INTERVISTE
Massimo Carlotto

Dai misfatti del nord est d'Italia ai traffici illeciti e alle porcherie dell'Europa tutta. A che dobbiamo questo cambio di prospettiva?
Avvertivo la necessità di raccontare la globalità criminale e di uscire dai miei confini narrativi per scrivere un romanzo con un intreccio di grande respiro, con una "folla" di personaggi, luoghi e situazioni.
Dice (anzi pensa) ad un certo punto Aleksander Peskov, uno dei protagonisti: Il crimine era un buon affare solo se correva alla velocità imposta dall'economia. Come a dire una gara di sopravvivenza, o una sorta di connivenza?
Connivenza. Economia e crimine sono entità inseparabili nel senso che la prima si caratterizza per pratiche e comportamenti illegali e il secondo ha bisogno sempre di più di investire i proventi illeciti in attività "pulite". La crisi, poi, ha reso più disponibili i mercati agli affari criminali con vere e proprie fusioni di ambiti e relazioni.
Un personaggio esplosivo: la commissaria Bourdet. Ne avevamo viste e lette di lesbiche che indagano, anche nella letteratura americana che quando vuole sa essere molto conformista, ma questa qui che ascolta in macchina Johnny Halliday è proprio cazzuta...
È un personaggio che amo molto anche per la sua umanità. Decisamente marsigliese dal punto di vista dell'agire da "sbirra" rude e spiccia e con un insaziabile desiderio di giustizia. Rappresenta quella solidità morale di cui ho bisogno per contrastare il peggio che trionfa nelle mise storie.
Per la Dromos Gang Marsiglia è ormai terra bruciata. Ce la ritroveremo a far 'danni' in qualche altro posto?
Ai lettori i cattivi ragazzi di Leeds piacciono e chiedono addirittura una serie. Ci devo riflettere perché da un lato ho serie aperte come quella dell'Alligatore, dall'altra progetti narrativi in cui credo molto. Decisione non facile...
Lo so, domanda scontata: ma Marsiglia è un omaggio a Izzo?
La commissaria Bourdet e il gangster Grisoni sono un omaggio alla Marsiglia di Izzo che per molti versi non esiste più. Il mio approccio alla città è stato quello dell'osservatore esterno, cauto e rispettoso del pensiero di Jean-Claude che riteneva Marsiglia non una città europea ma totalmente mediterranea.
Due domande fuori dal contesto letterario ma che mi preme farti. La prima: che ne pensi del governo Monti.
Male. Molto male. Testimonia una volta di più la pochezza di una classe dirigente incapace di sottrarsi ai poteri forti internazionali in nome del bene comune. Lo trovo vecchio, all'insegna della continuità berlusconiana (eccetto nello stile, ovviamente) e politicamente nemico. I tecnici al potere sono pericolosi.
La seconda: tra il detto 'Il più pulito c'ha la rogna' e lo slogan 'Potere all'immaginazione' in questi tempi tristi quale preferisci? Libero di proporre una terza traccia...
Potere all'immaginazione. Ne abbiamo così bisogno. Tutti. Per "immaginare" il futuro, un presente meno opprimente e nefasto. L'immaginazione cancella la retorica da cui siamo afflitti. Magari diventasse realtà. Vivremmo finalmente una rivoluzione vera, pacifica e ricca di senso.
Avvertivo la necessità di raccontare la globalità criminale e di uscire dai miei confini narrativi per scrivere un romanzo con un intreccio di grande respiro, con una "folla" di personaggi, luoghi e situazioni.
Dice (anzi pensa) ad un certo punto Aleksander Peskov, uno dei protagonisti: Il crimine era un buon affare solo se correva alla velocità imposta dall'economia. Come a dire una gara di sopravvivenza, o una sorta di connivenza?
Connivenza. Economia e crimine sono entità inseparabili nel senso che la prima si caratterizza per pratiche e comportamenti illegali e il secondo ha bisogno sempre di più di investire i proventi illeciti in attività "pulite". La crisi, poi, ha reso più disponibili i mercati agli affari criminali con vere e proprie fusioni di ambiti e relazioni.
Un personaggio esplosivo: la commissaria Bourdet. Ne avevamo viste e lette di lesbiche che indagano, anche nella letteratura americana che quando vuole sa essere molto conformista, ma questa qui che ascolta in macchina Johnny Halliday è proprio cazzuta...
È un personaggio che amo molto anche per la sua umanità. Decisamente marsigliese dal punto di vista dell'agire da "sbirra" rude e spiccia e con un insaziabile desiderio di giustizia. Rappresenta quella solidità morale di cui ho bisogno per contrastare il peggio che trionfa nelle mise storie.
Per la Dromos Gang Marsiglia è ormai terra bruciata. Ce la ritroveremo a far 'danni' in qualche altro posto?
Ai lettori i cattivi ragazzi di Leeds piacciono e chiedono addirittura una serie. Ci devo riflettere perché da un lato ho serie aperte come quella dell'Alligatore, dall'altra progetti narrativi in cui credo molto. Decisione non facile...
Lo so, domanda scontata: ma Marsiglia è un omaggio a Izzo?
La commissaria Bourdet e il gangster Grisoni sono un omaggio alla Marsiglia di Izzo che per molti versi non esiste più. Il mio approccio alla città è stato quello dell'osservatore esterno, cauto e rispettoso del pensiero di Jean-Claude che riteneva Marsiglia non una città europea ma totalmente mediterranea.
Due domande fuori dal contesto letterario ma che mi preme farti. La prima: che ne pensi del governo Monti.
Male. Molto male. Testimonia una volta di più la pochezza di una classe dirigente incapace di sottrarsi ai poteri forti internazionali in nome del bene comune. Lo trovo vecchio, all'insegna della continuità berlusconiana (eccetto nello stile, ovviamente) e politicamente nemico. I tecnici al potere sono pericolosi.
La seconda: tra il detto 'Il più pulito c'ha la rogna' e lo slogan 'Potere all'immaginazione' in questi tempi tristi quale preferisci? Libero di proporre una terza traccia...
Potere all'immaginazione. Ne abbiamo così bisogno. Tutti. Per "immaginare" il futuro, un presente meno opprimente e nefasto. L'immaginazione cancella la retorica da cui siamo afflitti. Magari diventasse realtà. Vivremmo finalmente una rivoluzione vera, pacifica e ricca di senso.
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