RECENSIONI
Alessandro Zannoni
Biondo 901
Gruppo Perdisa Editore, Pag.119 Euro 9,00
Domanda: cosa accomuna Rashomon di Akira Kurosawa, L'oltraggio di Martin Ritt e in parte Elephant di Gus Van Sant?
I cinefili probabilmente avranno già risposto, mentre ai meno "addentro" alle faccende cinemeatografiche suggeriamo subito: i diversi punti di vista.
Ma se nel primo e secondo caso le "diversità" scaturivano dalle dichiarazioni dei protagonisti, nel film di Van Sant il cambio prospettico è della macchina da presa che riprende lo stesso percorso ma "vissuto" dai diversi personaggi.
Ho citato queste tre opere, ma in realtà un meccanismo del genere è ben conosciuto sia nel cinema che nella letteratura, ma mi era necessario e quasi obbligatorio per introdurre un libriccino sfizioncello sfizioncello.
Un noir tanto per intenderci (ancora??? Dirà qualcuno. Calma, calma, inutile cianciare, tanto si sa come va il mercato. A questo punto prendiamoci il meglio che c'è, il resto lo lasciamo a chi letterariamente, non sa distinguere un culo da un mulo).
Un noir rapido, quasi fulmineo nella sua stringatezza, ma riuscito, sia per un linguaggio scattante, diversificato e "cinematografico", sia per una struttura " a ritorno" che perfeziona un meccanismo ben oliato.
Bando alle metafore. Quattro personaggi e quattro modi di vedere la stessa storia.
Giordano: un pacifico parrucchiere che all'improvviso si innamora di una cliente, una bionda (biondo 901 è una tonalità di colore e da qui il titolo) russa di affascinatissima bellezza, e che si ritrova in mezzo ad una storia più grande di lui.
Letvania: la bella russa (kazaka ad essere giustamente precisi) che è la donna "venduta" dal fratello al boss Lello Cimaduomo e che a sua volta si innamora di Giordano.
Doppiopetto: soprannome di una delle guardie del corpo del boss Cimaduomo che si innamora di Litvania e crede di essere da lei contraccambiato.
Fabio B.: l'amico puttaniere di Giordano che, suo malgrado, si ritrova a dover gestire una situazione al limite della sopravvivenza.
Alessandro Zannoni è abile anche nell'identificazione linguistica dei personaggi (mi ci gioco la testa, non ha frequentato corsi di scrittura creativa, troppo sottile e intelligente il suo modo di narrare): ognuno dei quattro parla secondo le proprie "condizioni" culturali. Giordano si esprime in un corretto italiano (che corrisponde alla capacità stilistica dell'autore), Letvania racconta di sé con uno slang che la costante presenza degli immigrati dell'est ci ha reso ormai familiare.
Doppiopetto usa espressioni mache e da fustigatore morale che lo inquadrano perfettamente nel ruolo di guardia del corpo senza scrupoli. Fabio B. sbaglia i congiuntivi e nella sua sorta di innocenza tardiva ricorda molto il Vito Catozzo del Faletti pre-milionidicopievendutedinoirdavveropocoitaliani.
Insomma, la scrittura di Zannoni è efficace e puntuale. Ai lettori il piacere di immergersi in una storia davvero nostrana.
di Alfredo Ronci
I cinefili probabilmente avranno già risposto, mentre ai meno "addentro" alle faccende cinemeatografiche suggeriamo subito: i diversi punti di vista.
Ma se nel primo e secondo caso le "diversità" scaturivano dalle dichiarazioni dei protagonisti, nel film di Van Sant il cambio prospettico è della macchina da presa che riprende lo stesso percorso ma "vissuto" dai diversi personaggi.
Ho citato queste tre opere, ma in realtà un meccanismo del genere è ben conosciuto sia nel cinema che nella letteratura, ma mi era necessario e quasi obbligatorio per introdurre un libriccino sfizioncello sfizioncello.
Un noir tanto per intenderci (ancora??? Dirà qualcuno. Calma, calma, inutile cianciare, tanto si sa come va il mercato. A questo punto prendiamoci il meglio che c'è, il resto lo lasciamo a chi letterariamente, non sa distinguere un culo da un mulo).
Un noir rapido, quasi fulmineo nella sua stringatezza, ma riuscito, sia per un linguaggio scattante, diversificato e "cinematografico", sia per una struttura " a ritorno" che perfeziona un meccanismo ben oliato.
Bando alle metafore. Quattro personaggi e quattro modi di vedere la stessa storia.
Giordano: un pacifico parrucchiere che all'improvviso si innamora di una cliente, una bionda (biondo 901 è una tonalità di colore e da qui il titolo) russa di affascinatissima bellezza, e che si ritrova in mezzo ad una storia più grande di lui.
Letvania: la bella russa (kazaka ad essere giustamente precisi) che è la donna "venduta" dal fratello al boss Lello Cimaduomo e che a sua volta si innamora di Giordano.
Doppiopetto: soprannome di una delle guardie del corpo del boss Cimaduomo che si innamora di Litvania e crede di essere da lei contraccambiato.
Fabio B.: l'amico puttaniere di Giordano che, suo malgrado, si ritrova a dover gestire una situazione al limite della sopravvivenza.
Alessandro Zannoni è abile anche nell'identificazione linguistica dei personaggi (mi ci gioco la testa, non ha frequentato corsi di scrittura creativa, troppo sottile e intelligente il suo modo di narrare): ognuno dei quattro parla secondo le proprie "condizioni" culturali. Giordano si esprime in un corretto italiano (che corrisponde alla capacità stilistica dell'autore), Letvania racconta di sé con uno slang che la costante presenza degli immigrati dell'est ci ha reso ormai familiare.
Doppiopetto usa espressioni mache e da fustigatore morale che lo inquadrano perfettamente nel ruolo di guardia del corpo senza scrupoli. Fabio B. sbaglia i congiuntivi e nella sua sorta di innocenza tardiva ricorda molto il Vito Catozzo del Faletti pre-milionidicopievendutedinoirdavveropocoitaliani.
Insomma, la scrittura di Zannoni è efficace e puntuale. Ai lettori il piacere di immergersi in una storia davvero nostrana.
di Alfredo Ronci
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Alessandro Zannoni
Imperfetto
Perdisapop, Pag. 183 Euro 14,00Chi ci segue sa cosa pensiamo del 'killeraggio seriale': probabilmente ha vissuto momenti migliori, ma è pur vero che se si vuole costruire una storia con una forte dose di 'appeal', noi crediamo che la catena di montaggio del delitto funzioni sempre.
Alessandro Zannoni non è nuovo tra le pagine del 'Paradiso degli orchi', lo avevamo segnalato qualche tempo fa dopo l'uscita di un suo libriccino (sempre Perdisapop) ed esattamente Biondo 901, che ci aveva convinto
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