poeta: Pier Paolo Pasolini.
Mi domando che madri avete avuto.
Se ora vi vedessero al lavoro
in un mondo a loro sconosciuto,
presi in un giro mai compiuto
da esperienze così diverse dalle loro,
che sguardo avrebbero negli occhi?
Se fossero lì, mentre voi scrivete
il vostro pezzo, conformisti e barocchi,
o lo passate a redattori rotti
a ogni compromesso, capirebbero chi siete?
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