RECENSIONI
Antonio Lopez Campillo – Juan Ignacio Ferreras
Corso accelerato di ateismo
Castelvecchi, Pag.76 Euro 5,00
Comincerei da un'affermazione a pag. 49: La nuova società sarà civile o non sarà società.
Mi sembra tanto lapalissiano e aggiungerei: la società è la società del diritto, se no andiamo a casa. Purtroppo, chi vive in Italia, sa che tra esternazioni "celoduriste" e proclami di superiorità religiosa dei teocon e isterie medievaleggianti, c'è il rischio che si torni a parlare dell'infallibilità del papa o della grandezza imperiale di Roma.
Di questi tempi poi accennare all'ateismo è come buttar pepe sul vetriolo: il successor di Ruini già sbraita come un ossesso, le frange catto-crociate del nazionalismo di destra (magari fossero le sole! C'è pure la deriva nazional-floreale!) eruttano fuochi dell'inferno. Per cosa poi? Per un concetto di famiglia che loro pretendono naturale e che in una società di diritto è uno schiaffo all'intelligenza, e visto che c'è chi lo subisce, anche un cazzo nel culo (sulle cui sofferenze però starei attento a far di tutt'erba un fascio).
Non è un caso che il libello in questione sia stato partorito da due studiosi spagnoli (fisico il primo, filosofo il secondo) subito dopo la decisione del governo Aznar (1996-2004, pace all'anima sua) di inserire l'insegnamento della religione nella scuola pubblica con tanto di voti e tutto ciò che ne consegue.
Ordunque: e noi che dovremmo fare e dire (e scrivere) se la laicità del nostro paese si riduce ad un cascame dell'ideologia al potere, asservita ancora e di più alle gerarchie porporate e secolari?
Io un'idea ce l'avrei, ma verrei messo ala gogna, così come fu giustiziato l'anarchico Schirru per aver avuto l'intenzione (solo quella) di uccidere Mussolini.
M'incazzo, ma mi adeguo e ripasso al libello.
Sulle cui tesi io stilerei un elenco a beneficio del lettore:
a)La fede ha avuto bisogno di una rivelazione, cioè di un'affermazione "scritta" della stessa per essere più credibile. Ma se bastasse la fede (ma non basta, come non basta una sola canzone – lo dice anche Ramazzotti – ma questa è tutt'altra storia), mi chiedo, e i due relatori si chiedono, non ci sarebbe bisogno di alcuna rivelazione.
b)L'ateismo è possibile solo credendo nell'esistenza di tutti gli dei. Ovviamente dal punto di vista storico. Come a dire che per essere atei e propositivi bisogna andare a braccetto con la Storia. Oppure andare a ripetizione.
c)Ogni volta che nel percorso dell'uomo è comparso un dio è perché l'uomo stesso presenta una serie di necessità. Prima fra tutti quella di appropriarsi della conoscenza dell'ignoto. Il contrario comporterebbe una società in preda al panico più assoluto.
d)Ogni creazione di dio è accompagnata dalla creazione di un'organizzazione, di una vera e propria struttura. Un dio da solo, per quanto i credenti dicano il contrario, non può stare. Purtroppo la nascita di una struttura organizzata religiosa spesso si è trovata in conflitto con quella statale.
e)Poiché la religione è stata creata in un preciso momento ed è basata su verità immutabili, non può evolvere allo stessa stregua della società e della realtà. Quindi il divenire di quest'ultime rendono atemporale (leggi: superate, anacronistiche) le teologie.
f)La morale, proclamata dalla religione, è esclusivista e totalizzante, ma poiché nasce con l'intento di migliorare il mondo si trasforma in breve in uno strumento di potere. E quando una religione difende la sua morale, in realtà difende il suo potere.
g)Gli atei devono riconoscere che senza gli dei non esisterebbe la civiltà, sempre dal punto di vista storico. In un modo non esclusivo, non esiste cultura che non sia fondata su idee religiose.
Concetti apparentemente "alti", per i quali molte teste hanno fatto fumo. Ma i due studiosi spagnoli li affrontano con spirito vagamente didattico e con terminologia semplice ed accattivante. Questo è un libriccino che andrebbe adottato nelle scuole (magari i prof. per non scatenare le ire dei benpensanti potrebbero accettare di buon grado il crocefisso che pende pericolosamente sulle loro teste). Certo, questo Corso accelerato di ateismo teorizza anche la scomparsa della religione: io me lo auguro, anche se sono meno ottimista a riguardo, ma se non dovesse accadere mi accontenterei della scomparsa di Mastella (scomparsa politica ovviamente... ça va sans dire!).
di Alfredo Ronci
Mi sembra tanto lapalissiano e aggiungerei: la società è la società del diritto, se no andiamo a casa. Purtroppo, chi vive in Italia, sa che tra esternazioni "celoduriste" e proclami di superiorità religiosa dei teocon e isterie medievaleggianti, c'è il rischio che si torni a parlare dell'infallibilità del papa o della grandezza imperiale di Roma.
