RECENSIONI
Monica Dall'Olio
Le descrizioni
Perdisa pop, Pag. 138 Euro 14,00
Romanzo sbilenco.
Di donna già ospitata dal nostro paradiso cartaceo tanti anni fa.
Che potrebbe essere sinonimo di qualità.
Se volesse la Dall'Olio potrebbe riuscire nell'intento di costruire un romanzo come si deve: ma qui non s'argina. Anzi, forse il contrario, trattiene l'energia ed in parte implode.
Peccato però: l'idea iniziale era bella, anche se sfruttata.
Estate degli anni sessanta, il mare, i bagni, ma anche i problemi per una povera bambina che soffre di bronchite.
Ci si chiede perché gli anni sessanta per una che è del '67? Come combaciare il genetliaco con la passione (perché di passione si tratta)?
Innanzi tutto perché la letteratura è anche furbizia: vuoi mettere una colonna sonora di sfondo che inglobi il ciuffo ribelle di Little Tony, le avventure concupiscenti di Mina e... il cuore è uno zingaro e va?
Vuoi mettere che ad un certo punto esplode pure la bomba alla Banca dell'Agricoltura a Milano?
Dicasi: argomentare senza troppe pretese.
Perché non è sufficiente fare cronaca del tempo coi rimasugli di una radio che in casa spesso è accesa e spesso relaziona. Troppo facile.
Capisco che alle orecchie di una bimba possa sembrare difficile da comprendere e di conseguenza s'aiuta con la propria lingua (ecco Le descrizioni del titolo: una sorta di diario delle espressioni su cui riflettere e studiare e pressoché misconosciute), ma è meccanismo troppo semplice e paraculo perché poi possa sopravvivere ad una disamina. Questa poi.
La seconda parte dove la bimba torna al suo paese dopo le lunghe vacanze estive, insieme alla sorella – chiamata nel libro 'la sorella' – è, come si diceva all'inizio, davvero sbilenca e fuori fuoco.
Passo emblematico a pagina sessantasette: "Quante parole ci sono nella lingua italiana?" chiesi. "Troppe" disse mia madre.
Quanti romanzi si stampano in Italia inutilmente?
Troppi, rispondo io.
Peccato, perché la Dall'Olio meriterebbe altro.
Per ora poco meno che medietà.
di Alfredo Ronci
Di donna già ospitata dal nostro paradiso cartaceo tanti anni fa.
Che potrebbe essere sinonimo di qualità.
Se volesse la Dall'Olio potrebbe riuscire nell'intento di costruire un romanzo come si deve: ma qui non s'argina. Anzi, forse il contrario, trattiene l'energia ed in parte implode.
Peccato però: l'idea iniziale era bella, anche se sfruttata.
Estate degli anni sessanta, il mare, i bagni, ma anche i problemi per una povera bambina che soffre di bronchite.
Ci si chiede perché gli anni sessanta per una che è del '67? Come combaciare il genetliaco con la passione (perché di passione si tratta)?
Innanzi tutto perché la letteratura è anche furbizia: vuoi mettere una colonna sonora di sfondo che inglobi il ciuffo ribelle di Little Tony, le avventure concupiscenti di Mina e... il cuore è uno zingaro e va?
Vuoi mettere che ad un certo punto esplode pure la bomba alla Banca dell'Agricoltura a Milano?
Dicasi: argomentare senza troppe pretese.
Perché non è sufficiente fare cronaca del tempo coi rimasugli di una radio che in casa spesso è accesa e spesso relaziona. Troppo facile.
Capisco che alle orecchie di una bimba possa sembrare difficile da comprendere e di conseguenza s'aiuta con la propria lingua (ecco Le descrizioni del titolo: una sorta di diario delle espressioni su cui riflettere e studiare e pressoché misconosciute), ma è meccanismo troppo semplice e paraculo perché poi possa sopravvivere ad una disamina. Questa poi.
La seconda parte dove la bimba torna al suo paese dopo le lunghe vacanze estive, insieme alla sorella – chiamata nel libro 'la sorella' – è, come si diceva all'inizio, davvero sbilenca e fuori fuoco.
Passo emblematico a pagina sessantasette: "Quante parole ci sono nella lingua italiana?" chiesi. "Troppe" disse mia madre.
Quanti romanzi si stampano in Italia inutilmente?
Troppi, rispondo io.
Peccato, perché la Dall'Olio meriterebbe altro.
Per ora poco meno che medietà.
di Alfredo Ronci
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Monica Dall'Olio
Guida gastronomica al precipizio
Barbera editore, Pag. 135 Euro 13,50Libro svelto ed accattivante, ma sulla cui essenza mi pongo una domanda: ma l'autrice (tra l'altro ospitata tanto tempo fa sul paradiso cartaceo... uhh altre epoche) vivendo in un mondo di attentati e abitando a Bologna, ci vuol suggerire l'aggancio con la tragedia della stazione del 1980?
Mi spiego meglio con qualche cenno alla trama: Mika, una ragazza trentenne, per campare ha deciso, pur non sapendo un accidenti di cucina, di fare la guida turistica gastronomica. Nel senso che, tramite un'agenzia, accoglie giornalisti-turisti che si alimentano di stereotipi culinari sulle città italiane.
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