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INTERVISTE

Joe Barbieri

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"La vita è l'arte dell'incontro". Con queste parole del poeta e cantautore Vinicius de Moraes potremmo presentare l'ultimo album di Joe Barbieri Respirando. Per quest'avventura Barbieri ha scelto come suoi compagni Stefano Bollani, Fabrizio Bosso, Gianmaria Testa e Jorge Drexler.

Il suo percorso comincia dalla collaborazione con Pino Daniele e continua scrivendo alcune canzoni per Giorgia e Patrizia Laquidara. Nel 2004 inizia una nuova avventura da solista con l'album In Parole Povere che comincia ad avere successo anche fuori dall'Italia. Nel 2009 con Maison Maravilha Barbieri vende 20mila copie in tutto il mondo. Si tratta di un disco in bilico tra la musica italiana anni '50 - '60 e le sonorità sudamericane come bossa nova, milonga, tango ecc.

Il 20 marzo è uscito, come abbiamo detto, il suo nuovo lavoro Respirando che sarà seguito da un tour italo-giapponese. L'abbiamo intervistato per conoscere meglio la sua musica e la sua esperienza



Come nasce "Respirando"?



Ho cercato di essere più istintivo, più libero, come l'atto di respirare che è quasi involontario, e questo mi dà la sensazione di essere riuscito a creare un disco più accessibile.



Ascoltando la tua musica si ha la sensazione che la voce sia un prolungamento della tua chitarra...



Si è una percezione che probabilmente nasce dal fatto che compongo contemporaneamente musica e parole, in modo da plasmarle insieme e dare alla parola quella musicalità e quel sentimento che cerco di trasmettere attraverso la musica.



Bossa Nova, Tango e Fado da una parte e Canzone Italiana dall'altro, ci sono dei punti in comune tra Napoli e il Sudamerica?



Credo di si. La prima che mi viene in mente è la continua alternanza tra patimento e riscatto, perché queste due realtà riescono sempre a risollevarsi alla grande dopo un periodo di difficoltà. Nel mio disco c'è una canzone, "E Vase Annure" (l'unica in dialetto ndr) che cerca di mettere insieme Sergio Bruni (canzone italiana) e Joao Gilberto (bossa nova), tentando di avvicinare Napoli e Rio de Janeiro, perché facciamo tutti parte del Sud del mondo. C'è però una differenza tra gli artisti italiani e gli italiani; i brasiliani non si fanno i conti in tasca, creano bellezza per il semplice piacere di farlo mentre noi in Italia diamo un peso importante ai contratti discografici e ai soldi.



Nella tua vita hai collaborato con diversi artisti, da Pino Daniele a Giorgia fino ad Omara Portuondo senza limitarti ad un solo genere. Qual è stato l'incontro più importante?



Tutte le collaborazioni sono state importanti e devo ringraziare tutti questi amici se oggi sono quello che sono. Cerco di pensare senza confini, offro quello che ho da offrire e prendo quello che posso prendere.



Un altro sentimento che viene proposto dalle tue canzoni è una sorta di "Melancolia Romantica"...



Si ma non intesa come un sentimento negativo anzi... Io la intendo come la nostalgia verso quello che poteva essere, verso le occasioni che potevano essere colte ma anche verso ciò che ci riserva il futuro.



Il tuo precedente album 'Maison Maravillha' ha venduto più di 20mila copie, molte delle quali all'estero. Qual è la differenza tra quando suoni in Italia e quando sei fuori?



La prima è semplice: fuori dall'Italia non capiscono i miei testi. Allora cerco di impegnarmi maggiormente sull'armonia e la melodia, cercando di creare un ponte con l'ascoltatore. Poi come dicevamo prima cerco di usare la voce come uno strumento musicale, come spesso fa anche Caetano Veloso.



Un altro elemento importante della tua musica è il jazz, cosa ti piace di più di questo genere e cosa ti spinge ad utilizzarlo nelle tue composizioni?



Del jazz amo la libertà e al tempo stesso il rigore. Nel senso che il jazz è capace di mescolare e rimescolare la musica con una libertà incredibile, ma allo stesso tempo mantiene una certa unità. Uno dei miei artisti preferiti è Chet Baker perché riesce ad essere semplice arrivando a tutti, dando quel livello passionale tipico della sua musica. Tuttavia se inizi a studiare le sue composizioni e ad estrarne i vari strati come una cipolla e provi ad arrivare al cuore scopri che è molto più complicato di quanto appare.



Il tuo tour sarà un tour internazionale ti aspetti di più dall'Italia o dal resto del mondo?



Faremo 3 concerti a Tokyo e 4 in tutta Italia. Posso dirvi che vendo più dischi in Giappone che in Italia, nonostante canti in italiano.





Date Tour



19/04/2012 - Milano, Salumeria della Musica

27-28-29/04/2012 - Tokyo

09/05/2012 - Roma, Auditorim Parco della Musica





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