RECENSIONI
Ivan Guerrerio
Splendido splendente
Xbook, Pag. 104 Euro 12,00
Sono l'autore di Moana e l'atletica del dilettante, uscito nel 1998 per MobyDick, coi risultati che tutti possono immaginare. La storia: personaggi vari, strani ed emotivamente instabili, un escort (masculo, contrariamente all'attuale moda delle mignotte che registrano incontri ed avvocati importanti che smentiscono) ed un pazzo scatenato che pensava di vedere Moana in giro per Roma e quindi ancora in vita.
Mi fa un orco losco (possibile una crasi? ...L'o(s)(r)co), o qualunque cosa essa sia?): non sarebbe il caso di resuscitare il romanzo viste le commemorazioni della porno diva a quindici anni dalla morte? Fa l'o(s)(r)co più giovane: ma da quando in qua si commemorano i quindicennali? O decennio o ventennio (di trista fama), no?
Giusto, quindici mi pare numero curioso ed inutile. Va di per sé che le manifestazioni commemorative sono annuali, (triennali?), quinquennali, decennali, venticinquennali e cinquantennali...
Comunque fatica sprecata: abbiamo beccato uno più furbo di noi. Che non solo ti fa uscire un romanzo 'moanesco' a cecio, ma sbaraglia la concorrenza agguerrita e si porta a casa il prestigioso premio Calvino.
Mi pare evidente che i sogni di resuscitare creaturine (il mio romanzo) ormai datate s'infrange contro la realtà più decisa e forzuta del concorrentismo letterario.
E di più: la mia storia 'moanesca' era inventata, nel senso che era (sembrava) logico, nonostante i misteri attorno alla morte della diva-porno, che quel che circolava per le strade di Roma non fosse la vera Pozzi. Ivan Guerrerio racconta la verità: i suoi effettivi rapporti (e scopate) con la creatrice del partito dell'amore.
Ne esce un libriccino svelto, accattivante (i giurati che gli hanno dato il 'palmares' così si sono espressi: tratteggiando uno scenario suggestivo degli anni '80, ritmato capitolo per capitolo dalla colonna sonora delle canzoni pop di quegli anni, l'autore propone in chiave inedita l'emblematica figura di Moana Pozzi, avvalendosi di una struttura narrativa e di un registro stilistico che riescono ad evocare con incisività e coerenza un personaggio dal disperato vitalismo... sarà), con una dose giusta di coinvolgimento e di cinismo, che non aggiunge però nulla al mito della donna che fece innamorare anche il potentissimo Craxi, che morì ricercato dalla giustizia e che ora il buon Uolter Veltroni santifica, vai a sapere perché.
Non divaghiamo: Splendido splendente è lettura sgarzolina, adatta persino in prossimità del mare con l'ombrellone aperto, nonostante parli di morte. Il personaggio principale, cioè l'istesso autore, attraversa tutte le fasi storico-ideologiche del nostro paese (dalla fase proletaria, allo yuppismo) con una nonchalance che però a volte ci appare costruita ad hoc, cioè: guarda come ti pennello alla perfezione un succedersi di eventi con me e la Moana sempre centrale. E in questo caso Guerrerio centra (anzi, come direbbe Casini, c'entra... per non parlare di altri suoi centri che qualche lettore allupato sicuramente gli ha invidiato). E anche noi orchi, in quanto giudizio, si sta nel centro, cioè nel mezzo.
di Alfredo Ronci
Mi fa un orco losco (possibile una crasi? ...L'o(s)(r)co), o qualunque cosa essa sia?): non sarebbe il caso di resuscitare il romanzo viste le commemorazioni della porno diva a quindici anni dalla morte? Fa l'o(s)(r)co più giovane: ma da quando in qua si commemorano i quindicennali? O decennio o ventennio (di trista fama), no?
Giusto, quindici mi pare numero curioso ed inutile. Va di per sé che le manifestazioni commemorative sono annuali, (triennali?), quinquennali, decennali, venticinquennali e cinquantennali...
Comunque fatica sprecata: abbiamo beccato uno più furbo di noi. Che non solo ti fa uscire un romanzo 'moanesco' a cecio, ma sbaraglia la concorrenza agguerrita e si porta a casa il prestigioso premio Calvino.
Mi pare evidente che i sogni di resuscitare creaturine (il mio romanzo) ormai datate s'infrange contro la realtà più decisa e forzuta del concorrentismo letterario.
E di più: la mia storia 'moanesca' era inventata, nel senso che era (sembrava) logico, nonostante i misteri attorno alla morte della diva-porno, che quel che circolava per le strade di Roma non fosse la vera Pozzi. Ivan Guerrerio racconta la verità: i suoi effettivi rapporti (e scopate) con la creatrice del partito dell'amore.
Ne esce un libriccino svelto, accattivante (i giurati che gli hanno dato il 'palmares' così si sono espressi: tratteggiando uno scenario suggestivo degli anni '80, ritmato capitolo per capitolo dalla colonna sonora delle canzoni pop di quegli anni, l'autore propone in chiave inedita l'emblematica figura di Moana Pozzi, avvalendosi di una struttura narrativa e di un registro stilistico che riescono ad evocare con incisività e coerenza un personaggio dal disperato vitalismo... sarà), con una dose giusta di coinvolgimento e di cinismo, che non aggiunge però nulla al mito della donna che fece innamorare anche il potentissimo Craxi, che morì ricercato dalla giustizia e che ora il buon Uolter Veltroni santifica, vai a sapere perché.
Non divaghiamo: Splendido splendente è lettura sgarzolina, adatta persino in prossimità del mare con l'ombrellone aperto, nonostante parli di morte. Il personaggio principale, cioè l'istesso autore, attraversa tutte le fasi storico-ideologiche del nostro paese (dalla fase proletaria, allo yuppismo) con una nonchalance che però a volte ci appare costruita ad hoc, cioè: guarda come ti pennello alla perfezione un succedersi di eventi con me e la Moana sempre centrale. E in questo caso Guerrerio centra (anzi, come direbbe Casini, c'entra... per non parlare di altri suoi centri che qualche lettore allupato sicuramente gli ha invidiato). E anche noi orchi, in quanto giudizio, si sta nel centro, cioè nel mezzo.
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