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Il Paradiso degli Orchi
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RECENSIONI

Percival Everett

Il paese di Dio

Nutrimenti, Pag. 199 Euro 16,00
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Dove comincia il West? Per Percival Everett molto lontano dai luoghi comuni . Nutrimenti (che ha pubblicato tutti i romanzi dell'autore americano in Italia) regala la traduzione del romanzo parodistico del 1994 God's Country, Il paese di Dio.

Un vero western che vede protagonista Curt Mader, antieroe per eccellenza, con tutti i difetti che i bianchi dell'epoca (solo dell'epoca?) potevano avere: codardia, xenofobia, ingenuità bifolca, sessualità pronunciata e tante balle pronte ad essere servite alla prima occasione.

Tutto comincia molto semplicemente.

Il protagonista si ritrova ad assistere alla distruzione del suo ranch, al rapimento della moglie Sadie e all'uccisione del suo cane. Spettatore di questa devastazione da dietro una collina fuori dalla portata delle pistole ovviamente.

Cosa fare dunque? Andare in città a chiedere aiuto e a cercare anime compassionevoli, con la sola amara constatazione che a tutti dispiace per il cane e se ne sbattono del resto, a tutti piange il cuore per quel cane ammazzato da un freccia indiana fatta con piume di gallina. Bianchi che assalgono altri bianchi.

Senza pensarci troppo si imbarca alla ricerca dell'unico uomo che, a detta di tutti, può aiutarlo, il braccatore Bubba. Un bravo braccatore, peccato che sia negro, peccato che sia negro nel west, peccato e basta.

Sulla strada incontra il piccolo Jake, orfano a causa dello stesso gruppo di scellerati visi pallidi che giocano a fare i pellerossa e da lì la compagnia sembra essere pronta al viaggio.

La vicenda prende una piega assolutamente funambolica, tra venditori di bibbie, di pozioni miracolose, accampamenti indiani, fughe da bordelli, deserto, deserto e poi deserto Americano. Tutto per Sadie. Questa Sadie che sembra essere il primo e l'ultimo pensiero di Curt.

A farla da padrone dialoghi che sembrano usciti da Cocco Bill e Lucky Luke, ambientazioni cine fumettistiche e il tema della segregazione razziale nella terra delle grandi opportunità, dove il sogno americano è basato sul morire con le mani nelle tasche altrui, anziché morire con le mani in mano.

Romanzo come sempre trasversale e altamente satirico, che non sembra soffrire degli anni passati dalla prima pubblicazione grazie anche alla sempre attenta traduzione.

Naturalmente non mancano i colpi di scena e gli incontri "storici", come il Generale Custer in gonnella ... quante ne capitano nel paese di Dio!





di Alex Pietrogiacomi


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Gustoso


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Sincerità per sincerità? Dalla lettura di questo libro non ci ho cavato un ragno dal buco. E sarei pure curioso di sapere come avrà disquisito quel "tuttologo" di Luca Sofri durante la presentazione dell'opera, ammettendo che siffatta possibilità sia andata in porto se non altrimenti un coup de théâtre dell'omino, avvezzo ad autocelebrarsi.

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La cura dell'acqua

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A pag. 19 del libro si legge: E così ho trovato la risposta ad un'annosa questione filosofica: se tua figlia grida nel bosco e non c'è nessuno a sentirla, lei sta davvero gridando? A quanto pare no.
Rivolgo la frittata: se tu hai letto un libro e non sei riuscito a coglierne l'essenza, lo hai letto per davvero? A quanto pare sì. Perché io l'ho fatto.
Lo ammetto: Percival Everett non mi ha mai trasmesso nulla nonostante sappia, facendo questo mestiere, che ha parecchi estimatori italiani.

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Torna il funambolico Percival Everett, uno dei pochi scrittori capaci di mettersi alla prova con qualsiasi genere narrativo senza lasciare mai il lettore inappagato.
Dopo il grottesco Deserto Americano, arriva Non Sono Sidney Poitier (sempre edito da Nutrimenti), un romanzo surreale, parossistico eppure così lineare nel suo allucinato sviluppo.
Non Sono Sidney Poitier, nasce con questo nome e questo cognome, dopo due anni di gravidanza isterica in un quartiere nero e povero degli Stati Uniti.

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