Di questi tempi poi accennare all'ateismo è come buttar pepe sul vetriolo: il successor di Ruini già sbraita come un ossesso, le frange catto-crociate del nazionalismo di destra (magari fossero le sole! C'è pure la deriva nazional-floreale!) eruttano fuochi dell'inferno. Per cosa poi? Per un concetto di famiglia che loro pretendono naturale e che in una società di diritto è uno schiaffo all'intelligenza, e visto che c'è chi lo subisce, anche un cazzo nel culo (sulle cui sofferenze però starei attento a far di tutt'erba un fascio).
Non è un caso che il libello in questione sia stato partorito da due studiosi spagnoli (fisico il primo, filosofo il secondo) subito dopo la decisione del governo Aznar (1996-2004, pace all'anima sua) di inserire l'insegnamento della religione nella scuola pubblica con tanto di voti e tutto ciò che ne consegue.
Ordunque: e noi che dovremmo fare e dire (e scrivere) se la laicità del nostro paese si riduce ad un cascame dell'ideologia al potere, asservita ancora e di più alle gerarchie porporate e secolari?
Io un'idea ce l'avrei, ma verrei messo ala gogna, così come fu giustiziato l'anarchico Schirru per aver avuto l'intenzione (solo quella) di uccidere Mussolini.
M'incazzo, ma mi adeguo e ripasso al libello.
Sulle cui tesi io stilerei un elenco a beneficio del lettore:
a)La fede ha avuto bisogno di una rivelazione, cioè di un'affermazione "scritta" della stessa per essere più credibile. Ma se bastasse la fede (ma non basta, come non basta una sola canzone – lo dice anche Ramazzotti – ma questa è tutt'altra storia), mi chiedo, e i due relatori si chiedono, non ci sarebbe bisogno di alcuna rivelazione.
b)L'ateismo è possibile solo credendo nell'esistenza di tutti gli dei. Ovviamente dal punto di vista storico. Come a dire che per essere atei e propositivi bisogna andare a braccetto con la Storia. Oppure andare a ripetizione.
c)Ogni volta che nel percorso dell'uomo è comparso un dio è perché l'uomo stesso presenta una serie di necessità. Prima fra tutti quella di appropriarsi della conoscenza dell'ignoto. Il contrario comporterebbe una società in preda al panico più assoluto.
d)Ogni creazione di dio è accompagnata dalla creazione di un'organizzazione, di una vera e propria struttura. Un dio da solo, per quanto i credenti dicano il contrario, non può stare. Purtroppo la nascita di una struttura organizzata religiosa spesso si è trovata in conflitto con quella statale.
e)Poiché la religione è stata creata in un preciso momento ed è basata su verità immutabili, non può evolvere allo stessa stregua della società e della realtà. Quindi il divenire di quest'ultime rendono atemporale (leggi: superate, anacronistiche) le teologie.
f)La morale, proclamata dalla religione, è esclusivista e totalizzante, ma poiché nasce con l'intento di migliorare il mondo si trasforma in breve in uno strumento di potere. E quando una religione difende la sua morale, in realtà difende il suo potere.
g)Gli atei devono riconoscere che senza gli dei non esisterebbe la civiltà, sempre dal punto di vista storico. In un modo non esclusivo, non esiste cultura che non sia fondata su idee religiose.
Concetti apparentemente "alti", per i quali molte teste hanno fatto fumo. Ma i due studiosi spagnoli li affrontano con spirito vagamente didattico e con terminologia semplice ed accattivante. Questo è un libriccino che andrebbe adottato nelle scuole (magari i prof. per non scatenare le ire dei benpensanti potrebbero accettare di buon grado il crocefisso che pende pericolosamente sulle loro teste). Certo, questo Corso accelerato di ateismo teorizza anche la scomparsa della religione: io me lo auguro, anche se sono meno ottimista a riguardo, ma se non dovesse accadere mi accontenterei della scomparsa di Mastella (scomparsa politica ovviamente... ça va sans dire!).
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